Immaginate un
master importante e costoso. Sulla carta, la
nuova classe dirigente. In risposta a una
mia domanda, scopro che solo 3 su 34
confessano di aver letto un quotidiano il
giorno prima. Solo 5 hanno visto la tivvù
(ma come biasimarli?). 30 di loro hanno però
consultato news on line e 34/34 prevedono
l’acquisto di iPad o similare nei prossimi
sei mesi.
Lo so che una legge della comunicazione
vieta di elevare a valore le opinioni di chi
ci vive intorno. Ma sorseggiando il caffè
durante la pausa di mezzamattina, mi chiedo
quanti direttori di giornali e reti
televisive abbiano compreso appieno il
problema. O quante agenzie di pubblicità
siano oggi pronte ad abbandonare una routine
mark-up oriented che non soddisfa più
nessuno per esplorare mondi nuovi e non
codificati. Dove poter respirare ancora una
volta, l’emozione dei pionieri.
Penso così che ci troviamo in mezzo a un
guado. Non più capaci di confrontarci con i
media del passato e con la tv generalista.
Di fatto impossibilitati a raggiungere
target strategici, oggi sfuggenti a stili di
vita e stereotipi. Ma non ancora pronti per
una reale condivisione digitale, dove ognuno
può diventare editore sociale e interattivo,
costruirsi il proprio personale palinsesto
di informazione e intrattenimento.
Quanto durerà? Francamente non lo so. E
vorrei chiederlo al Governo, che invece di
banda larga e investimenti in cultura
tecnologica ci ha appioppato due telecomandi
e un digitale terrestre. Oh, meno male che è
suonata la campanella…
Metti un sunny Labour Day in New York: cielo
terso e intensamente azzurro. Mentre cammini
per le strade noti i passanti con il naso
all’insù attratti da qualcosa che è in alto,
sopra le loro teste. Alzi la testa anche tu
e, con estremo stupore, ti accorgi di un
messaggio pubblicitario lì dove meno te lo
aspetti: nel cuore dell’azzurro cielo.
Un’affissione gigante nel cielo di
straordinario impatto visivo è stata quella
realizzata qualche giorno fa nel cielo sopra
la Grande Mela. Attraverso una tecnica
denominata skytiping, si è riusciti a
scrivere nel cielo il messaggio che la
società assicurativa americana Geico voleva
promuovere. Vi starete sicuramente
domandando come hanno fatto, vero? La
tecnica dello skytiping fa capo all’abilità
del Geico Skytypers Airshow Team, uno
squadrone fatto di piloti professionisti che
volano rigorosamente con aereoplani vintage
degli anni ’60 e lo fanno con estrema
abilità, realizzando spettacolari show
famosi in tutti gli Usa. I velivoli,
opportunamente equipaggiati, lasciano le
scie classiche alle quali siamo abituati
oppure riescono a comporre lettere che vanno
a formare messaggi come in questo caso,
quando hanno richiamato l’attenzione dei
passanti sulle nuove e convenienti tariffe
assicurative Geico. L’associazione tra i due
protagonisti, siamo certi, è scaturita anche
dall’uguaglianza dei nomi, resta comunque un
esempio spettacolare di promozione. Non
credete?
Che gli chef siano diventati, da un paio di
anni a questa parte, i guru dello stile è
cosa già nota. Hanno conquistato in poco
tempo territori che ben poco sembravano
avere a che fare con la cucina – arte,
musica, moda, sport – creando mix originali
e apprezzati da molti. Ma ora non si
accontentano più di essere delle superstar;
vogliono diventare supereroi. Ad ottobre
uscirà anche in Italia Lord of Burger,
storia a fumetti francese firmata da
Alessandro Barbucci e Christophe Arleston.
Si tratta della prima graphic novel
ambientata nella cucina di un ristorante e
realizzata con la supervisione di Carlo
Cracco, apripista della nuova generazione di
chef “progressisti” italiani e superstar
dell’ambiente milanese (suoi Cracco e Cracco
Peck). Poca drammaturgia, molto humor e
tanto cibo. Questi gli ingredienti di questo
nuovo “manga gastronomico”, che mantiene la
grafica e lo stile propri del genere
Japanese Manga puro.
Un concept appetitoso e
soprattutto moderno: cosa succede se un
tirannico chef 3 stelle viene assassinato
nella cucina del proprio ristorante?
Da qualche giorno il video spopola su
Youtube e noi di Not non potevamo non
segnalarvelo.
L’unione della musica alla tecnologia user
friendly propria della “casa della mela” ha
dato vita ad una performance impressionante
della cosiddetta iPad Orchestra.
4 iPad per 4 persone con un “ruolo”
assegnato ben preciso: c’è Cello, c’è Flute,
c’è Clarinet e infine c’è Violin! Questi i 4
musicisti che rappresentano i 4 strumenti
che compongono il formidabile quartetto che
sta spopolando in Rete.
Il trucco c’è ma non si vede e si chiama
Seline HD, un software realizzato dalla
programmatrice Ilya Plavunov che ha
contribuito alla performance oltre che
tecnicamente anche artisticamente componendo
le note di Sweet Dreams, la musica che l’iPad
Orchestra ha suonato attirando l’attenzione
di migliaia di persone.
La genialità sta nell’assoluta particolarità
dell’orchestra che non ha in dotazione
nessuno strumento ma una “piatta mattonella”
che, a discapito delle sue linee, permette a
chi la impugna di esibire il proprio talento
musicale, anche quando di talento non si ha
traccia.
Hai sempre sognato di fare il musicista ma
madre Natura non ti ha favorito? Ora puoi
prenderti ciò che non ti è stato dato a soli
4,99.00 euro… su Apple Store, ovviamente!
Seven Dials è uno shopping mall a cielo
aperto di Londra racchiuso, o meglio ancora
“sandwiched”, tra Covent Garden e Soho. Si
tratta di una formula innovativa che propone
uno shopping poco mainstream, in centro
città ma intenzionalmente lontano dall’ hum
drum of the high street, raggruppando
boutiques diverse tra loro per prodotti e
fasce di prezzo, ma tutte ugualmente di
qualità. Seven Dials riesce a soddisfare
tutti i gusti e tutte le tasche, con luxury
brands, negozi di vintage, oggetti per la
casa, le ultime tendenze dello street style
(alcuni nomi: Orla Kiely, Miss La La’s
Boudoir, Superdry, Fifi Wilson). E ancora
ristoranti, cinema e alcuni dei migliori pub
londinesi (Kitchen Italia, Souk, Mon Plaisir,
Max’s Brasserie). Non troverete H&M o Zara;
in questo crocevia di strade aprono solo
negozi di nicchia, da vero trend setter. Uno
degli ultimi servizi nati all’interno di
Seven Dials si chiama “Bag Boy or Girl”: si
tratta di un servizio gratuito messo a
disposizione dei clienti e che consiste nel
poter disporre di un assistente personale,
di sesso maschile o femminile, addetto al
trasporto delle shopping bag. Il “bag boy”,
prenotato con un leggero anticipo, sarà ben
felice di dare consigli nell’acquisto,
portare i sacchetti, aprire le porte dei
negozi, chiamare un taxi, fare da guida
all’interno di Seven Dials. Un servizio
innovativo per i mall di ultima generazione.
I sociologi non hanno dubbi: la prossima
sarà la stagione delle serate in casa con
gli amici. Gli appuntamenti classici della
vita sociale cittadina si stanno sempre più
trasferendo all’interno delle mura
domestiche: cene di design, party a tema,
vendite private, vernissage domestici, pic
nic al coperto. Sono sempre di più le
persone che preferiscono passare la serata
in casa piuttosto che andare al cinema o a
cena fuori. I brand dell’entertainment si
adeguano e nascono nuovi format: dai party
in casa di Martini, più glam, alle Cesarine
a domicilio, di matrice più “locale”.
L’ultimo nato è l’Home Disco di Moritz
Waldemeyer. Il designer tedesco è stato
infatti ingaggiato dalla rivista Wallpaper*
per creare un oggetto che fosse in grado di
ricreare in casa l’esperienza di luci e
musica propria di una discoteca. Forte della
sua esperienza al fianco di top architects e
fashion designers come Ron Arad, Zaha Hadid,
Hussein Chalayan e grazie alle sue
frequentazioni dei tour di Bono, Rihanna e
Mika, Moritz è riuscito a creare un tavolo
che di giorno si presenta come un coffee
table dal sapore retrò, mentre di notte
diventa una dance hall da collegare all’iPod
e illuminata da fasci di luce a LED. Per
dance queens, ma solo tra le mura
domestiche.
Qualche giorno fa il
presidente Giorgio Marino ha annunciato
l’allargamento della grande famiglia
Filmmaster con l’ingresso nella compagnia di
Lorenzo Cefis, uno dei rappresentanti più
importanti nel panorama della produzione
italiana e internazionale.
Cefis, milanese di nascita,
iniziata a lavorare nel mondo pubblicitario
a seguito di una borsa di studio vinta nel
1988 alla Young&Rubicam. Da lì passa alla
produzione esecutiva lavorando con Mercurio,
BBE e poi con la casa di produzione BRW,
dalla quale nascerà poi The Family.
L’arrivo di Lorenzo Cefis
rappresenta un forte consolidamento della
casa di produzione che ribadisce ancora una
volta la sua leadership di mercato ma non
solo. Filmmaster anche attraverso questo
nuovo ingresso si fa segnalare ancora una
volta come una società attenta
all’innovazione e alla creatività che
risponde alle esigenze di un mercato in
continua evoluzione scoprendo prima, e
attirando poi, nuovi talenti.
Da un anno è ufficialmente entrato a far
parte della squadra dei giovani registi di
Filmmaster, dopo un percorso di formazione
che l’ha visto ad Hollywood e alla Rai. È
Emanuele di Bacco, trentenne romano che già
durante il liceo manifesta le sue pulsioni
registiche a discapito dei compagni di
classe. Laureato in scenografia presso
l'Accademia di Belle arti di Roma con un
cortometraggio come tesi, dal titolo “The
Place”, riesce con poche centinaia di euro a
realizzare quello stesso cortometraggio e a
candidarsi al Festival Internazionale di Mar
Del Plata. Dopo il diploma in regia presso
il Centro sperimentale di Cinematografia, a
Milano, inizia la sua lunga gavetta che lo
vede, nel 2006, ad avere un primo contatto
proprio con Filmmaster. Comincia a produrre
i suoi primi lavori – tra i quali Ancient
Legion, uno spot per un videogame –
dopodiché frequenta un training della MGM
per giovani registi ad Hollywood, dove
matura la sua visione registica. Quasi a
suggellare la conclusione di un ciclo,
Emanuele torna di nuovo in Filmmaster, dove
la sua carriera è iniziata, pronto a nuove
sfide e nuovi successi.
NUOVI CANALI
Filmmaster Television sempre più presente
sul digitale
Dal novembre del 2006, il canale 231 di Sky
ospita Juventus Channel, il canale tematico
della Juventus edito direttamente dalla
società calcistica tramite un contratto di
associazione in partecipazione con RAI TRADE.
Responsabile dei contenuti del canale, a
partire dall’agosto di quest’anno, sarà
Filmmaster Television, la società del gruppo
attiva nella produzione di format televisivi
di intrattenimento, fiction e documentari.
Più di 1.000 ore di produzione originale
all’anno, frutto del lavoro di una redazione
e di mezzi tecnici dedicati. La produzione
si dividerà tra lo stadio Olimpico di Torino
e lo Juventus Center di Vinovo, che ospita
gli studi e le sale di post produzione; a
questo si unirà l’expertise di Filmmaster
Television, che coniuga elevati livelli
tecnologici e un servizio completo a
disposizione degli editori televisivi. Una
nuova sfida che rafforza la presenza di
Filmmaster nella produzione di contenuti
sportivi per il digitale e un’ulteriore
conferma dell’elevato livello qualitativo
raggiunto in questi anni. Già dal 2008,
infatti, Filmmaster Television gestisce il
canale tematico della AS Roma, Roma Channel,
e il play-out di tutti i canali della
piattaforma Dahlia TV, oltre a gestire
direttamente la produzione e realizzazione
di Dahlia Xtreme e Dahlia Sport.
La spettacolare celebrazione per il
bicentenario messicano, tenutasi lo scorso
15 settembre, porta la firma dell’eccellenza
Made in Italy del mondo degli eventi con
K-events Filmmaster Group.
Per i festeggiamenti dei 200 anni
dell’indipendenza dal dominio della Corona
Spagnola, il Governo Messicano ha affidato
la produzione e la direzione creativa delle
celebrazioni ad un professionista di fama
internazionale come Marco Balich. Con la
produzione esecutiva di Ric Birch, Balich ha
guidato per 10 mesi, a Città del Messico, un
team internazionale di professioni composto
per il 75% da italiani che hanno lavorato
insieme ad una squadra di creativi messicani
e internazionali per un totale di 1.766
persone di produzione e ben 7.000 volontari.
Un organico enorme per un evento senza
precedenti che ha calcato i codici di una
vera e propria cerimonia olimpica e che ha
sottolineato l’attaccamento alle radici di
questa nazione con 4 straordinari momenti di
spettacolo: L’Albero della Vita, Il Colosso,
Vola Mexico e El Grito.
Qualche altro numero dell’imponenza di tale
cerimonia? 27 carri allegorici che hanno
raggiunto anche gli 85 metri di lunghezza;
6.000 elementi scenici, 3.500 costumi e 600
performer. La parata ha attraversato la
città per 2.7 km fino alla grande piazza
dello Zocalo dove la cerimonia ha registrato
il suo clou con i momenti più emozionanti
che hanno lasciato a bocca aperta i 3,5
milioni di spettatori presenti più i 100
milioni collegati da tutto il mondo!
Dodo Arslan è un designer italiano di
origini armene che vive e lavora a Milano.La
sua creatività ha dato vita a progetti di
arredo, illuminazione, elettronica,
tableware ma anche grafica, pubblicità e
spettacolo.
I progetti del designer milanese spaziano da
un espositore per CampariSoda ad un vaso in
marmo di Carrara per UpGroup, dal logo
Pirelli PZero ad una intera campagna
pubblicitaria per l’Ambasciata Olandese a
Roma, dai pezzi in serie limitata per la
casa d’aste Pierre Bergé & Associés di
Bruxelles alle micro sculture Party Animals,
“liberate” dalle gabbiette di champagne
(ritratte nella nostra copertina). Al
momento, oltre ad una intensa collaborazione
con Visual Display (suggellata dalla
performance Grafite) Arslan sta sviluppando
alcune sedute, lampade e complementi
d’arredo, un giocattolo in legno, macchina
da caffè ed un passeggino innovativo.Ma
l’offerta più inaspettata e stimolante è
quella di ideare uno spettacolo di danza in
collaborazione con due coreografi
professionisti… Dodo Arslan è stato
pubblicato da Taschen su Design Now! che
raccoglie 90 designers e produttori a
livello mondiale, e per Design/Art Limited
Editions, di pezzi di 70 designers
internazionali. Arslan ha vinto il premio
Young&Design, il Mini Design Award, Pirelli
Pzero Logo e l’Art Directors Club.
Le sue creazioni sono state esposte al Museo
della Scienza e della Tecnica di Milano,
alla Fondazione Arnaldo Pomodoro ed all’Italian
Design on Tour. Inoltre il Triennale Design
Museum di Milano gli ha dedicato una mostra
personale ed un catalogo edito da Electa.
Ha tenuto corsi, workshops e lectures in
facoltà di design in Italia, Argentina,
Brasile, Cile, Croazia, Egitto, Inghilterra,
Spagna e Svezia.
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