La cosa che vedete scritta qui sotto si
chiama link e ha decisamente a che fare con
la tecnologia. Se lo copiaste sul vostro
browser potreste vedere qualche scatto
interessante: un manager giapponese che nel
quotidiano
percorso in metropolitana si vergogna di
mostrare il proprio iPad e lo nasconde
dentro un giornale, come si faceva una volta
con i giornaletti zozzi.
Una timidezza da ipertrofia digitale che non
mi sarei aspettato nel Sol Levante, ma che
ci pone qualche
riflessione sul nostro futuro rapporto con
il futuro, e sull’utilizzo delle tecnologie,
divenute non più
solo strumento per fare, ma per apparire.
Al contrario dei nostri colleghi asiatici,
quanti iPad vedremo questa estate sotto gli
ombrelloni del Twiga, del Pellicano, di
Papeete Beach? Molti.
Ma quali saranno i contenuti che gestiranno
oltre a i-scopa e megafart?
Pochi temo. Però, se volete, continuiamo
pure a chiamarlo progresso.
Promozione in grande stile
per il parco tematico della Universal
King Kong, il film, fu un evento. King Kong
attrazione turistica, realizzata da Peter
Jackson in 3D e a 360° all’interno del parco
Universal Studio, è un evento.
È così che la Universal Studio ha deciso di
presentare e preannunciare “la venuta”
tridimensionale del protagonista di una
delle pellicole che hanno fatto la storia
del cinema in grande, grandissimo stile.
A pochi giorni dal suo arrivo nel parco, eccole là: enormi
impronte sulla spiaggia di Santa Monica
formano buche enormi, mentre una jeep del
guarda spiagge è stata inesorabilmente
schiacciata dal peso dello scimmione Kong
che, sembrerebbe, si sia trovato a passare
di là poche ora prima. Addirittura un
collegamento con un tg nazionale, con una
cronista spaventata che illustra la
grandezza delle impronte. La telecamera
montata sopra un elicottero invece, ci
conduce sul Dodger Stadium, dove anche qui
sono state ritrovate, al centro del diamante
di gioco, le impronte del gorilla più famoso
al mondo. Data l’imponenza della promozione
siamo certi nessuno avrà potuto fare a meno
di notare “l’ingombrante” ritorno di Kong.
Dedicato a tutti quelli che vogliono andare
oltre i confini, a chi è curioso e a chi ama
velocizzare, almeno un po’, la propria vita.
3 video di 3 iniziative realizzate per il
lancio della nuova Golf GTI della
Volkswagen, impazzano su Youtube e Facebook.
La velocità è il cuore della campagna della
casa automobilistica tedesca che, con una
serie di azioni di ambient marketing, ti
offre la tua personale Fast Lane, come dire
un’alternativa di vita più dinamica Ed ecco
allora che l’ascensore di un centro
commerciale simula con la diffusione di
opportuni effetti sonori al suo interno, il
lancio di un shuttle; uno skateboard,
opportunamente agganciato ai carrelli della
spesa, ti permette di velocizzare gli
acquisti e renderli perché no, anche più
divertenti “skatando” tra gli scaffali;
all’entrata della metro Alexanderplatz a
Berlino, uno scivolo enorme ti offre una
terza alternativa, più smart, più veloce,
della scala mobile o di quella normale per
accedere alla metro.
La Fast Lane by Volkswagen è servita e,
rigorosamente, filmata. Non ci credete?
Guardate il video allegato!
Il mondiale in Sud Africa sta per
concludersi ma noi vi parliamo di calcio da
una prospettiva nuova, diversa. Non parliamo
di dribbling, di tattiche, di partite, di
calciatori, di soldi no. Parliamo di calcio
attraverso gli scatti di un fotografo
olandese che, con il suo lavoro, ha
immortalato, esaltandola, la passione
amatoriale che c’è dietro allo sport più
famoso al mondo.
È la passione di chi non fa sport per
professione a rendere vivo ogni sport,
perché è disposto a praticarlo ovunque. È
questo lo spunto dietro il lavoro del
fotografo Hans Van De Meer che ha
deciso di attraversare l’Europa per fotografare i campi di calcio
realizzati in ogni angolo del continente.
Non impianti megamiliardari ma semplici
campi di calcio di periferia, dismessi o improvvisati in mezzo
a verdi vallate.
Non un lavoro di protesta né di denuncia,
solo una documentazione fotografica di
qualità (in mostra da maggio a giugno alla
Gun Gallery di Stoccolma e presente tuttora
on line) di tutti quei bellissimi scorci che
solo il Vecchio Continente è in grado di
offrire. Dalla spagna alla Russia,
dall’Italia all’Olanda sui campi europei s’è
coltivata, forte, la passione per questo
bellissimo sport. E Hans l’ha fermata nel
tempo attraverso i suoi scatti.
Omaggio al cilcismo per la Gamme Bleau di
Moncler firmata da Thom Browne. Durante
l’ultima settimana della Moda Uomo milanese,
lo stilista inglese ha scelto infatti di far
sfilare i suoi 49 modelli nella suggestiva –
e rinnovata – cornice del Velodromo
Vigorelli, tempio del ciclismo
internazionale e luogo mitico non solo per
la maglia rosa, ma anche per un
indimenticabile concerto dei Beatles nel
1965. La collezione si ispira al Giro
d’Italia e al Tour de France, con abiti
sportivi studiati apposta per dare un
guardaroba confortevole e raffinato ai fan
delle due ruote. Il front row gremito di
tacchi a spillo ha visto sfilare modelli
professionisti e atleti su due ruote, tutti
in abiti firmati Moncler. L’abbigliamento
ispirato al ciclismo è sempre più presente
nelle proposte della moda maschili. Tagli
moderni e tessuti innovativi legati ad un
immaginario più vicino agli anni ’40 che ai
giorni nostri. In questa rivisitazione,
sfilare al Vigorelli vuol dire immergersi di
nuovo negli anni ’40: una collezione per gli
anni futuri vissuta in un’atmosfera di tanto
tempo fa.
EDITOR IN CHIEF
Karl Lagerfeld direttore di Libération per
un giorno
In principio fu Carla Bruni a cimentarsi
come fashion editor per Le Figaro. Episodio
che speravamo rimanesse isolato, se mirato a
coinvolgere personaggi di così dubbia
esperienza “editoriale”. L’esperimento, in
realtà, è stato ripetuto, ma con esiti
totalmente differenti. Se come editor in
chief di Libération viene ingaggiato uno
come Karl Lagerfeld, che si nutre non solo
di moda ma anche di fotografia, letteratura,
attualità e arte, il risultato è senz’altro
diverso e più interessante. Ecco che la moda
dell’ editor in chief per un giorno non è
più solo bizzarria ma concreta possibilità
di commistioni nuove e strumento dalle
interessanti potenzialità. Libération ha
infatti chiesto al couturier francese di
progettare per intero un numero, uscito
nelle edicole parigine martedì 22 giugno, in
formato più grande e tiratura limitata.
Kaiser Karl non si è limitato a scegliere i
temi (dalla situazione in Afghanistan ai
mondiali di calcio in Sudafrica) e il taglio
editoriale: anche le illustrazioni sono di
suo pugno - e non poteva essere altrimenti -
ha curato inoltre le didascalie, una pagina
d’opinione, le fotografie. Con humour ma
anche con un pungente senso critico.
3 GIORNI PILPEL
Il boom del bikini che ha cavalcato i social
media
Una case history molto interessante per la
comunicazione web e social. Pilpel è un
brand israeliano che produce costumi da
bagno. Per l’estate 2010 ha impostato la
propria pre-campagna sfruttando le
potenzialità dei social media. Come?
Prendi 30 trend setters israeliane e fa
trascorrere loro 3 giorni all’interno di una
villa con piscina invitandole ad indossare
esclusivamente costumi da bagno Pilpel. Dà
loro un portatile per 3 giorni di
“brains, beauty & buzz” ed il gioco è fatto:
il caso scoppia in tutta la sua potenza. Le
ragazze hanno dato vita alla più grande
“chiacchierata” on line sulla nuova
collezione Pilpel, attraverso il mero
utilizzo di social liberi: commenti,
opinioni, foto, video e confronti sullo
stile dei costumi da bagno indossati,
modelli che, in pochissimo tempo, hanno
triplicato la vendita. Su Facebook un numero
incredibile di interazioni con la fanpage di
Pilpel che è diventata una delle più
popolari dello stato di Israele; curiosità
ed interesse da parte di stampa e tv; blog
ed e-magazine hanno addirittura seguito
l’evento live e, come se non bastasse, il
gruppo rapper più famoso d’Israele, i
Subliminal, ha deciso di girare il video
nella Villa Pilpel. Se questa estate in
spiaggia avvisterete bikini Pilpel, non
stupitevi!
Inaugurazione dell’anno per
la Donbass Arena di Donetsk
La classe e l’agilità, di un
seppur enorme calciatore alto 40 metri, è
sotto gli occhi di tutti: un doppio
palleggio col ginocchio, poi il piede, la
testa e un bel calcio diretto in porta dove
nulla può il portiere e Romko segna un
grandioso goal!
I tifosi di casa intonano
subito, come da loro consuetudine, “l’inno”
We will rock you e K-events festeggia
un goal che ha un sapore speciale, visto i
numerosi riconoscimenti già ottenuti per
questa cerimonia che ha unito il passato e
il presente, la tradizione e la tecnologia
con il calcio fil rouge dell’inaugurazione.
Uno spettacolo di oltre 2 ore davanti 50.000
persone che, nell’agosto scorso, hanno
affollato gli spalti della Donbass Arena,
una struttura a 5 stelle che è, da allora,
lo stadio di casa dello Shakhtar.
Un evento che ha fatto
parlare di sé la stampa internazionale e che
ha ottenuto un nuovo riconoscimento lo
scorso 17 giugno a Dublino durante il The
Stadium Business Awards. Il premio
organizzato per l’industry degli stadi,
infatti, ha dichiarato il The Grand Show
di Donetsk il Miglior Evento dell’anno.
LA NUOVA VIA
Inaugurata a Roma Via della Comunicazione
A Roma è nata una nuova strada, diversa
dalle altre perché, più delle altre ci
parla: Via della Comunicazione. Quella che
fu Via del Magazzini Generali rinasce a
nuova vita per mano di due, anzi tre, street
artists: Sten&Lex e JB Rock che hanno
reinterpretato ben 80 metri di muro a suon
di murales.
Da un lato JB Rock con la “Wall of Fame” ha
reinventato l’alfabeto creando un font/lettering
costruito intorno ai miti della
comunicazione e ai volti (immortali) che ne
hanno segnato l’esistenza. E allora la
lettera A sta per Alighieri Dante, la K per
Kalo Frida, la O per Obama, la S per Spike
Lee fino alla Z di Zorro, alter ego di JB
Rock e autocelebrazione delle virtù di un
eroe fuori legge. Dall’altra parte del muro
Sten&Lex con “Black&White Power”, hanno
invece disegnato i volti di gente comune che
si sofferma a guardare cotanta celebrità, i
fruitori verso i quali è rivolta la
comunicazione della nostra società.
Il 15 giugno scorso si è così tenuta
l’inaugurazione di questo grandioso progetto
nel cuore del quartiere Ostiense, un
progetto che si sta facendo notare per
innovazione e unicità in Italia e che porta
la firma di Filmmastergroup, McCann Erickson
e Nu Factory. Centinaia le persone accorse
all’evento di apertura della strada, tutti a
godere la bellezza di un’opera permanente
che lascerà un segno eterno, nella città
eterna.
Nel 2007, dalla volontà di Maurizio Biscardi
nasce il Libertine Sailing Team, un team di
professionisti della vela in grado di
competere a livello nazionale ed
internazionale. Spinto della sua grande
passione per questo sport, Biscardi si è
riproposto quest’anno di continuare
l’avventura di Libertine, contando su
tecnologie ancora più innovative e
sull’appoggio di un suo caro amico e
compagno di lavoro, Filippo Chiusano, AD di
Filmmaster Television. La “nuova Libertine”
sarà guidata da Francesco de Angelis, più
volte campione del mondo di vela e primo
skipper non anglosassone a vincere la Louis
Vuitton Cup nel 1999-2000 con Luna Rossa.
Assieme a lui, al timone, il triestino
Lorenzo Bodini. Libertine sarà la
protagonista indiscussa di "L'altra faccia
del vento", il docu-reality prodotto da
Filmmaster Television che, in 10 puntate,
racconterà la storia dell’imbarcazione e le
vicende umane vissute a bordo dal team. Una
novità assoluta per i palinsesti del grande
schermo. La serie, infatti, non sarà
interpretata da attori qualsiasi ma dai veri
componenti del team: dagli armatori al team
manager, dagli operai del cantiere nautico,
ai velisti dell’equipaggio, e racconterà la
realtà delle loro giornate attraverso dieci
puntate di mezzora ciascuna, in onda il
sabato e la domenica alle 9.30 su LA7, a
partire dal 10 luglio prossimo. LA7 prosegue
così il suo impegno nei confronti della vela
(avendo già trasmesso le ultime due edizioni
dell’America’s Cup in esclusiva per
l’Italia), con un partner creativo
d’eccezione: Filmmaster Television.
Pestate gli spicchi d’arancia con lo
zucchero di canna in un bicchiere juice,
aggiungete il ghiaccio tritato, il Campari e
il succo d’arancia. È questo il mix vincente
che evolve il famoso cocktail in una
rivisitazione “pestata”, il Campari Orange
Passion, realizzato per andare incontro ai
gusti e alle esigenze del consumatore
attento alle tendenze anche in fatto di
beverage. Un nuovo cocktail che è il primo
soggetto di una serie di spot on air, già da
qualche settimana, per festeggiare i 150
anni di Campari.
L’idea creativa alla base si sviluppa
attorno al concetto di aperitivo come
momento unico di condivisione e quindi, se
anche un istante dipende dall’intensità con
il quale viene vissuto, ecco che i nuovi
film Campari dilatano, quanto più possibile,
tutte le sfumature tipiche dell’aperitivo.
Sguardi ammiccanti, spettacolari, inattesi,
imprevisti sono il mix di esperienze che
ruotano intorno al nuovo Campari. Filmmaster
partecipa alla festa producendo “l’istante
prolungato” attraverso opportune tecniche
che sospendono ed immobilizzano tutto quello
che è possibile con gli espedienti classici
della produzione pubblicitaria. Tra queste
tecniche anche il freezing, che ci ha
raccontato la preparazione del cocktail
Campari attraverso immagini veramente
spettacolari.
Il risultato? Un freeze assolutamente hot!
JB Rock nasce nel 1979 a Roma, dove muove i
primi passi sulla scena del writing nei
primi anni ‘90. In parallelo con gli studi
artistici, l'attività graffitista lo forma e
ne caratterizza la produzione, che si
articola tra figurativo e post-pop, con
alcuni rimandi colti alla tradizione grafica
e pittorica europea di tutto il ‘900. JB
Rock espone dal 2003 e le sue opere sono
pubblicate in più cataloghi (Propaganda,
2003; Carnet de rue di J R, 2005; Scala
Mercalli, 2008). Nei suoi ultimi lavori la
sua ricerca sulla rappresentazione della
figura umana evolve in maniera ambivalente,
muovendosi tra la riconoscibilità del
soggetto e la sua completa disintegrazione.
Per NUfactory JB rock ha partecipato nel
2009 a RAM_09 seguendo insieme a DIAMOND il
progetto sull’Hip-Hop e a DAL BASSO: una
collettiva di artisti che comunicano
attraverso diversi linguaggi espressivi.
Fotografia, musica e video hanno dialogato
con un’azione di poster art da lui
realizzata avvenuta in strada e con una
installazione all’interno degli spazi del
Brancaleone a Roma.
La foto di
copertina è di Gloria Viggiani.
Axe Cleans Your Balls
Agency:
BBH, New York
Client:
Axe
Director:
Harold Einstein
Production Company:
Station Film
Production Company Managing Partner:
Stephen Orent
Production Company Executive Producer:
Caroline Gibney
Production Company Executive Producer:
Michael Digirolamo
Production Company Executive Producer:
Tom Rossano
Production Company Line Producer:
Eric
Liney
Director of Photography:
Mattias Montero
Agency Producer:
Chad Utsch
Chief Creative Officer:
Kevin Roddy
Executive Creative Director:
Pelle Sjoenell
Executive Creative Director:
Calle
Sjoenell
Creative Director
Jon Randazzo
Copywriter:
Nick Kaplan
Art Director:
Jason Bottenus
Editor:
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Editing Company:
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