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Ta-ta-ta-ta. Ta-taratatà.
Questo era Carosello, contenitore di
microshow adv in onda ogni sera dalle 20:50
alle 21:00, (tranne Venerdì Santo e Morti)
sino al 1977. Quindi un ricordo che non
appartiene alle generazioni under 40, ma
fondamentale per il mondo della
comunicazione. Un appuntamento all’epoca
imperdibile, plasmatore di personaggi mitici
(Calimero, Carmencita, Uomo in Ammollo)
capace di dare lavoro a maestri come Age e
Scarpelli, Gregoretti, Pontecorvo, Olmi,
Leone, Avati. Palestra ideale per giovani
talenti della scrittura e della regia come
Lina Wertmuller. Ora direte voi, ma che
c’azzecca tutto questo con un giornale di
tendenze? Semplice, la comparsa nel giro di
poche settimane di microserie pensate per il
social. Dai siparietti del Gorilla Crodino
alla “posta del glande” di Akuel. Una
ricerca di format ancora alla fase larvale.
Ma piena di potenzialità. Per cambiare,
ancora una volta, le regole del gioco.
Per questo numero speciale
dedicato al Natale la nostra consueta prima
pagina, focalizzata di solito su azioni di
comunicazione unconventional, vi riporta una
compilation video unica nel suo genere.
Si tratta di ben 4 video di 20
minuti circa l’uno che raccolgono 3 anni di
street marketing.
Una compilation che, con
opportuna colonna sonora, racconta quanto di
più creativo è stato realizzato per le strade
e le piazze di
tutte le città del mondo.
Un documento
eccezionale, che magari servirà a dare
contenuto a qualche master, che non potevamo non segnalare
ai lettori di Not che, sappiamo per certo,
si lasceranno piacevolmente solleticare dal
non convenzionale, dall’eccesso creativo,
dal piglio dirompente e, a tratti
dissacrante, della comunicazione dei giorni
nostri.
Ben 1000 tra le più belle
azioni di pubblicità on the street, azioni
di guerrilla, ambient marketing più in
generale.
Durante le vacanze di Natale
mettetevi comodi e godetevi tutti e 4 i
webisodi.
Le stelle e la qualifica di “Best New
Restaurant” dalla Michelin non bastavano al
Longman & Eagle, uno dei bar più famosi e
frequentati di Chicago e degli States interi
secondo l’Esquire. Spinti dal desiderio di
arrivare sempre primi, sono riusciti ad
aggiudicarsi anche il titolo di primo bar
con hotel incorporato. Avete capito bene:
non stiamo parlando di un hotel che apre un
bar al suo interno, ma del contrario. Il
secondo piano del gastro-pub è stato
convertito in un piccolo hotel che consta di
sei stanze, con bagno e arredamento
ricercato inclusi. Le stanze sono diverse
per dimensioni e prezzo, ma garantiscono
comunque il massimo confort a tutti coloro
che, a causa di qualche bicchiere di troppo,
preferiscono riposare prima di rimettersi
alla guida.
Un regalo per Natale che non è proprio un
must nel senso di qualcosa che devi avere ma
è uno dei protagonisti immancabili dei
nostri pacchetti regalo, di quelli che
doniamo e di quelli che scartiamo.
Nel Natale di ogni famiglia c’è un’agenda,
su questo ci sentiamo di rassicurarvi.
I più esigenti non sono difficili a subire
il fascino di una delle agende con la A
maiuscola: Moleskine.
Il taccuino Moleskine è l’erede del
leggendario taccuino degli artisti e
intellettuali degli ultimi due secoli, da
Van Gogh a Picasso, da Hemingway a Chatwin.
Essenziale nel design e per questo
funzionale, Moleskine ha conosciuto nuove
variazioni sul proprio tema e da taccuino è
diventato agenda, poi diario di viaggio con
numeri tematizzati sulle grandi città del
mondo, poi ancora blocco dove annotare le
caratteristiche dei vini o dei ristoranti.
Tante ed originali le nuove vesti grafiche
delle agende famose in tutte il mondo che
negli ultimi anni hanno dato sfogo all’estro
creativo di chi c’è dietro con colori e
tinte brillanti che esaltano un design che
rimane, comunque, quello elegante di sempre.
La promozione sta seguendo lo stesso filone
ed è per questo che, se volete avere una
preview di quello che è il futuro prossimo
dalle tinte forti di Moleskine, allora non
potete perdervi l’ultimo spot realizzato non
a caso da un artista, il danese Rogier
Wieland, che ci racconta le nuove Moleskine
Mini Planners e la vita in esse racchiusa,
attraverso la sua sensibilità artistica.
Riuscendoci molto bene!
Un consiglio, un invito, una chicca per
farvi vivere un’esperienza insolita.
Appartenete a quella classe di appassionati
di arte, di artisti o artistoidi che sono in
cerca di qualcosa di nuovo? Di qualcosa che
rompa la noia e vi aiuti nella lotta allo
sbadiglio? Allora non resta che tuffarvi
nell’azzurro mare per un’esperienza
artistica nuova e totalizzante. Parliamo
delle sculture under water di Jason De
Caires Taylor, scultore che ha l’abitudine
di esporre nelle profondità marine.
Uno dei suoi ultimi lavori giace nel
bellissimo mare dei Caraibi ed è La
Evolución Silenciosa, ben 400 figure a
grandezza umana “esposte” a 9 metri sotto il
livello del mare, vicino le coste di Isla
Mujeres in Messico. Se ti immergi la
sensazione è straordinaria perché ti sembra
di imbatterti in un vero popolo sottomarino
che lì sotto “vive”.
Volete trascorrere le vacanze lontano dal
freddo del Vecchio Continente? Allora perché
non unire al piacere del relax
un’immersione, è proprio il caso di dirlo,
nell’arte?
Le esposizioni di Jason sono sparse in più
punti del globo e tutte rigorosamente sotto
acqua perché, afferma l’artista,
l’esperienza che offre la profondità marina
è più bella di quella che offre la terra.
Una bella idea che poteva nascere solo
dall’entusiasmo di uno studente. Veronika
Scott ha 21 anni e frequenta il College for
Creative Studies di Detroit. Guardando i
teloni che solitamente si posizionano sui
tetti delle case in costruzione, in cerca di
ispirazione per un compito settimanale, ha
capito che poteva escogitare una soluzione
per donare un po’ di caldo a chi un tetto
non lo ha. Piuttosto che auto o beni di
consumo, come è tipico nelle scuole di
design, ha pensato bene di disegnare un
giaccone-plaid in Tyvek, il materiale
plastico dei teloni in questione, in grado
di isolare dall’esterno e fornire così agli
homeless una protezione dal freddo e dal
vento. Il prodotto funge da giacca e da
plaid e può dunque essere utilizzato sia per
andare a spasso che per dormire. Non
contenta, ha deciso anche di spendere da
sola circa 2,000$ per produrre il prototipo,
utilizzando materiali low cost. È nato così
Element S(urvival), che sarà messo in
produzione da Carhartt. Non sarà bello e
sicuramente non farà moda, ma senza dubbio
sarà utile per più di qualcuno.
Una caverna di ghiaccio apparentemente
fredda ma insolitamente calda, nel senso più
ampio di accogliente.
È questa la prima impressione che offre l’Ice
Cave, un’insolita caverna di ghiaccio
scolpita all’interno di un container per un
temporary store molto particolare.
L’Ice Cave di ghiaccio ha solo il nome
perché tutto lo store è stato realizzato
intagliando, deliziosamente, blocchi di
“volgare” polistirolo. Una perfetta e
riuscita fusione tra arte e architettura
che, ancora una volta e ancora nella grande
mela, si compenetrano, si toccano, si
mostrano a tutti all’interno del Building
Fashion AT KL 23, New York.
Il fashion designer Richard Chai ha voluto
ricreare un ambiente freddo, glaciale, per
presentare la sua nuova collezione invernale
e c’è riuscito grazie allo studio di
architettura Snarkitecture. L’unione dei due
talenti ha portato ad un risultato
straordinario con un temporary store che
sembra davvero una caverna di ghiaccio ma
che riesce, nonostante l’asprezza delle
architetture, ad ospitare la nuova
collezione di Chai in maniera esemplare.
L’effetto miracoloso è da ricercarsi nei
cosiddetti seghetti riscaldati, grazie ai
quali è stato possibile realizzare anche
mensole, tavoli e nicchie.
Se decidere di trascorrere le vacanze di
Natale nella città che non dorme mai vi
invitiamo a farci un giro… anche solo per
combattere il pungente freddo: riparatevi
nella stilosa caverna di ghiaccio!
L’Auditorium Parco della Musica si prepara
al Natale con un’esposizione fotografica di
grande impatto emotivo con una mostra appena
inaugurata e che vestirà il Foyer fino al 9
Gennaio. Dove dormono i bambini è un
reportage che il fotografo inglese James
Mollison ha realizzato per conto di Fabrica
(Benetton), raccolto in un curioso libro
edito da Contrasto in collaborazione con
Save the Children. 54 dittici che raccontano
le storie di alcuni bambini incontrati in 24
paesi del mondo attraverso i loro volti e i
luoghi dove questi dormono. Non sempre
purtroppo si può parlare di vere e proprie
camerette. Per ogni scatto, un breve testo,
quasi un’intervista, ci descrive chi è il
bimbo ritratto, qual è la realtà in cui
vive, le sue difficoltà, i suo sogni. Ogni
immagine ci porta in una stanza e in un
paese diverso. Fotografie intense e
commoventi, disarmanti nella loro
semplicità, che lasciano senza fiato. La
mostra rientra negli appuntamenti del Natale
all’Auditorium; l’ingresso gratuito è uno
stimolo in più a dedicare qualche ora delle
feste natalizie a riempire gli occhi e il
cuore.
Berlino val bene una messa ed è una delle
mete più gettonate negli ultimo anni,
perfetta per una fuga natalizia. Sulla riva
del fiume Sprea, nel cuore della città
tedesca è da poco nato il nhow Berlin, il
primo music hotel del mondo. Un hotel del
genere non poteva che trovare la luce
nell’epicentro della scena creativa e
musicale cittadina: l’east side berlinese,
dove sorgono i palazzi della Universal e di
Mtv, oltre ai migliori club della città. Il
nhow Berlin porta – come se non bastasse di
per sè la novità del concept – una firma
importante. Gli interni sono stati disegnati
da Karim Rashid: un trionfo di colori e
curve in netto contrasto con le forme rigide
e lineari dell’esterno, disegnato invece
dall’architetto Sergei Tchoban. Il
calendario del bar dell’hotel ha già in
programma, per l’anno prossimo, i migliori
dj del mondo. Il music manager si occupa
delle sonorità delle stanze, tutte dotate di
100 stazioni radio, amplificatore per iPod e
pià di 1000 videoclip musicali on demand. Lo
staff è composto principalmente da ragazzi e
ragazze provenienti dalle scuole di musica
della città che, oltre a fornire i servizi
propri di un albergo, sono in grado di
soddisfare qualsiasi curiosità di tipo
musicale. La vera chicca sono i due studi di
registrazione posizionati sul rooftop
dell’hotel a disposizione degli ospiti: il
massimo dell’apparecchiatura professionale
scelta da René Rennefeld, manager dei
leggendari Berlin Hansa Studios (dove gli U2
registrarono gran parte di Achtung Baby). E
se l’ascolto non vi basta, al room service
potete chiedere anche una Gibson!
Il cibo e la gastronomia. Leve importanti per promuovere il
territorio, soprattutto in Italia. Ma le
guide e le stelle non bastano più. I
consumatori hanno cominciato a considerare
il comparto del food vero e proprio
“entertainment”, chiedendo non solo di
soddisfare il palato, ma di
sperimentare modi per regalare loro
emozioni. Un esempio di food entertainment è
stato sperimentato a settembre a Ferrara,
con risultati molto positivi. A metà tra la
caccia al tesoro e i pop up restaurant,
Street Dinner consiste nel fornire tutto l’occorrente per una cena
a cielo aperto tra i vicoli della città. Con un sms viene svelato ai
partecipanti il luogo dove si tiene
l’aperitivo di benvenuto; un secondo sms
indica, invece, il luogo dove ritirare il dinner pack, composto da: tavolo, sedie, una
felpa colorata simbolo della manifestazione
e una Street Dinner Bag, una borsa piena di
prelibatezze a scelta tra due menù
differenti e il necessaire per preparare la
tavola. Con un ultimo sms viene comunicato
il luogo dove ogni coppia o gruppo gusterà
la propria cena: tutte location diverse,
ognuna situata tra gli angoli più belli
della città: il cortile del Castello
Estense, corso Ercole I d’Este con vista sul
Palazzo dei Diamanti, davanti al Listone di
Ferrara, tra le Mura e in tanti altri
splendidi scenari già nominati Patrimonio
dell’Umanità per l’Unesco. I pacchetti
turistici prevedono la cena (a 60 euro)
oppure la possibilità di pernottare negli
alberghi della città a tariffe
vantaggiose. Un modo diverso per
vivere luoghi e monumenti che di solito si
possono solo ammirare, coniugando arte, cibo e convivialità; un modo
che si può replicare in qualsiasi luogo e a
qualsiasi livello, anche, perché no, come
idea regalo insolita ma di sicuro effetto.
Ora che lo sapete, vi conviene tenere
d’occhio Ferrara e i vostri sms…una nuova
Street Dinner è stata pianificata per
l’inizio del 2011!
Lo scorso
26 novembre a Londra la giuria
internazionale dell’Eventia Award, composta
da esperti del settore, ha eletto la
Cerimonia di Apertura del Donbass Arena come
“Best Celebratory Event”, miglior evento
celebrativo dell’anno. L’Eventia Award è uno
dei più prestigiosi premi europei del
settore eventi, che ogni anno elegge le
produzioni più riuscite dei grandi player
internazionali. K-events non fa che
rafforzare, così, la sua strategia di
comunicazione e posizionamento come global
company nel mercato degli eventi a livello
mondiale, oltre ad aggiungere il prestigioso
riconoscimento al folto palmares di
Filmmaster Group. Il 29 agosto del 2009,
K-events inaugurava con The Grand Show la
Donbass Arena, il nuovo stadio dello Shaktar
Donetsk a Donetsk, in Ucraina. Uno
spettacolo ideato e prodotto da K-events e
firmato da Marco Balich: 50.000 persone
presenti all’interno dell’arena, milioni di
spettatori davanti agli schermi in una
diretta televisiva di oltre 2 ore. La magia
di quella notte è durata ben più di 2 ore.
È firmato da un regista della scuderia
Filmmaster il film di Natale del trio più
divertente del cinema italiano. “La banda
dei Babbi Natale” di Aldo, Giovanni e
Giacomo è uno dei film di Natale più attesi
e vede alla regia Paolo Genovese. Da
specialista della commedia all’italiana
quale è, Genovese è riuscito a dirigere il
film con ritmo e maestria, riuscendo a
dargli anche quella cifra qualitativa che
spesso manca ai cinepanettoni. Aldo,
Giovanni e Giacomo tornano alle origini, con
una comicità intelligente, politically
correct, pulita e delicata, trovando
un’ottima spalla in Mara Maionchi, il noto
giudice di X-factor, che esordisce così sul
grande schermo. Niente vacanze, però, per il
regista di Filmmaster. A gennaio, infatti,
uscirà un altro lavoro del regista. Si
tratta di “Immaturi”, una commedia corale
con un grande cast: Raoul Bova, Ricky
Memphis, Ambra Angiolini, Luca e Paolo,
Barbara Bobulova. Si prevedono code al
botteghino!
LA GRANDE
ALLEANZA
Filmmaster Group e Cinecittà Studios
stringono una partnership strategica
E’ fatta.
Dopo due anni di collaborazione sperimentale
la partnership tra Filmmaster Group e
Cinecittà Studios, controllata dalla holding
Italian Entertainment Group, diventa una
vera alleanza strategica, oltre che
societaria.
Un’unione di due grandi gruppi che insieme
costituiscono una grandissima Content
Factory in grado di animare con contenuti
italiani, tutte le forme
dell’intrattenimento: dai grandi show al
cinema.
Un’importantissima realtà che sarà player
mondiale in specifici settori di prestigio,
come quello dei grandi eventi attraverso
K-events e che si avvarrà degli studi
cinematografici tra i più importanti al
mondo.
L’eccellenza e la storia del Gruppo
Filmmaster e di Cinecittà Studios si saldano
e rinnovano per una grande scommessa
globale: unire il meglio dell’eccellenza
creativa e dell’innovazione italiana con
l’esperienza internazionale sulla produzione
di cinema, di eventi spettacolari e di
pubblicità.
Un’alleanza che è un’unione di intenti
mirante a far tornare l’Italia polo di
attrazione per gli investimenti esteri e, al
tempo stesso, a far si che il nostro paese
esporti il proprio talento creativo, cuore
pulsante del modello italiano
dell’entertainment. Tra i primi obiettivi la
collaborazione sui contenuti e gli
spettacoli permanenti all’interno del Parco
tematico Cinecittà World che sarà inaugurato
nel 2012 a Roma. In sviluppo invece il primo
live-show italiano itinerante dal titolo “Il
Giudizio Universale”che incanterà le platee
di tutto il mondo.
Quello che per Fellini era ”il vuoto cosmico
prima del big bang” ha oggi un amico in più.
Un evento
storico ed altamente tecnologico è stato
quello dello scorso 30 novembre per
l’apertura del Ferrari World di Abu Dhabi,
il più grande parco a tema mai realizzato ed
il primo dedicato alla storia e
all’eccellenza del marchio di Maranello.
Davanti agli
occhi di Sua Altezza Sheikh Mohammed bin
Zayed Al Nahyan oltre 2000 ospiti hanno
partecipato alla spettacolare cerimonia di
apertura che, per celebrare il cavallino di
casa nostra, ha visto alternarsi
sorprendenti performance di assoluto livello
provenienti da diversi ambiti artistici.
Il grande
evento è stato curato da Filmmaster Mea
(Middle East & Africa) che ha riunito per
l’occasione un team di professionisti
provenienti da tutto il globo, esperti e
talenti del mondo degli eventi guidati da
Piero Cozzi CEO di Filmmaster MEA ed
Executive Producer.
Lo
straordinario evento, ospitato da Ferrari
SpA e Aldar Properties – compagnia leader
nello sviluppo, nella gestione e
nell’investimento proprietario di Abu Dhabi
– ha rappresentato spettacolarmente
l’incontro tra due eccellenze: la ricca
eredità culturale da una parte e la
formidabile visione del futuro degli Emirati
Arabi Uniti. Il tutto espresso con
tecnologie all’avanguardia attraverso
incredibili proiezioni su giganteschi
schermi che hanno incantato tutti gli
ospiti. Con questa
cerimonia Filmmaster Mea (controllata da
Filmmaster Group) assume un ruolo
significativo e di rappresentanza nella
città di Abu Dhabi e rilancia, al tempo
stesso, un altro suo importante ruolo:
quello di player di alto livello nel mercato
mediorientale.
“Deejay non finisce mai” questo è il grido
attraverso il quale Deejay vuole essere
sempre più Radio di riferimento ma anche Tv
e Web.
Filmmaster, in occasione del passaggio al
digitale, ha realizzato per Deejay un nuovo
spot di 30 secondi che andrà in onda nei
cinema e che sottolineerà la presenza di
Deejay Tv sul canale 9 della nuova
piattaforma digitale.
Grandi i nomi dei personaggi coinvolti nello
spot, dall’immancabile padrone di casa Linus
a Nicola Savino, da Albertino a Nikki, La
Pina, Diego e il Trio Medusa, tutti calati
in una vita quotidiana frenetica, veloce,
che sembra non fermarsi mai. Tutti i
personaggi sono presi ognuno all’interno
della propria città e tutti rappresentano sé
stessi all’interno delle atmosfere legati ai
loro rispettivi appuntamenti: Deejay Chiama
Italia, Dj Stories, Shuffolato, Nientology e
Pop Up.
Il jingle porta la firma dei Club Dogo,
anche loro presenti nello spot, che invitano
a sintonizzare Deejay Tv sul 9 del
telecomando perché al 9 c’è Deejay Tv.
La regia è di Luca Merli e tutta la
produzione dello spot è stato seguito da
Lorenzo Cefis e Barbara Brown. Cool!
Pablo
Echaurren nasce a Roma il 22 gennaio 1951.
Inizia a dipingere a 18 anni e presto viene
scoperto dal critico-gallerista Arturo
Schwarz che fa conoscere il suo lavoro in
Italia e all’estero.
Tra il 1973 e
il 1975 egli espone a Roma, Milano, Basilea,
Philadephia, Zurigo, Berlino, New York,
Bruxelles. Nel 1975 partecipa alla Biennale
di Parigi. I primi critici che lo segnalano
sono Achille Bonito Oliva, Cesare Vivaldi,
Emilio Villa, Giuliano Briganti, Renato
Barilli.
Echaurren
esordisce all’insegna del minimalismo con
una serie di acquerelli e smalti di piccolo
formato, di impianto concettuale, ma dalla
fine degli anni ottanta realizza acrilici su
tela di media e ampia dimensione. Non solo
pittore, egli si è impegnato in un’intensa
attività applicata, disegnando illustrazioni,
copertine, manifesti, nonché metafumetti che
affrontano il contrastato rapporto tra
pittura e comic e ripercorrono le vite di
personaggi legati alle avanguardie storiche
come Marinetti, Majakovskij, Dino Campana e
Picasso.
Contemporaneamente Echaurren coltiva un
legame profondo con la scrittura,
cimentandosi come corsivista su numerose
testate sia over che under-ground. Autore di
saggi e pamphlet, racconti, romanzi noir
in cui denuncia i meccanismi di
mercificazione del mondo dell’arte, egli
mantiene saldo il rapporto con la carta
stampata e in generale con l’idea dell’arte
moltiplicata.
Lo scorso 18
dicembre ha inaugurato una grande antologica
al Museo Fondazione Roma in via del Corso.
Potreste farvi un ottimo regalo di Natale
andandola a vedere!
Dall’incontro creativo tra l’illustratore
Daniel Egnéus e il regista Mario Greco, con
la collaborazione del musicista Stefano
Brandoni, nasce il progetto artistico che ha
dato vita al video Leaving home.
I visionari disegni dell’artista svedese
Egnéus prendono vita sotto l’accurata regia
di Mario Greco.
Leaving home si apre con un surreale,
etereo, a tratti ipnotico incipit dove una
città nasce, cresce e si trasforma fino a
condurre lo spettatore in un mondo
catastrofico e claustrofobico.
La città si sfalda sotto la caduta di
meteoriti impazziti che non risparmiano
nessuno; l’iniziale atmosfera rarefatta è
sostituita da giochi di colore straziante e
sembra quasi che il lavoro audiovisivo dei
tre artisti non accolga possibilità di
salvezza.
Tutto si trasforma nuovamente nel poetico
finale creando una magia visiva di calma e
meraviglia. C’è solitudine, malinconia ma
non tristezza. Gli struggenti disegni volano
su note delicate e l’attenta regia ci fa
pensare ma soprattutto ricordare che anche
se lontani da casa, dal proprio mondo,
rimaniamo sempre in qualche modo legati
all’universo da cui proveniamo.
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