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Punti di vista

C’è un tipo che 50 anni prima di Warhol si definì... Leggi tutto »

La macchina che non c'è

La Invisible Car targata Mercedes... Leggi tutto »

Arte compartecipata

La Disponibilità della Cosa: interessante... Leggi tutto »

Fragile

Green art in Canada. Un recycle garden self-made... Leggi tutto »

Una risata ci salverà!

 

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Wild wild World

 

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Il film Giusto

 

Guarda »

 

Ben Sandler

 

 

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La Holding si rifà il look

Un restyling per affrontare la sfida dei mercati globali... Leggi tutto »

Tu vuo' fa l'americano

La cerimonia d’apertura dell’America’s Cup ... Leggi tutto »

Gli europei parlano italiano

Le cerimonie di UEFA... Leggi tutto »

Durex, Gentile e Madrid

Successi per Filmmaster in terra spagnola ... Leggi tutto »

Emirati eccellenti

Modernità e solennità in un’unica cerimonia... Leggi tutto »

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C’è un tipo che 50 anni prima di Warhol si definì un genio. Si chiamava Salvador Dalì. E basta leggere il suo Diario di un genio per sprofondare in sogni, intuizioni, deliri. Gli stessi che portò nel cinema, collaborando con Buñuel e Hitchcock. 

Successe così, che nel 1945, ebbe l’idea di dare vita a un cartone animato per Disney. Un progetto molto innovativo per l’epoca, per il quale sviluppò disegni e bozzetti in collaborazione con John Hench. Poi, la cosa, per motivi economici si arenò.

 

L’idea venne ripresa da R. E. Disney, nipote del fondatore, che ne affidò la regia all'animatore francese Dominique Monfrey, convinto di dare vita a un capolavoro. Un team di 25 animatori si diede da fare per decifrare gli storyboard criptici di Dalí, e nel 2003, con l’aiuto della computer grafica, vide la luce “Destino”: il primo cartone animato surrealista, realizzato 60 anni dopo.

Giudicate voi il risultato.

 

Perché scrivo questo? Per dire che l’idea non è tutto. E che non basta inviare via mail il bozzetto della Battaglia di Anghiari per sperare nel miracolo. E che il genio si esprime non solo nella progettazione. Ma anche nell’esecuzione. Con la capacità che ha la mente di evolvere e affinare un pensiero, ogni giorno, quando si lavora in maniera concreta su un progetto. Come dimostrano i pentimenti, di tanti artisti del passato, Antonello da Messina in primis, o le mille stesure di romanzi.

Così un’idea, anche geniale, richiede non solo un controllo continuo sulla fase realizzativa del suo autore. Ma anche il rispetto della contemporaneità di visione, per evitare anacronismi e scivolate di gusto, magari ingigantite dalle nuove tecnologie. Perché le idee sono figlie del proprio tempo. Di chi le ha pensate. Di chi ci ha lavorato sopra.

 


LA MACCHINA CHE NON C’è

La Invisible Car targata Mercedes

 

Anche l’uomo invisibile ha acquistato una macchina? La nostra è una domanda provocazione per esaltare la genialità dell’idea messa in opera dalla casa automotive tedesca.

Mercedes Benz, infatti, per lanciare la nuova tecnologia a zero emissioni F-Cell Hydrogen che, dunque, non impatta sull’ambiente ha realizzato un’operazione che ha fatto il giro del mondo in pochi giorni invadendo tutti i blog di marketing e advertising del globo, oltre a raggiungere un incredibile numero di visualizzazioni del video su Youtube.

Una macchina che non emette emissioni nocive per l’ambiente è come se non esistesse. E proprio da qui è nata l’idea, straordinaria, dell’Invisible Car. Ma come è stato possibile creare “qualcosa che non c’è”? Sfruttando una tecnologia già nota e mettendola al servizio dell’idea creativa: unisci genio creativo ai pannelli Led flessibili ed il gioco è fatto. Da un lato dell’autoveicolo una camera trasmetteva le immagini, catturate all’esterno, ai pannelli che quindi “rivestivano” l’auto dell’ambiente circostante attraversato in quel momento. L’impatto visivo di rara straordinarietà: una Mercedes Benz totalmente invisibile ha percorso le strade cittadine attirando lo sguardo di tutti. Invisibile ma ingombrante presenza della stella a tre punte.

 

abcnews.go.com


ARTE COMPARTECIPATA
La Disponibilità della Cosa: interessante esperimento artistic
o

In tempi di crisi anche l’arte sembra sottolineare il valore dei soldi e la possibilità di realizzare nuovi guadagni compartecipati. O almeno questo sembra essere l’obiettivo dell’opera realizzata Stefano Arienti e Cesare Pietroiusti, con la collaborazione dell’avvocato Paolo Bergmann. Stiamo parlando della Disponibilità della Cosa, una scultura interamente realizzata con banconote da 50 euro e che verrà messa all’asta il prossimo maggio a Milano, dopo aver fatto bella mostra di sé al Mambo di Bologna fino allo scorso 25 marzo.
L’idea la troviamo molto interessante perché decisamente innovativa nel making of: nata dalla collaborazione tra i due artisti citati, la Disponibilità della Cosa si è avvalsa dell’apporto di tutte quelle persone che, dal 2008 (anno di nascita dell’idea), hanno voluto contribuire alla realizzazione e alla crescita dell’opera stessa, associandosi e partecipando con una sottoscrizione del valore di minimo di 50 euro.
Tutti i “soci” dell’opera d’arte aderiscono ad un patto di compartecipazione con i due artisti in caso di eventuali utili derivanti dall’operazione.
Per ogni banconota consegnata i sottoscrittori ricevono un "Certificato di Conferimento", numerato e autenticato dagli autori, che potrà essere convertito in una quota prestabilita del plusvalore che l'opera acquisirà in occasione dell’eventuale vendita.
Siete interessati a comprare?

mambo-bologna.org
 


FRAGILE

Green art in Canada

 

Un recycle garden self-made. Potremmo riassumere così la bellissima iniziativa dello street artist Peter Gibson, conosciuto come Roadsworth che, in collaborazione con il collettivo Projekroom ha ricreato, all’interno dell’Eaton Centre di Montreal, un giardino composto interamente da materiali riciclati dagli scarti prodotti dal centro commerciale stesso.

Roadsworth ha voluto ricreare un interessante ed efficace ecosistema moderno, riciclato al 100% proprio lì dove tutti potevano vederlo: nel cuore della città. Gli artisti hanno lavorato intensamente per far risorgere “a nuova vita” una quantità incredibile di bottiglie di plastica, 13.750 per l’esattezza, si sono trasformate in fiori, piante, alberi, uccelli, pesci.

Un grido di sensibilizzazione alla salvaguardia del nostro pianeta di cui dobbiamo prenderci cura perché è fragile. Non dimentichiamolo mai.

 

uncreativeblog.com

 

 

 

 


UNA RISATA CI SALVERA!

La buffa storia di Bob e e del suo tutù rosa.

Un progetto nato con intenti poco seri, tanto per strappare un sorriso, divenuto negli anni una causa internazionale. Nel 2003, Bob comincia a realizzare una serie di foto ritraendosi strizzato in un tutu rosa, quelli classici da ballerina, con la complicità della moglie Linda, ritraendosi in paesaggi e situazioni sempre diverse. Bob porta avanti questa sua bizzarria per diversi anni, finché a Linda non viene diagnosticato un cancro al seno. Invece che fermare i progetti dei due strampalati coniugi, il cancro di Linda non fa che infondere nuova linfa al “tutu project”, e convincerli che l’unica maniera per sconfiggere i momenti duri della vita è farsi una risata. E farlo insieme. Nasce così l’idea di pubblicare tutte le immagini di Bob in tutù, accompagnate da storie esilaranti sulle circostanze nelle quali sono state scattate, per raccogliere fondi e aiutare le donne affette da cancro al seno. Ballerina, la tanto attesa pubblicazione, auto-finanziata da Bob e Linda, vedrà la luce nell’autunno di quest’anno. Nell’attesa, possiamo aiutare la causa comprando sul sito le stampe delle foto di Bob in tutù o comprando una t-shirt. Tutti quelli che doneranno almeno 100$ riceveranno una copia del libro firmata da Bob e Linda. Una risata ci salverà!

tutuproject.com


WILD WILD WORLD

La National Geographic reality

 

Un vecchio e famoso slogan recitava: “Volevamo stupirvi con effetti speciali”. Se lo mutuassimo per questa attivazione realizzata all’interno di un centro commerciale ad opera del National Geographic non sarebbe affatto sbagliato.

Immaginate di trovarvi nella “giungla dello shopping” all’interno di un agglomerato “selvaggio” di negozi quando, dritto davanti a voi, ecco arrivare un tirannosauro rex di giurassica memoria. Stupiti? Ovviamente si! Ma è questo l’obiettivo del celebre “canale della natura” più famoso al mondo. Ed è dunque straordinaria l’operazione realizzata qualche settimana fa dal mitico National Geographic Channel che ha sfruttato le nuove tecnologie visive della realtà aumentata, per offrire al pubblico la natura selvaggia e gli animali che la popolano. Attraverso un dispositivo specifico è stato possibile vivere un’esperienza straordinaria che ha reso i passanti protagonisti attivi di uno scenario naturale: un ghepardo che si lascia accarezzare, il delfino che compie acrobazie davanti a te, i piccolini del tirannosauro giocano con i bambini… e se, infine, si volesse superare i limiti si può addirittura accompagnare l’astronauta nei suoi passi sulla luna!

Effetto collaterale? Lo stupore.

 

nationalgeographic.it


LA HOLDING SI RIFA IL LOOK

Un restyling per affrontare la sfida dei mercati globali

 

Aria di nuovo soffia in casa Filmmaster. Il processo di internazionalizzazione del Gruppo Filmmaster ha posto l’accento sulla necessità di comunicare in modo organico le diverse realtà che lo compongono, definendo una strategia globale sui marchi e una policy comune di branding. Da qui la scelta di dotarsi di un nome e di un logo unico, che identifichi tutte le realtà presenti nel gruppo. Scelta che naturalmente è caduta sul nome Filmmaster, un marchio che ha più di 35 anni di storia e che ha contribuito in modo saliente alla storia della comunicazione e del business entertainment in Italia e all’estero. Il riconoscimento del proprio passato non prevarica però sulla voglia di novità, ben espressa dal restyling del logo dove monocromia, bidimensionalità e alleggerimento del font contribuiscono a rendere il logotipo più incisivo e moderno. Un cambio solo formale, di nome, che non modifica in nessun modo l’assetto societario e la qualità del lavoro che da sempre contraddistinguono il gruppo: K-events diventa Filmmaster Events; Filmmaster cambia in Filmmaster Productions, la cdp che solo lo scorso anno ha inaugurato la nuova sede di Madrid e oggi si conferma leader di mercato nella produzione di spot  pubblicitari; Filmmaster MEA, Productions e Events, hub del Gruppo negli Emirati Arabi, dopo la sua nascita nel 2007 a Dubai continua la sua espansione nel Middle East con l’apertura nel 2011 delle nuovi sedi di Abu Dhabi, Riyadh e Doha. La sfida ai mercati globali è appena cominciata.

 

filmmaster.com

filmmaster.es

filmmastermea.com


TU VUO’ FA L’AMERICANO

La cerimonia d’apertura dell’America’s Cup è firmata Filmmaster Events, la società d'eventi di Filmmaster Group

 

Il mare prima di tutto e in tutte le sue possibili  manifestazioni: questo il cuore della cerimonia di apertura dell’edizione 2012 dell’America’s Cup firmata Filmmaster Events, inaugurata lo scorso 8 aprile.
Una cerimonia d’apertura firmata Filmmaster Events per celebrare, solennemente, il grande mito della Coppa America, l’evento velico più importante del mondo.

Grande protagonista dell’apertura, e non poteva essere altrimenti, è il mare di Napoli che ha ospitato per il 2012 l’edizione dell’America’s Cup World Series. Ed il mare è stato “portato” nel cuore della città partenopea attraverso l’ausilio di straordinarie tecnologie video che hanno trasformato Piazza del Plebiscito in un acquario gigantesco. Non poteva mancare un napoletano doc come Eduardo de Filippo il cui brano “O Mare” è stato affidato al talento interpretativo di Peppe Servillo. E ancora l’emozione creata anche nei momenti protocollari della cerimonia attraverso spettacoli che hanno esaltato lo sport tricolore con Alessandra Sensini e, naturalmente, la chiusura musicale non poteva non essere affidata alla poesia del grande artista, amante del mare, Lucio Dalla, recentemente scomparso.

 

filmmmasterevents.com


GLI EUROPEI PARLANO ITALIANO

Le cerimonie di UEFA EURO 2012 firmate da Marco Balich

Forte della conferma della produzione delle cerimonie di Rio 2016, Filmmaster Events e Marco Balich festeggiano l’ennesimo riconoscimento internazionale. Sarà infatti il gruppo italiano creare e produrre le Cerimonie di apertura e chiusura  del Campionato Europeo di Calcio Uefa 2012 che si svolgeranno quest’anno in Ucraina e Polonia: si inizia l’8 giugno al National Stadium di Varsavia in Polonia, prima della partita Polonia – Grecia, per finire il 1 luglio all’Olympic Stadium di Kiev in Ucraina. Oltre 800 volontari perfomer, il recruiting dei quali è già cominciato ed interessa ballerini, ginnasti, attori, acrobati. L’annuncio dell’assegnazione delle cerimonie da parte del Comitato UEFA, giunto a termine di una gara internazionale, non fa che confermare il talento di Marco Balich e la forza di Filmmaster Events, riconosciuto come uno dei maggiori produttori al mondo di grandi show e vincitore di recente della creazione e produzione delle cerimonie dei Giochi Olimpici di Rio 2016Ò insieme alla brasiliana SRCOM.
 
filmmaster.com
marcobalich.com


Per poter accedere alla selezione come performer volontario:
ceremony.uefa.com/uefaeuro2012 castinguefa.com/blog


 

DUREX, GENTILE E MADRID
Successi per Filmmaster Productions in terra spagnola


Un anno fa nasceva Filmmaster Madrid, la bandiera del gruppo Filmmaster in terra spagnola. Nonostante la crisi, nel primo anno Filmmaster Madrid ha già prodotto per il mercato italiano importanti film tra i quali: Nastro Azzurro (con la regia di Tony Kaye), Renault (regia Acne), Coca Cola (regia di Ben Quinn) e Calzedonia (regia di Ago Panini). L’ultimo traguardo, importantissimo, è arrivato alla fine di febbraio. Alla cdp madrilena è stato infatti affidato l’incarico per la produzione dei commercial Durex dedicati alla nuova linea di lubrificanti. Una campagna multi soggetto ideata da Euro RSCG Barcellona e diretta da Marco Gentile, il giovane pluripremiato regista italiano con il quale Filmmaster lavora in esclusiva. Grazie ai tre film - “fogosos”, “impacientes” e “gourmets”, girati in una villa situata nel centro di Madrid in due intere giornate - Marco avrà la possibilità di farsi apprezzare anche in Spagna, paese che, a detta del regista, “offre risorse e location straordinarie, che ti permettono di esprimere al meglio l’idea creativa”.


filmmaster.com


EMIRATI ECCELLENTI
Modernità e solennità in un’unica cerimonia


Un evento prestigioso firmato da Filmmaster MEA Events si è tenuto a Dubai l' 11 Aprile scorso: il Dubai Government Excellence Award. Giunto alla sua 15° edizione, il DGEP ogni anno premia le entità governative e i lavoratori che si sono distinti nell’emirato di Dubai. Presso la Rashid Hall del Dubai World Trade Centre, Filmmaster MEA Events ha dato vita ad una cerimonia prestigiosa, in cui l’eleganza delle coreografie umane e la solennità della poesia recitata hanno dialogato con la modernità delle immagini in 3D, alla presenza del Vice Presidente e Primo Ministro degli UAE e Sovrano di Dubai, Sua Altezza Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum e di Sheikh Hamdan bin Mohammed Al Maktoum, Principe ereditario di Dubai e Presidente del Dubai Executive Council.

filmmaster.com


Ben SANDLER

Il protagonista di questa copertina

 

Residente a Parigi dal 2007, Ben Sandler ha studiato filosofia all’università di Phoenix in Arizona, per poi laurearsi in fotografia alla Ecole des Gobelins. Ispirato dal caso e dalle coincidenze, il suo lavoro ruota intorno al sottile confine tra la finzione e la realtà, e la rappresentazione della realtà. Nell’immagine di copertina di questo numero di Not magazine, Ben Sandler ha usato la Maison Carré di Alvaro Aalto come set per il suo ultimo servizio fotografico dal titolo “Tomorrowland”. Ispiratosi alla serie televisiva del canale AMC “Mad Men”, Sandler afferma: “Mi piacciono molto il design, le decorazioni e lo stile ricreati nella serie. E’ tutto impeccabile”. E usare la casa di Aalto – commissionata da un commerciante d’arte nel 1956 e da allora preservata perfettamente e trasformata in un museo. Sandler e la sua troupe hanno affittato la casa per un paio di giorni. Le lampade e l’arredamento sono tutte creazioni originali di Aalto. Sandler ha lavorato con un artista CGI per punteggiare le scene di piccoli e bizzarri elementi tecnologici – macchine volanti, telefoni video, domestiche robot,  che non sono mai esistiti. “Sono sempre stato un fan dei film sul futuro”, dice. “Perciò ho deciso di guardare alla tecnologia degli anni ‘60, alle cose che si pensava sarebbero diventate oggetti quotidiani ma che inevitabilmente non si sono concretizzate.” In poche parole, spiega, “Tomorrowland è una finestra su un mondo che non può esistere.” Perciò più che altro un mix tra “Mad Men” e “Brazil”.

 

Altri lavori di Ben Sandler si trovano sul sito: pocko.com/en/photography/ben-sandler

 


IL FILM GIUSTO

Un’operazione dell’dall’EMDA Israeli Alzheimer Association per celebrare l’Alzheimer Awareness Week. Un’esperienza che difficilmente sarà dimenticata da chi l’ha vissuta in prima personae che vogliamo condividere con voi, proponendovi il video recap, emozionante e diretto, realizzato da Ad Agency ACW.

 

 


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