Tralasciamo le proposte di allungamento del
pene e 22 fake arrivate durante la notte con
il mio nome come mittente.
è da questo
momento che inizia l'inferno. Perché le mail
non sono più uno strumento di comunicazione.
Sono il più ossessivo dei social network.
Alle 19.54, quando stacco, ne ho scritte 47,
ignorate (in arrivo) 170. Ma soprattutto, ho
sprecato quasi due ore del mio tempo ad
aprire/ chiudere/ cestinare/ inoltrare/ dezippare.
Di messaggi veri ne ho scritti 7, ne ho
letti 5. Il resto tutte cc, divagazioni,
punti esclamativi, rif e commenti. Non solo
vorrei lavorare meno e guadagnare di più, ma
vorrei lavorare meglio. Se ho voglia di
social network, blog, chat, e skyperisti, me
li cerco da soli.
Internet - ti prego - esci
dal medio-evo. E poi, non è vero che il pene
si allunga. Lo giuro.
L’effetto Axe
colpisce ancora. Il suo irresistibile e
dirompente “effetto seduzione” ha lasciato
il segno in maniera prorompente nell’ultima
campagna realizzata in Corea del Nord.
Sulla facciata
di un dormitorio riservato a sole
studentesse è stata installata una mega
affissione che riproduce un calendario. In
corrispondenza di ogni finestra della
facciata dell’istituto è stata collocata la
casella dei giorni del mese. L’effetto e lo
scopo della comunicazione è chiaro: se ad
ogni finestra corrisponde una stanza
diversa, allora l’uomo Axe è l’uomo che ha
una donna diversa per ogni giorno dell’anno.
Questo il
solito, virile, deciso messaggio di Axe
firmato dall’agenzia When Gee di Seoul.
Se fossero
persone normali, non si chiamerebbero
geek (che letteralmente significa
“impopolare”, nel senso tutto americano di
“sfigato con gli occhialoni”). C’è un luogo
dove la comunità dei geek ama ritrovarsi, ed
è un luogo gestito da Kevin Kelly, storico
direttore di Wired Usa. Sul sito
www.kk.org/cooltools fanatici di
tecnologia di tutto il mondo si incontrano
per parlare dei loro oggetti preferiti, di
come e perché questi gli hanno cambiato la
vita. Oggetti che non sempre hanno a che
fare con gli ultimi ritrovati della tecnica.
C’è infatti chi, come Bruce Sterling, sfoga
sul sito la propria passione feticistica per
i vecchi tosaerba. L’oggetto che, in questo
momento, sta facendo impazzire tutti i geek
della terra è The Pet Rock, un
aggeggio del tutto inutile il cui progetto
sperimentale risale agli anni 70 e che
consiste nel trattare questa finta pietra
come se fosse un animale domestico. Se
volete saperne di più, guardate il video!
A volte arte, tecnologia e
senso civico riescono a fondersi per
sensibilizzare le coscienze in maniera nuova
e del tutto inaspettata. E’ quello che è
successo con Beggar 2.0, un robot ottenuto
riciclando vecchi pc e componenti
elettronici, che dal 2006 viaggia per il
mondo facendosi portavoce dei diritti dei
più deboli e chiedendo soldi per loro.
Rispetto al suo alter-ego umano, il clochard
meccanico ha accesso ad aree normalmente
interdette ai senza fissa dimora, come gli
ipermercati, nei quali generalmente
circolano persone con un po’ più di denaro
in tasca. Secondo il suo inventore, lo
sloveno Saso Sedlacek, i più ricchi
proverebbero maggiore empatia verso i deboli
se si comunica loro attraverso
un’interfaccia asettica, e da una distanza
sicura. Ai fini di questo esperimento,
l’artista ha voluto inserire Beggar in
contesti differenti, adattandone il
linguaggio ai paesi che lo ospitano, e
permettendo a chiunque di copiare il
prototipo scaricando gratuitamente software
e istruzioni d’uso.Oltre a migliorarci la
vita, potrà la tecnologia migliorare anche
la nostra coscienza?
Sulle strade, piazze, vicoli,
centri commerciali siamo circondati da
insegne luminose poste sopra o di lato ai
vari negozi. Ovunque led, colori, forme,
scritte, richiamano l’attenzione del
passante su un negozio piuttosto che su un
altro.
Vi siete mai chiesti che fine
fanno le insegne quando si spengono per
sempre?... Finiscono tutte in un Led
Cemetery? In una discarica? … oppure vengono
riciclate con stile come ha deciso di fare
Aleksi Hautamäki?
Designer del gruppo Character,
compagnia finlandese con base ad Helsinki,
Aleksi ha deciso di far rinascere a nuova
vita le insegne che vengono dismesse dai
negozi. Le insegne vengono smontate e
rinvigorite nella luminosità grazie a nuovi
LED, a nuovi trasformatori e a nuovi cavi
della corrente. L’efficace restyling
realizzato da Hautamäki dà così vita a
stilose lampade dai colori e dalle linee
accattivanti. In Italia non sono ancora
arrivate ma gli appassionati del nostro
paese possono per ora acquistarle su
Internet.
Per ora si
tratta di un prototipo, ideato da uno
studente francese di design. L'agenda
elettronica di Hermes sembra però aver già
suscitato qualche interesse da parte di
possibili acquirenti, tanto che il colosso
francese sta pensando di metterla in
commercio quanto prima.
Il progetto di
Alexandre Fourn, questo il nome dello
studente, consiste in un’e-paper a
scomparsa custodita in un astuccio testa di
moro e arancio con il classico marchio della
maison francese. Al momento, il prototipo
possiede tutte le funzioni previste per un
iPhone. Le dimensioni pocket e la
versatilità della tecnologia che contiene –
organizer, condivisione foto, GPS, email e
RSS reader, tra le altre cose – rende questo
oggetto appetibile e adatto a tutti gli
appassionati di tecnologia, a chi per lavoro
è obbligato a spostarsi rimanendo sempre
connesso, ma anche alle donna in carriera e
molte socialite.
Singolare
esperimento quello realizzato dagli studenti
della Panamericana School of Art and Design
di San Paolo, in Brasile: studiare la
reazione delle persone davanti ad un foglio
bianco con su stampate delle X e delle O.
Gli studenti
hanno distribuito nei locali della città dei
fogli bianchi di diversa grandezza e di
differente utilizzo come i tovaglioli e le
tovaglie di carta da fast food, oltre ad
appendere sul muro alcuni poster. Su questi
fogli, ed è questo il nodo centrale
dell’esperimento, i ragazzi hanno stampato
delle X e delle O per testare il grado di
reazione delle persone che si “imbattevano”
in questi fogli bianchi.
Curioso il
risultato finale: nessuna delle persone
“sottoposte” all’esperimento si è sottratta
all’irrefrenabile voglia di scarabocchiare.
Tutte le persone hanno, infatti, impugnato
una penna ed hanno iniziato a giocare con i
segni prestampati sui fogli, creando nuovi
segni, simboli, oggetti. Esperimento
riuscito!
Il 5 giugno, su
invito di Daniel Birnbaum (il nuovo curatore
della 53sima Biennale d’Arte di Venezia), Arto
Lindsay porterà alla Biennale la sua nuova
opera: Multinatural (blackout). Si
tratta di una parata pubblica che il padre
della no wave sta componendo mettendo
insieme diversi elementi: le coreografie di
Richard Siegal; il progetto informatico di
Peter Zuspan; lo staff della Fondazione
Buziol di Venezia che co-produce l’opera; i
costumi disegnati dagli studenti del corso
di Fashion Design dello Iuav di Venezia. La
parata vuole essere un esperimento di
interdisciplinarietà molto evoluto, in
bilico tra studio antropologico e ricerca
musicale, e prevederà un sound system
elettronico wi-fi in movimento, performance
musicali e artistiche intermedie,
interazione con l’arredo urbano di via
Garibaldi e con lo spazio naturale dei
Giardini.
Tendenza bizzarra nata nel dietro le quinte
delle passerelle britanniche e che coinvolge
le modelle in prima persona. Stiamo parlando
del cake sniffing, pratica che consiste
nell’annusare i cibi senza cedere alla
tentazione di addentarli. Per mantenersi
magrissime senza rinunciare alla fragranza
del loro cibo preferito, ma proibito perché
ipercalorico, sono sempre di più le modelle
che dedicano la loro pausa pranzo ad
annusare i dolci senza mangiarli. Alcune
tengono dei dolcetti in ufficio, per
annusarli di tanto in tanto.
La notizia è incredibilmente credibile, in
quanto l’ha resa nota una addetta ai lavori
pentita, che dopo otto anni nel mondo della
moda e delle agenzie di modelle, ha deciso
di mettere tutto nero su bianco inaugurando,
in veste di insider, una rubrica
dall'eloquente titolo Confessions of a
fashionista sul Daily Mail. Il primo
episodio di questo diario (che è destinato
presto a diventare un tormentone, un film,
un serial o qualcosa del genere) è stato
dedicato proprio al cake sniffing. L’autrice
ha assicurato: “I rozzi stereotipi che
vengono mostrati in Ugly Betty o ne
Il diavolo veste Prada non sono veri.
La realtà è molto, molto peggiore".
Ogni episodio del diario rivela retroscena
imbarazzanti del mondo della moda. Non ci
resta che leggerli tutti!
In risposta all’iniziativa della diretta
rivale Pepsi, che nelle scorse settimane con
Pepsi Throwback ha rilanciato la
campagna e il packaging tipico degli anni
’70, Coca Cola ha deciso di realizzare ben
cinque nuovi design per la celeberrima
lattina rossa.
Diversi i soggetti, tutti caratterizzati dal
loro essere fortemente “americani”: un
barbecue, un paio di occhiali da sole,
alcune tavole da surf, un pallone e, in
ultimo ma non in ordine di importanza, un
richiamo forte alla bandiera statunitense.
Le stelle e strisce di colore argento messe
sulla lattina della bevanda simbolo degli
Stati Uniti richiamano il 4 luglio, la festa
nazionale americana più importante.
La colorazione di base è rimasta “rosso Coca
Cola” mentre i soggetti del nuovo packaging
sono tutti realizzati nella colorazione
argento. L’ideatore si chiama Turner
Duckwort ed è un designer che lavora da anni
con Coca Cola per la realizzazione di nuovi
pack di lattine e bottiglie. I suoi nuovi 5
modelli di lattine per l’estate Coca Cola
saranno riprodotti anche su t-shirt,
cappelli, teli da mare e saranno
protagonisti di una nuova campagna di
comunicazione integrata curata dalla Wieden
& Kennedy.
Geniale iniziativa targata
Bompas & Parr, architetti del cibo inglesi
già famosi per i loro locali e per i loro
particolari eventi itineranti.
Stiamo
parlando della serata a tema denominata
Alcoholic Architecture, the UK's first
walk in cocktail, ovvero una serata dove
ci si ubriaca semplicemente respirando
l’aria. Si, avete capito bene: i fumi
dell’alcol questa volta si respirano.
Come? Attraverso un sistema
di umidificazione ad ultrasuoni che prevede
l’emanazione di vapori alcolici all’interno
del locale londinese. Ubriacarsi d’aria,
dunque, potrebbe non essere più solo una
metafora ma una reale, vera sensazione di
ebbrezza.
È così possibile entrare nel
locale di Bompas & Parr e ubriacarsi senza
toccare una goccia di alcol. Il dress code,
molto particolare, è dettato
dall’organizzazione. All’ingresso, infatti,
viene fornita una tuta bianca simile a
quella usata dalla polizia scientifica per
proteggere i capi indossati dalle esalazioni
di gin tonic. I testimoni hanno giurato che
basta un’ora per sentirsi euforici.
Iniziativa cool e anche cheap: 5 euro
l’ingresso. Respira responsabile!
Dal 23 al 31 maggio, l’antico borgo di San
Pancrazio, ad Amelia (in provincia di Terni)
ha ospitato un evento
irripetibile. Il regista tedesco Peter Stein
ha infatti scelto l’antico borgo umbro per
mettere in scena un adattamento de “I
demoni” di Fëdor Dostoevskij, una
realizzazione unica che il regista ha
fortemente voluto, accettando una sfida non
facile, dopo la sospensione della messa in
scena da parte del Teatro Stabile di Torino.
Uno spettacolo unico nel suo genere se
pensiamo che Stein, restio ad accettare
limiti di qualsiasi genere, ha voluto dare
una versione quasi completa del capolavoro
di Dostoevskij recitando, insieme alla sua
compagnia, per 9 ore complete. Nel
complesso, 12 ore di spettacolo con quattro
pause di 15 minuti e due di un’ora per
pranzo e cena. Dalle 11 del mattino alle 11
di sera.
Un progetto ambizioso ma pieno di punti di
interesse: scenografie e costumi di prova,
una sorta di lungo workshop con un lavoro di
squadra che fonde testo e recitazione degli
attori considerando anche lo stile della
lingua russa. Sulla scena ci sarà anche la
costante presenza del regista per
accompagnare il pubblico attraverso lo
spettacolo.
Un’organizzazione di quartiere guida la
rinascita della capitale Britannica
Un nuovo movimento artistico sta guidando la
rinascita di Londra. Si tratta di
Alternative Arts, un’organizzazione che
promuove eventi e manifestazioni innovative
e strampalate durante tutto l’anno. Sono
continuamente alla ricerca di nuovi artisti
e nuove idee da supportare, spaziando
dall’arte alla moda, dalla musica alla
fotografia. Il loro obiettivo è far
divertire e coinvolgere la gente comune
rendendo accessibili i linguaggi artistici
più sofisticati e elitari.
Il programma annuale si compone di concerti
jazz, pieces teatrali, la Settimana delle
Donne, un Festival di Fotografia, il Puppets
Show, un Alternative Fashion Week,
un’improbabile Pancakes Race, un’esposizione
di frutta, verdura e fiori.
L’organizzazione è di base a Spitalfields,
uno dei quartieri più vivi culturalmente
dell’East London. Vi invitiamo a visitare il
loro sito e a tenere d’occhio tutte le loro
iniziative.
La celebre collana di tascabili Rizzoli
festeggia 60 anni. Il direttore, Ottavio Di
Brizzi, ha pensato di festeggiare
sottoponendo alcuni classici della
letteratura e del pensiero ad una
trasformazione fisica. Ha chiesto dunque ad
artisti, architetti e designer conosciuti di
pensare ad un modo per dare nuova vita a
questi libri, facendoli diventare altro.
Nasce così il progetto Bur Design, curato da
Stefano Boeri e Gianluigi Ricuperati. Una
serie limitata che ha visto Enzo Mari
ritoccare La vita istruzioni per l’uso
di Georges Perec, che per l’occasione è
diventato un puzzle da leggere; Le storie
naturali di Jules Renard è diventato
invece, grazie a Luigi Serafini, un erbario;
Peter Saville ha curato la confezione di
pelle morbida di Justine del Marchese
De Sade. Nel progetto – ma volutamente non
in edizione limitata – anche Maurizio
Cattelan e una versione di Guerra e Pace
riscritta da un fantomatico amanuense
cinese.
I quattro libri saranno disponibili in
libreria, uno dopo l’altro, da giugno a
dicembre 2009.
Esperienza
FilmMaster e intelligenza extraterrestre
Per gestire le
continue sfide lanciate dalla comunicazione,
FilmMaster si affida agli alieni. Il 20
maggio, a Milano, è stata infatti presentata
Alien, la unit che andrà a completare
l’offerta di comunicazione del gruppo
occupandosi di tutto ciò che non è ancora
identificato.
FilmMaster
Alien punta all’integrazione dei linguaggi
più evoluti della strada, del web e dei
media in grado di rispondere alle diverse
esigenze delle aziende e creare un contatto
qualificato ed esperienziale con i
consumatori. Un approccio chiamato
rhizomarketing e basato sulla
moltiplicazione dei momenti di contatto con
i consumatori terrestri.
Fra le case
history già al suo attivo: la campagna
Petal Veil per il brand Lines; il lancio
virale di Tutti pazzi per amore per
Rai; la promozione non convenzionale del
film Feisbum.
Creative Director: Giorgio Natale Director: Dario Piana Production: Film Master Executive Producer: Karim
Bartoletti Director of Photography: Umberto
Manente Post Production: Toboga Editor: Marco Battiloro Music by Paolo Re Brand: Lovable Agenzia: AUGE
Il Cracking Art Group è
composto da Renzo Nucara, Carlo Rizzetti,
Marco Veronese, Alex Angi, Kicco, William
Sweetlowe.
6 artisti internazionali che
sin dal primo anno di nascita del movimento
avvenuto nel 1993 e sancita dalla mostra "
EPOCALE " a Milano, curata da Tommaso Trini
e Luca Beatrice, evidenziano l'intenzione
del gruppo di cambiare radicalmente la
storia dell'arte attraverso un forte impegno
sociale ed ambientale e l'uso rivoluzionario
ed innovativo di materie plastiche diverse
ed evocative di un rapporto sempre più
stretto tra vita naturale e realtà
artificiale.
La derivazione del termine
"Cracking Art" deriva dal verbo inglese to
crack = schioccare, scricchiolare,
spaccarsi, spezzarsi, incrinarsi, cedere,
crollare...
"Cracking è il divario
dell'uomo contemporaneo, dibattuto tra
naturalità originaria e un futuro sempre più
artificiale."
"Cracking è il processo che
serve a trasformare il petrolio in virgin
nafta, base per migliaia di prodotti di
sintesi, quali la plastica." Per gli artisti
appartenenti a questa corrente, "Cracking è
quel processo che trasforma il naturale in
artificiale, l'organico in sintentico.
Un procedimento drammatico,
se non è controllato, una scissione che ci
mette tutti di fronte a realtà nuove.
"Quest'ultima
contrapposizione in particolare si riflette
nella scelta dei materiali (plastica
riciclata) e quindi nell'impegno sociale e
ambientale del movimento.
Da sinistra in alto:
Kicco, Marco Veronese, Carlo
Rizzetti, in basso da sinistra:
Renzo Nucara, Alex Angi, William
Sweetlove.
Francesco Paolo
Del Re, Maria Romana Francolino, Tatiana
Nardini, Margherita Marchegiani, Annalisa
Pagliaroli, Cristiana Raffa, Azzurra Meucci,
Adriano Martella
I
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