Premiazione
del contest internazionale Rome City Vision
“idee innovative capaci di migliorare la
convivenza tra storia e futuro nella
capitale italiana”.
Su 118 progetti da 22 Paesi ha vinto lo
studio italiano Weekend in a morning.
Onirica e surreale la proposta: creare un
Raccordo Anulare fluttuante costituito solo
dalla traiettoria circolare delle
mongolfiere che si spostano di attracco in
attracco, collegando tra loro le varie
periferie romane.
Una visione che ci ha evocato la
straordinaria utopia di Hendrik Christian
Andersen, conservata nell’elegante e
silenzioso museo romano creato nel suo
atelier, a pochi passi da Piazza del Popolo.
Nel 1913 egli sognava infatti di costruire
una città ideale, The World Centre of
Communication, vicino a Fregene, a Maccarese
(oggi indiscussa patria del cocomero) per la
quale produsse centinaia di modelli, piante,
statue, viste “a volo di uccello”,
bozzetti, oggi esposti nel museo. Una casa
dell'immaginario che vi invitiamo a
scoprire, per rendere più forte l’applauso
allo studio oggi vincitore. è
vero. Forse la nostra non sarà una
celebrazione così solenne, ma in un’epoca di
transizione, preferiamo sempre di più
attestare la nostra stima a uomini di
utopie, anziché ai tanti professionisti di
successo e di sistema, che nuotano
nell'ovvio. Perché solo quando le idee
volano veramente in alto posso riuscire a
farci alzare la testa.
Si può crescere in altezza in
maniera decisa ed evidente in soli 5
secondi?
Ci si può allungare come se
un fertilizzante potente facesse impennare
verso l’alto una pianta?
Si, con Horlicks Pro-Height
si può! Questa la netta affermazione che il
farmaco per la crescita dei bambini ha
voluto comunicare al mondo intero. Si,
perché dall’India, paese nel quale questa
promozione ambient è stata realizzata, il
video si è diffuso in tutto il globo
attraverso la Rete, con una crescita, anche
qui miracolosa, delle visualizzazioni.
Siamo a Nuova Delhi e,
all’interno di un centro commerciale, è
stata costruita una “casa magica”
brandizzata Horlicks Pro-Height, una casetta
nella quale i bambini erano invitati ad
entrare.
Una volta dentro, durante
l’attraversamento della stanza, esattamente
come fu per Alice nel Paese delle
Meraviglie, i bambini “crescevano” a vista
d’occhio. Le mamme, fuori la casetta,
potevano vedere in un monitor il proprio
bambino allungarsi miracolosamente.
Un’illusione ottica
ovviamente, un’illusione che nella sua
effimerità ha fatto registrare un boom di
presenze: 3000 mamme in soli due giorni
hanno assistito alla crescita del proprio
bambino. Perché è vero che “ogni scarafone è
bello a mamma soia”, ma se cresce è ancora
più bello!
Ribadiamo ancora una volta un concetto che
riteniamo assolutamente vero e reale: la
comunicazione sul web è una frontiera
dell’ovest da spostare sempre più in avanti,
perché l’orizzonte è ancora infinito.
Una convinzione forte che French Connection,
catena di negozi di abbigliamento del Regno
Unito, ha fatto propria realizzando la
geniale Youtique, vale a dire il primo web
shop su Youtube.
Un’idea affascinante sia per dove è stata
realizzata che soprattutto per come è stata
pensata. French Connection Youtique non è
solo un negozio on line è qualcosa di più, è
un’esperienza totale, immersiva e
interattiva che racchiude in sé i caratteri
tipici della genialità. Vetrine video ad un
primissimo sguardo, i web shop FC su Youtube
all’improvviso si animano ed una
preparatissima commessa ti illustra alcuni
capi di abbigliamento con cura e attenzione
fino a che, un’opportuna grafica, ci chiede
attraverso un bottone sul quale cliccare, se
vogliamo acquistare il capo che ci stanno
mostrando. Non resisti al fascino della
Shakira Silk Shirt? Hai sempre desiderato un
Elizabeth Rose Dress di French Connection?
Clicca sul pulsante della Youtique e verrai
reinviato direttamente nello store on line
del brand UK dove puoi scegliere taglia,
colore e completare l’acquisto. Noi siamo
già pazzi della Youtique: e voi?
I libri di cucina tendono ad avere tutti lo
stesso look: la lista degli ingredienti da
un lato, la spiegazione di come mixarli
insieme, una bella foto del risultato
finito, stampa di qualità, carta patinata.
Un approccio completamente diverso arriva
dal nuovo cookbook di Ikea dal titolo
Hembakat är Bäst, che in inglese dovrebbe
suonare
Homemade is Best. Cosa c’entra Ikea
con le ricette e il cibo? L’accostamento è
meno azzardato di quanto credete, basta
cominciare a pensare ad una torta come se
fosse un mobile, con i suoi pezzetti da
montare, gli strumenti da utilizzare,
seguendo un preciso procedimento.
Un’estensione della filosofia do-it-yourself
che ha decretato il successo del brand
svedese. Questo è quello che hanno fatto il
fotografo Carl Kleiner e Evelina Bratell,
che di mestiere fa la food stylist: per ogni
ricetta ci sono due immagini (e
nient’altro): un “prima” con gli ingredienti
in bella vista, un “dopo” con la ricetta
finita. Il risultato è qualcosa di mai
visto, più vicino al design che alla cucina:
minimal, dettagliato, accurato, colorato.
Basta con le parole, le immagini parlano da
sole.
LOMBROSO DOCET
Una guida grafica ai ritratti su Facebook
La componente più “rivoluzionaria” di quella
rivoluzione chiamata Facebook è stata
mettere a dura prova il grado di
riservatezza delle persone: tutti abbiamo
deciso di mostrare il nostro volto al mondo,
regalando le nostre foto al world wide web.
Con Facebook, tutti (o quasi) oggi abbiamo
una faccia. C’è chi ha voluto paragonare
questa pratica alla ritrattistica del
Rinascimento: come allora la ritrattistica
fu favorita dal perfezionamento dello
specchio, così Facebook ha dato nuova vita
all’autoritratto, anche ad insaputa degli
stessi autori. Doogie Horner – scrittore,
designer, comico e autore di Everything
Explained Through Flowcharts (Harper
Collins, 2010) e Dirty Jokes Every Man
Should Know (Quirk, 2009) – è partito da
questo assunto per tirar giù la sua guida
semi-seria per capire il carattere delle
persone dalla foto del loro profilo Facebook.
I ritratti su “faccia libro” hanno i loro
tropoi, esattamente come l’arte: lo scatto
fatto dal pc, quasi sempre tramite il
Photoboot di Mac nelle sue varie
trasformazioni; sfondo blue sky, bikini e
occhiali da sole; il ritratto allo specchio
del bagno, con tanto di flash a vista. E
ancora: lo zoom, il taglio della foto,
l’inclinazione della testa…ogni elemento può
fornirci indizi utili per capire la
personalità dell’utente.
PJ Long
è un blogger divenuto famoso per aver
raccontato, attraverso un diario on line, la
sua avventura on the road a Barcellona.
Pepe Jeans London è un brand
di abbigliamento che sta per inaugurare, nel
cuore di Roma, il suo store monomarca.
Cosa hanno in comune Pepe
Jeans London e PJ Long oltre alle iniziali
dei rispettivi nomi? Il fil rouge è da
ricercare nelle dinamiche del mega contest
messo su negli ultimi due mesi dal brand
londinese per preparare il lancio dello
store romano, un lancio che si è avvalso di
una serie di originali iniziative che hanno
preso forma sul web e sui social network e
che hanno coinvolto un numero impressionante
di utenti in un’esaltante dinamica realtà vs
virtualità con il blogger inglese tra i
protagonisti. Pj Long ha, infatti, deciso di
replicare l’esperienza del diario on the
road coinvolgendo e invitando gli utenti sul
web a segnalare i luoghi più cool della
città di Roma. Risultato? Un’esaltante
social travel guide dei luoghi più trendy
del clubbing romano realizzato da chi, della
vita trendy della capitale fa parte.
Inoltre chi nei giorni scorsi ha avuto la
fortuna di incontrare in giro per Roma JP
Long, ha vinto un viaggio per due persone a
Londra.
ACCENDETE I
MOTORI!
Filmmaster Events inaugura il Ferrari World
di Abu Dhabi
Il più grande parco a
tema del mondo, il primo mai realizzato e
dedicato alla rossa di Maranello, questo
sarà il Ferrari World di Abu Dhabi, capitale
degli Emirati Arabi Uniti.
Una commistione incredibile di passione,
eccellenza e innovazione tecnologica che da
sempre caratterizzano il brand italiano
saranno gli elementi costitutivi di questo
stupefacente parco a tema che verrà
inaugurato dall’eccellenza del settore:
Filmmaster Events.
Selezionata tra le migliori agenzie di
eventi del territorio, Filmmaster Events ha
sbaragliato la concorrenza grazie
all’elevato standard qualitativo offerto.
Uno standard di indiscutibile livello che
poggia le basi sul talento delle eccellenze
del settore provenienti da tutto il mondo e
sul genio creativo del più tipico Made in
Italy.
Questo evento segnerà, inoltre, la nascita
del primo ufficio Filmmaster Mea (Middle
East & Africa) proprio ad Abu Dhabi, come a
dire un evento nell’evento che celebra il
vanto tutto rosso di casa nostra.
18 registi italiani e 18 cortometraggi per
rendera omaggio ad una città che pochi davvero
conoscono. Le città invisibili di Milano è
un’opera collettiva alla quale hanno
partecipato alcuni dei nomi più interessanti
del panorama cinematografico e pubblicitario
italiano (Luca Lucini, Ago Panini, Federico Brugia, Giovanni Bedeschi, Alex Orlowsky) ed
è lo spunto per ricordare i 25 anni della
morte di Italo Calvino. Curato da Pasquale
Diaferia ed Eugenia Morato, in
collaborazione con Pietro Cerretani, il
progetto è stato realizzato in esclusiva per
La Settimana della Comunicazione e piuttosto
che parlare di Milano è stato scelto di
andare fisicamente dentro la città,
insinuarsi tra le sue pieghe, ricoprire i
muri. La notte del 1° novembre, infatti, i
18 corti hanno animato i muri della città
trasformandoli in schermi cinematografici.
Milano si è così confrontata con le tante
anime che possiede: le voci, il dolore, le
finestre, il muro, il movimento, il cibo e
molto altro. I registi hanno dato
interpretazioni profondamente diverse per
stile e sentimento, ma tutti si son
ritrovati a dichiarare il loro amore ad una
città che da sempre genera grandi passioni,
unisce e allontana, produce e distrugge,
esalta e deprime. Grande apprezzamento, in
particolare, per il cortometraggio di
Cattaneo, giovane regista della scuderia
Filmmaster dedicato ai “riflessi della
città” e per l’opera di Lucini, affermato
regista cinematografico che lavora da anni
in esclusiva con la casa di produzione.
Filmmaster e Tod’s insieme per realizzare An Italian Dream, uno short film di 3 minuti
che il New York Times ha definito “poetico”.
Presentato alla stampa mondiale durante
l’ultima Settimana della Moda, il film
racconta la cura e l’attenzione
all’artigianalità che da sempre
caratterizzano il brand italiano attraverso
un parallelismo con uno dei punti di
eccellenza del nostro paese: il Teatro alla
Scala, che per la prima volta ha concesso i
suoi esclusivi spazi e il suo corpo di
ballo. Il connubio di balletto, musica e
moda - frutto della collaborazione di
Filmmaster con FormaPura, agenzia di
comunicazione esperta di brand di lusso - è
firmato Matthias Zenter, regista del
momento, apprezzato per la sua finezza
estetica e una costruzione dell’immagine
tutta europea. 13 ballerini scaligeri
coreografati da Gianluca Schiavone per 13
quadri, realizzati in sole 48 ore, che hanno
interessato l’intero teatro: il
palcoscenico, ma anche la platea e i palchi.
Un lavoro impegnativo reso possibile
dall’esperienza di tutte le parti coinvolte
e da un’armonia che solo determinate forme
d’arte riescono ad infondere.
Filmmaster tv
firma il nuovo show del duo Ale & Franz
L’Ale & Franz Sketch Show è il nuovo
programma della collaudata e divertente
coppia di comici che, dal settembre scorso,
sta andando in onda ogni venerdì in seconda
serata su Italia Uno. Dietro questo successo
non tutti sanno però che c’è Filmmaster
Television che, in collaborazione con
Bananas, ha prodotto il divertente programma
per RTI.
6 settimane in Brianza e 2 in studio per
girare 15 film al giorno per un totale di
ben 420 esilaranti sketch con protagonisti
assoluti Alessandro Besentini e Francesco
Villa, conosciuti al grande pubblico come
Ale & Franz.
“è
stato un vero piacere lavorare per Fatma
Ruffini e RTI su un progetto così importante
ed impegnativo. Ci sono voluti due anni per
riuscire a veder realizzato questo progetto
ma alla fine siamo veramente molto
soddisfatti, oltre che divertiti”, ha detto
Filippo Chiusano, Ad di Filmmaster
Television, del resto come si può non
divertirsi col talento comico sofisticato di
questo duo?
La regia esterna è stata affidata a Latino
Pellegrini mentre quella in studio è di
Duccio Forzano. Maria Luisa Congedo è stata
invece l’executive producer per Filmmaster
Television che ha prodotto davvero uno show
tutto da ridere!
Questa volta parliamo di un primato degno
del Guinness: una struttura di 80mt di
lunghezza, 40mt di larghezza e 20mt di
altezza, con all’interno 22.000 metri cubi
di elio. Si tratta dell’ aerostato più
grande del mondo ed è stato realizzato da
K-events per la Cerimonia di Apertura dei
XIX Giochi del Commonwealth tenutasi il 3
ottobre a New Delhi. Il grande “pallone”
disegnato dallo scenografo Mark Fisher è
stato il vero protagonista delle Cerimonie,
unico esempio nella storia degli show e
frutto di una tecnologia ingegneristica
avanzata. Il progetto ha richiesto nove mesi
di lavoro ed un team internazionale composto
da professionisti provenienti da 6 nazioni
diverse. Anche i materiali utilizzati
sottolineano la vocazione “internazionale”:
provenienti dagli Stati Uniti, sono stati
assemblati in Gran Bretagna e riempiti con
elio proveniente dagli Emirati Arabi Uniti.
Ma non pensate all’areostato solo come
elemento scenografico, seppur di grande
impatto visivo; grazie alla sua grande
versatilità, è stato il supporto tecnico per
gli avveniristici impianti video e luci,
strumento per la realizzazione di
spettacolari coreografie aeree e superficie
per video proiezioni. Insomma,
un’installazione in grado di incantare i
presenti e i milioni di telespettatori, resa
possibile grazie al know how acquisito dal
gruppo Filmmaster in 30 anni di esperienza.
Inizia a pubblicare storie a fumetti a metà
degli anni 70 sulle riviste Re Nudo e Il
Mago (sulla quale, agli inizi della propria
carriera, fu costretto a firmarsi con lo
pseudonimo di Winslow Leech); per un breve
periodo conduce una serie di trasmissioni
per la famosa Radio Alice di Bologna. Nel
1977 partecipa alla creazione della rivista
Cannibale assieme ad altri grandi del
fumetto europeo: Andrea Pazienza, Tanino
Liberatore, Stefano Tamburini e Massimo
Mattioli.
Dal 1978 le sue vignette sono pubblicate sul
settimanale satirico romano Il Male, di cui
diviene in fretta una delle principali
matite. Nel 1980 fonda il mensile Frigidaire
con il medesimo gruppo di autori e Vincenzo
Sparagna. La rivista dura oltre vent'anni, e
su quelle pagine realizza le sue più note
opere a fumetti: La Dalia Azzurra, Il dottor
Gek, Primo Carnera, Il Mar delle Blatte,
Macchine a Molla.
Dagli anni novanta, con racconti a fumetti,
interventi, recensioni e illustrazioni,
Scòzzari viene ospitato anche fra le pagine
del mensile d'erotismo d'autore Blue
Coniglio Editore, chiuso nel 2010 al suo
200esimo numero .
Nel 1996 pubblica il libro autobiografico
Prima Pagare Poi Ricordare. Nel 1996, ancora
per la Castelvecchi, pubblica l'antologia
XXXX, Racconti Porni. Nel 1999 pubblica
l'antologia di illustrazioni Figate e scrive
per Mondadori/Strade Blu L'Isterico a
Metano, romanzo di formazione. Vende oltre
seimila copie. Nel 2008 pubblica il
diario-manuale-breviario Memorie dell'Arte
Bimba, edito dalla Coniglio Editore, Roma.
Nel 2010 escono in antologia i venticinque
racconti di "Filippo Scòzzari e l'Insonnia
Occidentale", ancora presso la Coniglio
Editore.
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