Se avete qualcosa da nascondere, fatelo in
fretta e fatelo bene. NOT è tornata. E ha
fame di notizie.
Perché da oggi, ogni mese, torneremo a
raccontarvi tendenze e eccessi del mondo
della comunicazione, della pubblicità, del
design, del marketing, dei media e degli
eventi. Un viaggio iniziato nel 2006 lungo
40 numeri che oggi riparte con una formula
rinnovata e una forte apertura alla
multimedialità.
Una nuova sfida editoriale resa possibile
grazie alla partnership con Filmmaster Group
che proprio all’interno di NOT ha scelto di
presentare ogni mese alcuni dei suoi
progetti più innovativi.
Una finestra dichiarata che ci ha offerto
nuove risorse e nuovi stimoli, garantendoci
la massima autonomia. Per essere ancora più
reattivi.
Iniziativa dall’alto valore simbolico
realizzata a Tel Aviv dall’Associazione
Israeliana per la Sicurezza Stradale Or
Yarok.
Per ribadire, e ce n’è sempre bisogno, che è
importante non guidare quando si beve alcool
si è pensato bene di lanciare un messaggio
“prepotente” a tutti i guidatori israeliani
ma non solo, perché considerata l’importanza
crediamo che un messaggio del genere debba
essere esteso ai guidatori di tutto il
mondo.
Or Yarok, con l’agenzia Shalmor Avnon
Amichay/ Y&R Interactive di Tel Aviv, ha
realizzato una mega installazione dal forte
impatto comunicativo e ha deciso di
posizionarla vicino ad un tratto
autostradale. L’installazione è una
bottiglia extra large, grande quanto un
palazzo e completamente realizzata con
carcasse di automobili incidentate. 80
vetture, 15 tonnellate di metallo e 20 metri
di altezza, questi i numeri della mega
bottiglia che richiama l’attenzione e
ribadisce che non bisogna mettersi alla
guida quando si è superato un certo tasso
alcolemico.
Questa mega opera sarà sufficiente a non far
impugnare il volante a chi ha bevuto?
Si chiama Todd Selby e ha “interpretato”
tanti ruoli nel pirotecnico mondo della
creatività: cartografo, traduttore,
fotografo di moda per Dazed&Confused e
Details, reporter e anche pittore.
Nel 2008 crea il suo sito www.theselby.com
che è una sorta di galleria fotografica on
line di successo, visto che theselby.com da
subito raggiunge oltre 35mila visite uniche
ogni giorno. Un diario on line pieno di note
e, soprattutto, di fotografie: dagli
appartamenti di amici e conoscenti fino ai
creativi e ai personaggi più o meno noti
della scena internazionale.
Dal 2008 questo sito ha fatto registrare
successi di pubblico in tutto il mondo,
divenendo un punto di riferimento per tutti
i cybernauti appassionati di fotografia, di
costume, di moda, design e facendo di Todd
Selby un people to watch.
Colette, il negozio cool di Parigi, gli ha
dedicato uno spazio, il Selby Pop Up, dove
puoi trovare in vendita il suo mondo e un
libro monografia in edizione limitata.
Visto il suo enorme successo di pubblico,
inoltre, l’editore Abrams ha deciso di
pubblicargli il nuovo libro uscito a fine
marzo 2010. Il titolo è “The Selby is in
your place” ed è in vendita anche su Amazon.
Un’altra brillante e innovativa iniziativa
targata Diesel, il brand italiano
sicuramente più dinamico in fatto di nuove
strategie di comunicazione. La nota marca di
abbigliamento ha cercato, voluto e creato un
nuovo connubio col social network più
potente del mondo: Facebook.
Diesel s’è fatta una domanda e si è data una
risposta. Di successo. Se Facebook registra
400 milioni di utenti in tutti il mondo, non
possiamo trascurarlo. Ma al di là di profile,
fan page, gruppi, cosa si può fare per
raggiungere questa grande piazza virtuale?
Come si può sfruttare questo mezzo dal
potenziale numerico enorme? Con la Diesel
Facebook Cam. Entri in un punto vendita
Diesel (in Spagna), prendi i capi che vuoi
misurare, vai in camerino e una volta
indossati esci e ti fai uno scatto
fotografico che viene immediatamente
condiviso con i tuoi amici su Facebook.
Opinioni, consigli, apprezzamenti o meno
s’innescano alla velocità della luce proprio
lì, sotto la tua foto a beneficio della
diffusione del brand e di chi, per
acquistare un capo di abbigliamento, di
consigli esterni non ne ha mai abbastanza.
Una nuova esperienza d’acquisto è
assicurata!
La comunicazione di Ikea s’è sempre fatta
segnalare per originalità e l’ultima
iniziativa ha dello straordinario.
Per l’apertura del nuovo store di Malmo in
Svezia, l’agenzia incaricata della
promozione ha studiato una strategia ad hoc
anche per la parte di social media marketing
includendo ovviamente Facebook ed il suo
potenziale di genialità. Come?
È stato creato un profile a nome dello store
manager Gordon Gustavsson; in due settimane
sono state caricate 12 foto di showroom Ikea
all’interno di un album e, dalla
pubblicazione di queste foto, è stato
innescato un processo di straordinaria
efficacia. Sfruttando un’applicazione già
presente su Facebook che è quella di taggare
le persone sulle foto, Ikea invitava le
persone a taggarsi sui prodotti delle foto
pubblicate e chi lo faceva per primo vinceva
il prodotto taggato! Una lampada, un divano,
un tavolo…
Una “guerra” di tags s’è scatenata in pochi
minuti. Il wall centrale ha preso subito
vigore e tutti ringraziavano, commentavano,
condividevano e chiedevano quando ci sarebbe
stata la successiva corsa alla Tag. Le foto
dei prodotti Ikea, grazie a questi
“cataloghi interattivi”, sono apparse nelle
bacheche di migliaia di persone.
Ad un primissimo
sguardo sembrerebbe una vecchia Polaroid. Se
poi ci si avvicina e si guarda più
attentamente ci si accorge che non si tratta
della celeberrima stampa su carta
fotografica ma di un bellissimo foulard di
seta pregiata.
L’idea è di un duo tutto francese: un
designer Philippe Roucou e una giovane
artista M. Chérie, entrambi appassionati
collezionisti di vecchie immagini.
Stampati con immagini perdute e poi
ritrovate, i 7 foulards di seta in edizione
limitata della della linea Objets Trouvés,
raccontano una storia e comunicano emozioni.
“Valorizzare le polaroid su un tessuto come
la seta significa testimoniare, inventare
una storia, rivelare la loro unicità e
preziosità. Passando da una foto anonima
alla moda, i nostri foulards legano l’intimo
all’universalità, il banale
all’eccezionale”.
Questa è la prima collezione, i due creatori
promettono però che la storia continuerà.
Intanto, per chi volesse acquistare un
foulard Objets Trouvés, l’indirizzo della
boutique è Rue de Charonne 80, Parigi.
I talent show imperversano e invadono le tv
di tutto il mondo, non c’è emittente
televisiva che non abbia al suo interno
almeno uno di questi format televisivi di
successo.
Heineken ha pensato di cavalcare quest’onda
di popolarità realizzando il suo ultimo spot
proprio come fosse un talent show riservato
agli uomini che mettono in scena,
ironicamente, le proprie abilità.
Le esibizioni presentate, infatti, sono
incentrate sulle “abilità birraie” di alcuni
uomini.
Per cui in successione si presentano al
pubblico giocolieri bravissimi a far roteare
boccali di birra, lanciatori di birre che,
bendati, lanciano e mirano ad amici
comodamente seduti sul divano, uomini con i
pattini che aprono velocemente una serie di
birre messe in successione. Il pubblico
maschile, ma soprattutto quello femminile,
impazzisce davanti alle gesta dei talentuosi
“Heineker” che superano se stessi con una
performance eccezionale: un gruppo di
bizzarri suonatori inizia a soffiare sul
collo della bottiglia di birra Heineken
proponendo la colonna sonora del celeberrimo
film di Tarantino, Kill Bill.
Saint Tropez e la Cruise Collection 2011 di Chanel
Chanel
rende omaggio a Brigitte Bardot nel film
Et Dieu créa la femme con una
sfilata-evento che sarà ricordata a lungo
negli annali della moda. L’11 maggio scorso,
nella splendida cornice del corso di Saint
Tropez, è andata in scena la Cruise
Collection 2011 disegnata da Karl
Lagerfeld. Le modelle, moderne Bardot scese
da una barca, sfilavano su e giù lungo il
corso principale di Saint Tropez a piedi
nudi. Il front row era un bar con terrazza
lungo tutto il corso e gli ospiti hanno
assistito seduti uno accanto all’altro,
senza le anti-democratiche panche delle
sfilate tradizionali (sei importante solo se
sei in prima fila). Gli abiti hanno
ricordato i fasti degli anni d’oro della
Riviera francese; tra un cocktail e una
passeggiata sul lungomare, una gita in barca
e la sfilata per le vie del centro, gli
ospiti di Karl Lagerfeld si sono abbandonati
ad un passatempo decisamente retrò,
considerato – almeno fino ad ora – un
passatempo da vecchietti al circolo
ricreativo: le bocce, o meglio petanques,
rigorosamente firmate Chanel. A concludere
l’evento lo short movie che racconta la
dolce vita a Saint Tropez,
Remember Now.
Filmmaster porta in Italia la revolution del
network svedese
In tempi in cui le aziende
sembrano scommettere poco sulla creatività e
ancor meno sui giovani, Filmmaster sceglie
di andare controcorrente potenziando la
propria collaborazione con Acne, il
collettivo nato a Stoccolma nel 1996 e
diventato, in poco tempo, un driver creativo
a tutto tondo. L’universo di Acne si basa su
un network di oltre 200 professionisti e si
sostanzia di pubblicità, moda, design,
editoria, intrattenimento e nuove
tecnologie. In particolare, Acne Production
è la divisione di Acne che si propone
l’obiettivo di trovare sempre nuovi modi di
espressione nella produzione audio video.
Per questo motivo, Filmmaster ha deciso di
stringere con il collettivo un accordo di
priority in virtù del quale, per tutto il
2010, la casa di produzione italiana potrà
contare in esclusiva sull’offerta unica e
innovativa di registi e video maker che
fanno parte di Acne Production. In questo
modo, Filmmaster non fa che potenziare la
sua spinta all’innovazione portando, sul
mercato italiano, le sperimentazioni più
ardite e nuove e aprendo, insieme ad Acne,
una strada italiana verso il futuro dei
linguaggi audio e video.
ART for The World è una ONG
associata al Dipartimento dell’ Informazione
Pubblica delle Nazioni Unite (UNDPI). Molto
attiva dal punto di vista della produzione
culturale, la sua missione consiste nel
trovare sempre nuovi spunti per instaurare,
attraverso il linguaggio universale
dell’arte, un dialogo efficace e duraturo
tra diversi popoli e culture al fine di
incoraggiare la tolleranza e la solidarietà.
Dopo il successo internazionale del
lungometraggio Stories on Human Rights,
realizzato in occasione del 60° anniversario
della Dichiarazione universale dei diritti
dell'uomo, ART for The World ha lanciato ad
aprile la produzione del suo secondo film:
THEN AND NOW:
Beyond Borders and Differences. Il film si compone di 15
cortometraggi di registi indipendenti
chiamati a confrontarsi sul tema del
dialogo interculturale ed interreligioso ed
è prodotto grazie al sostegno di diverse
realtà tra le quali Filmmaster. La prima
serie di cinque corti – che verrà presentata
in anteprima mondiale a San Paolo il 24
maggio e a Rio de Janeiro il 27 maggio –
include Chimères absentes, la storia
di una bambina Rom firmata da Fanny Ardant e
girata nel centro storico di Formello, alle
porte di Roma.
L’attore inglese con
Filmmaster contro la fame nel mondo
Una nuova
campagna di sensibilizzazione contro la fame
nel mondo, con l'obiettivo di creare un
movimento mondiale che lotti affinché tutti
abbiano accesso ad un’alimentazione
adeguata. Uno spot tv di grande impatto con
il premio Oscar Jeremy Irons che urla al
mondo la sua indignazione e la regia di
Adriano Falconi. E ancora affissioni,
stampa, web, merchandising, guerrilla e pr.
Tutto
questo è “1billionhungry”, nuovo progetto
della FAO nato dalla perfetta sinergia tra
due protagonisti della comunicazione, Filmmaster
e McCann Erickson che, nei pochi secondi di
uno spot pubblicitario, hanno messo la loro
professionalità ed esperienza a servizio di
una causa umanitaria d’importanza mondiale.
Una
produzione certamente non facile, che ha
previsto tempi strettissimi di realizzazione
per il team di Filmmaster, che si è
trasferito oltreoceano. Lo spot è stato
infatti girato in una sola giornata, in una
suite del The Lowell Hotel di Manhattan, a
New York, dove l’attore inglese si trovava
per impegni di lavoro. Grande la
disponibilità di Jeremy Irons, che subito è
entrato in sintonia con la troupe,
pronto a fare
del suo meglio per realizzare la migliore
campagna possibile.
Il 27, 28 e 29 maggio è stato
ufficialmente inaugurato il MAXXI - Museo
Nazionale delle Arti del XXI secolo. Si
tratta del primo museo nazionale dedicato
alla creatività contemporanea pensato come
un grande campus aperto alla cultura, alla
sperimentazione e alla ricerca. Ad ospitare
il museo, la grande opera architettonica di
Zaha Hadid, innovativa nelle forme e
monumentale nei volumi, nel quartiere
Flaminio di Roma. Le tre giornate inaugurali
sono state scandite dagli appuntamenti di
rito: conferenza stampa e visita privata per
300 giornalisti; visita delle istituzioni,
degli sponsor, degli artisti e dei
collezionisti coinvolti nelle esposizioni.
Il 28 maggio si è svolto l’opening
ufficiale, il Social Opening, durante
il quale l’Ensemble della Fondazione Musica
per Roma ha eseguito brani di grandi autori
contemporanei - Steve Recih, Giorgio
Battistelli, Iannis Xenakis, Terry Riley –
alla presenza di 3000 persone. L’intero
“percorso inaugurale” è stato curate da
K-events, l’agenzia di eventi di Filmmaster
Group, incluso l’allestimento scenico (in
collaborazione con Jo Forma) e lo
straordinario effetto di Light design
studiato per dare ancor più risalto
all’architettura del museo.
Sten e Lex sono i pionieri dello “stencil
graffiti” in Italia. Iniziano la loro
attività a Roma nel 2001, dove riprendono
dettagli di francobolli banconote ed
illustrazioni del passato e le rendono
monumentali, dipingendo su poster di grande
formato alti circa quattro metri. La tecnica
dello stencil appartiene alla famiglia delle
tecniche incisorie e per questo motivo lo
studio delle arti di stampa del passato è
stato ed è ancora molto importante nel loro
lavoro. Il tono dei loro lavori non è
irriverente, ma fa sempre parte di un
recupero dell arte classica che viene
riproposta in chiave moderna. Il loro merito
riguardo la tecnica dello stencil è stato
riconosciuto da street artist del calibro di
Banksy, che li ha invitati in occasione del
Can’s Festival di Londra. I loro stencil
poster e dipinti murali sono presenti nelle
principali città europee. Nel 2010, Libri
Drago gli ha dedicato un volume monografico,
in occasione di una loro mostra personale a
Roma.
La foto di
copertina è di JessicaStewart, qui in basso
l'opera d'arte nel suo insieme.
La foto
dell'articolo è di Guido Gazzilli.
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