NOT - News On Trend è la newsletter mensile di informazione su innovazione e tendenze in campi quali eventi, marketing alternativo, pubblicità, media, entertainment, fenomeni sociali powered by Filmmaster Group
Due notizie. La prima è che esistono siti
interamente dedicati ai documentari, da
vedere on line/on demand, gratuitamente.
Prodotti sino a pochi anni fa negletti, di
difficile distribuzione, tornati a essere,
giustamente, la parte migliore e più libera
della programmazione televisiva. Merito del
web, di Current, dei canali tematici di Sky
e di tecnologie di ripresa e montaggio
capaci di ridurre i costi all’osso.
La seconda notizia è che in uno di questi
portali, ricco di centinaia di racconti
segreti, un amico di NOT ci ha segnalato lo
straniante e inquietante film di Nick Holt
“Guys and dolls”. Viaggio nelle vite e negli
amori di uomini che vivono con le loro
bambole sessuali, le costosissime real dolls
(v. realdoll.com), che loro trasformano in
perfette compagne di vita. Amiche
disponibili e pazienti, con le quali cenare,
ascoltare musica, vedere un film, prima di
fare all’amore. Un doc che sarebbe piaciuto
a Breton e ai surrealisti. Che avrebbe fatto
impazzire i DADA, Fellini e Topor. Con un
finale triste, quanto un’armonica che si
allontana nella nebbia. Con una certezza.
Che esistono, nel mondo, milioni di storie
da vedere. Che oggi aspettano solo di essere
raccontate.
Un po’ candid camera per coronarie forti, un
po’ geniale strategia di marketing messa in
campo dalla società di noleggio automobili
Europcar.
Parigi non è solo la romantica Ville
Lumière. Nelle ultime settimane è assurta
alle cronache nazionali anche come la città
europea con maggior numero di traffico.
È così che uno dei leader mondiali nel
noleggio auto a medio e lungo termine, ha
deciso di mettere in campo una task force di
demotivatori “very strong” dell’automobile.
La dinamica è tremendamente semplice: tu
parcheggi e quando torni trovi la vettura
completamente distrutta e compressa in un
cubo sul quale viene lasciato un foglio con
un numero telefonico. Componi il numero e ti
risponde un call center che si difende
ribadendo che “l’iniziativa” rientra nel
piano di riduzione dell’automobile, un piano
statale che mira a scoraggiare l’utilizzo
dell’auto, che invita “cortesemente” a
noleggiarla piuttosto che acquistarla e, più
in generale, visto i numeri elevati del
traffico, a riflettere sulla necessità vera
e reale del possesso di una vettura: in
fondo sei sicuro di aver bisogno di un’auto?
Questa la domanda dell’operatore agli
urlanti possessori di auto che, fuori di
senno, non sanno (per altro) di essere in
presa diretta con una famosa emittente
radiofonica francese.
Solo dopo un po’ lo scherzo viene svelato e
il guidatore capiva che il cubo compresso
non era la propria auto.
Questa strategia nella sua drammaticità ha
avuto un enorme successo: 2.5 milioni di
visualizzazioni su Youtube, migliaia di
tweets, post e web articles. Crush!
La fondazione che difende le
tribù ancora esistenti
Spesso stressati dalla vita di tutti i giorni sognate di
fuggire in un angolo nascosto del pianeta ma
siete convinti che l’uomo sia arrivato
ovunque e che, dunque, non esistano più
paradisi incontaminati e parti del mondo
sconosciute?
Sbagliato! Esistono eccome e vengono pure protetti perché,
ed è questa la notizia, sono abitati dalle
tribù che sono riuscite a sopravvivere fino
ad oggi in alcune zone del nostro pianeta.
Chi è questo difensore dei diritti tribali? Una fondazione
inglese che ha diverse sedi sparse in tutto
il mondo. Il suo nome è Survival, fondazione
che ci ha incuriosito proprio per la
straordinarietà del suo compito: tutelare e
proteggere quelle tribù che ancora
sopravvivono sulla Terra e che lo fanno
esattamente allo stesso modo e con le stesse
abitudini dei loro antenati. Nessun comfort
dunque, ma una vita basata sulla
sopravvivenza assicurata dalla caccia, dalla
pesca e dalla difesa dalle intromissioni
esterne che Survival gli fornisce. Nessuno
può avvicinarsi a loro, la fondazione non
richiede né vuole finanziamenti governativi
perché i governi, afferma, sono i principali
violatori dei diritti degli appartenenti
alle tribù né, tantomeno, accetta soldi da
aziende che potrebbero abusare delle tribù
stesse.
Vuoi difendere anche tu le tribù ancora esistenti al mondo?
Survival ha una sede anche in Italia, a
Milano. E prima di andare da loro fai una
piccola ricognizione aerea nelle aree dove
vivono: il primo incontro con i loro volti
stupiti e rivolti verso l’alto deve essere
un’emozione indescrivibile.
In Italia, tendenzialmente,
un promo è un montaggio in successione che
mira a raccontare una storia ben precisa. In
questi giorni in Belgio, invece, si dà
spazio alla sperimentazione attraverso
un’eccellente iniziativa dell’emittente
televisiva nazionale Prime.
Per promuovere l’arrivo della
quarta stagione della serie di successo Mad
Men, si è costruito un promo sfruttando
l’universo simbolico di tutte le serie
televisive di maggior successo del Canale.
Da Californication a Weeds, da Spartacus a
Lost, da Deadwood a Dirty Sexy Money, da The
Pacific a 4400, a Six Feet Under, solo per
citarne alcune. Da ogni immaginario sono
stati rubati simboli, di ogni serie
televisiva è stata ricreata una scena con
dei modellini di plastica dalle sembianze
umane ripresi in una determinata azione
tipica della propria sceneggiatura.
Legata da un concetto
creativo ben definitivo, la successione è
piacevole e densa di stimoli visivi: un
bicchiere di wisky, un conflitto a fuoco tra
cow boys, un dollaro statunitense, due
naufraghi in spiaggia, delle fiches da
gioco. Tutto il breve filmato promozionale
ci racconta piccoli estratti di tutte le
serie di successo ma con una chiara
finalità, svelata negli ultimi secondi del
video: la partenza della nuovissima 4° serie
di Mad Men, serie drammatica che racconta le
vite dei pubblicitari newyorkesi degli anni
’60.
Una versione pubblicitaria
del “tutti per uno, uno per tutti”?
La moda, l’advertising, i magazine non sono
fatti solo di fotografie. Sempre più spazio
viene dato all’arte grafica e, in
particolare negli ultimi tempi,
all’illustrazione. Non è un caso che Prada –
maison sempre molto attenta alle più
disparate forme d’arte contemporanee, di cui
sa farsi interprete – si sia affidata a Phil
Meech e ad OMA/AMO per il lookbook della
collezione autunno/inverno 2010-2011. Il
primo è l’autore delle foto; la seconda, OMA/AMO,
è la società che si è occupata delle
illustrazioni e di tutta la parte grafica,
forte della sua posizione di leader a
livello internazionale per quanto riguarda
l’arte, il design, l’architettura
contemporanea, l’urbanistica e l’analisi
culturale. Convinta della bontà del mezzo,
la maison toscana ha reso chiare ancora di
più le sue intenzioni utilizzando
l’illustrazione anche per la campagna
pubblicitaria degli accessori, lanciata
insieme ad un contest finalizzata a premiare
i tre migliori illustratori che avessero
creato un personaggio perfetto per indossare
i nuovi occhiali del marchio. Ivo Bisignano,
Marcela Gutierrez e Andrea Tarella sono i
tre vincitori che hanno firmato le
illustrazioni della campagna, i cui scatti
sono invece di Steven Meisel. Per avere una
panoramica completa del mondo
dell’illustrazione di moda, vi segnaliamo
l’Amelia’s Compendium of Fashion
Illustration, il compendio pubblicato dal
britannico Amelia’s Magazine e lanciato a
Londra il 28 gennaio
scorso.
Se avete, come noi di Not, l’abitudine di
divorare qualsiasi tipo di rivista di
qualsiasi paese del mondo, vi sarete
sicuramente accorti di una tendenza, comune
tanto al mondo dell’advertising che della
fotografia di moda, che interessa il gioco
dei ruoli e dei generi. I magazine di
tendenza, sempre più spesso, si divertono a
scardinare l’atavica visione che vede la
donna come un oggetto – che sia sessuale,
artistico, ispirazionale – dando, al
contrario, l’immagine di una donna
consapevole del proprio potere e in grado di
gestire uomini e donne a suo piacimento.
Inrockuptibles, Interview, Tetu sono solo
alcuni esempi in cui è ben evidente la
trasformazione degli uomini in oggetti
sessuali nelle mani di donne famose, giovani
e non giovani (come nel caso di Catherine
Deneuve). L’ultimo, in ordine di tempo, è il
britannico Love, che ha fatto un ulteriore
passo avanti mettendo in copertina
un’androgina Kate Moss che bacia Lea T,
l’ultima rivelazione del mondo della moda.
Lea T nasce, infatti, con il nome di Leandro
Cerezo da un padre affatto qualunque: la
stella del calcio brasiliano Toninho Cerezo.
Oggi, a 28 anni e in attesa di un
cambiamento di sesso definitivo, Lea è la
più richiesta in passerella ed è volto e
musa di Givenchy. Ultima, in ordine di tempo
e popolarità, Kayo Satoh, modella
ventiduenne giapponese, che ha da poco
dichiarato, in diretta televisiva, di essere
un uomo: nessun cambio di sesso, solo un po’
di trucco ad esaltare la sua femminea e
“naturale” bellezza. La moda non ha limiti,
soprattutto di genere.
Il gioco tra beni di consumo, sistema dei
consumi e consumatore è arrivato ad un
livello tale di sofisticazione che i brand
non si accontentano più di vendere prodotti:
vendono mondi, esperienze, atmosfere,
ambienti. In questo caso, ambienti di jeans.
I jeans sono da tutti ritenuti il capo più
democratico e versatile in assoluto: comodi
ed eleganti per uscire con gli amici,
diventano impeccabili con giacca e cravatta
per una giornata in ufficio. Da oggi nei
jeans si può anche dormire. È infatti nato a
Francoforte, in Germania, il 25hour Hotel di
Levi’s. Un’esposizione di jeans del
famosissimo marchio americano accolgono gli
ospiti nella lobby; da lì in poi è tutta
un’esplosione di denim: la tappezzeria, le
poltrone, le coperte. Pensato, ovviamente,
per un pubblico giovane, cosmopolita e
rock’n’roll, l’hotel è situato in prossimità
del nuovo quartier generale tedesco del
marchio ed è stato progettato
dall’architetto Karl Dudler, mentre gli
interni portano la firma di Delphine Buhro e
Michael Dreher. Il tutto è all’insegna del
minimalismo, linee semplici e pulite, con
qualche accento cromatico e una serie di
rimandi alla cultura popolare americana:
ogni piano è infatti un omaggio alla moda,
la cultura e lo stile di una diversa decade,
dagli anni ’30 agli ’80, con la palette di
colori più appropriata, le rifiniture, le
forme e anche la musica, diversa da piano a
piano. Levi's makes your "dreams come true"!
Little People in the City: The Street Art of
Slinkachu.
Questo il titolo di un interessante libro
fotografico che racconta, frame by frame, il
piccolo ma grande progetto di street art e
fotografia contenuto in The Little People
Project.
Uno stravolgimento delle prospettive, anzi
quasi un ribaltamento del modo di vivere la
città. Non più grandi gesta o grandi opere o
grandi utilizzi. Esaltiamo le nostre città
nel nostro piccolo, viviamo gli spazi che
frequentiamo ogni giorno attraverso
l’ausilio di piccoli protagonisti di
plastica dalle sembianze umane che
interagiscono con architetture urbane in
scala pensate esclusivamente per loro.
Da diversi anni vengono così abbandonate
“little people” in giro per il mondo.
Il nostro paese è stato scelto tra gli
scenari delle piccole persone abbandonate
per strada, una città fra tutte Le
Grottaglie, in Puglia, dove è stato
realizzato uno degli scatti fotografici più
belli che se vorrete potete gustare
all’interno del libro che vi consigliamo di
acquistare… dopo averlo visto, pagina dopo
pagina, siamo certi imparerete a vedere la
vostra città da un’altra prospettiva. Più
piccola e magari proprio per questo più
bella.
Zoom!
Aria di novità per il sito Internet di
Filmmaster Group, che si presenta oggi in
una nuova veste, studiata e realizzata
appositamente per la fruizione attraverso la
piattaforma “Mobile”. Sempre al passo con i
tempi, Filmmaster si dimostra ancora una
volta vicino ai gusti e alle esigenze del
pubblico moderno e, soprattutto, di quanti
vivono e lavorano utilizzando le nuove
modalità che la comunicazione ci fornisce. I
contenuti prodotti dal gruppo saranno, in
questo modo, sempre accessibili a chiunque e
in qualsiasi momento, in tempo reale: i
filmati di registi quali Paolo Genovese,
Luca Lucini, Ramses, Jason Harrington; le
location più suggestive; i reel dei grandi
live show prodotti dal gruppo come le
celebrazioni del Bicentenario del Messico o
la cerimonia di apertura e chiusura delle
Olimpiadi di Torino 2006. Filmmaster Group
“Mobile” è un progetto realizzato da Gag Web
Agency, la divisione del gruppo
specializzata nella comunicazione digitale.
Un debutto che sarà presto seguito da altre
novità: il prossimo passo, infatti, sarà
l’ingresso nelle community e nei social
network.
Lo Special Event Award dal 1986 è il premio
americano che giudica i migliori eventi del
mondo. Per l’edizione di quest’anno sono
stati selezionati 300 eventi divisi in 34
categorie e provenienti da diversi paesi del
mondo. La notizia è però un’altra:
quest’anno al Galà di Cerimonia dello
Special Event Awards 2011, tenutosi a
Phoenix in USA, il Carnevale di Venezia del
2010 è stato eletto Most Outstanding
Spectacle.
Il Carnevale di Venezia torna così ad essere
il più famoso carnevale del mondo grazie al
format “Sensation: 6 sensi per 6 sestrieri”,
ideato da Marco Balich e realizzato da
Venezia Marketing & Eventi e prodotto da
K-events con l’obiettivo, grandemente
riuscito, di rilanciare la manifestazione.
Grazie al nuovo format il carnevale è
diventato infatti una straordinaria
esperienza multi sensoriale grazie al mix di
arte, musica, magia e colori sospesi nel
tempo e nello spazio con ben 340 eventi in
11 giorni.
Dopo Filmmaster MEA (Middle East&Africa), il
gruppo mira a consolidare ancora una volta
il proprio ruolo internazionale con
l’apertura di una nuova sede.
Visti gli ottimi risultati ottenuti da
Filmmaster nel 2010, la casa di produzione
italiana ha deciso di aprire una nuova sede
in Spagna, a Madrid.
Roberto Serna assume la direzione generale
della nuova sede mentre Lorenzo Cefis,
Partner ed Executive Producer Filmmaster,
assume il ruolo guida con la carica di Chief
Executive Officer Filmmaster Madrid.
Alla notizia di questa nuova apertura
registi affermati del calibro di Luca
Lucini, Jason Harrington, John Immesoete,
Mehdi Norowzian, solo per citarne alcuni,
hanno già firmato l’esclusiva con Filmmaster
Madrid.
“Crediamo nella ricchezza di creatività,
talenti e risorse che il mercato spagnolo è
in grado di offrire e in particolare alla
creazione di un ponte tra i due paesi. È
significativo – aggiunge Cefis – l’ingresso
del regista britannico Tony Kaye nella
scuderia dei registi in esclusiva Filmmaster
sia per l’Italia che per la Spagna”.
Alle parole di Lorenzo Cefis si aggiungono
quelle del presidente Filmmaster Giorgio
Marino che spiega le motivazioni di questa
nuova sfida: ”L’apertura in Spagna è
determinata dagli ottimi risultati raggiunti
dalla casa madre. Nel 2010 la società
italiana ha registrato un incremento del 30%
di fatturato. Nel 2011 miriamo ad una
crescita di fatturato ulteriore, proseguendo
la nostra strategia di investimento in nuovi
talenti, nuovi progetti e nuovi mercati”.
L’offerta qualitativa di Filmmaster si
arricchisce grazie all’ingresso, nella già
ricca scuderia di registi del gruppo, di due
nomi importanti della regia internazionale:
Marco Gentile e Jason Harrington. Il primo,
che giovanissimo inizia a muoversi tra
cinema e musica a Milano, aveva già lavorato
con Filmmaster Clip girando vari video
musicali per artisti quali Tiziano Ferro,
Verdena, Negramaro, Subsonica, Elisa.
Regista di spot, videoclip e documentari,
lavora oggi tra Milano, Londra e Parigi,
forte della vittoria del Leone d’argento al
Cannes Lions International Film Festival del
2010 per lo spot “Life and Roll” realizzato
per Rolling Stone Magazine. Jason Harrington
ha invece mosso i primi passi come designer
grafico della BBC, per poi trasferirsi a New
York dove ha maturato la sua esperienza come
regista. Il suo lavoro ha ricevuto
riconoscimenti dai più importanti festival
di pubblicità internazionali, tra cui
British D& D, BDA Awards, Chicago
International Television and Film Festival,
the Mobius Advertising Awards, the
International Monitor Awards. Due
personalità, dunque, diverse ma di enorme
valore, come ha affermato anche Ada Bonvini,
CEO di Filmmaster: “Queste nuove esclusive
sono per noi un punto di partenza;
Filmmaster è infatti da sempre fucina di
grandi talenti e, oggi più che mai, il
nostro obiettivo è continuare su questa
strada”.
Arte Fiera 2011 si è appena conclusa a
Bologna, tra pezzi storici e giovani
promesse. Come consuetudine, la
manifestazione ha reso noto l’annuale report
sulle tendenze del mercato dell’arte, con i
nomi su cui puntare per il biennio 2011 –
2012. Tra questi, con nostra grande gioia ma
non certo a sorpresa, dal momento che siamo
convinti del suo grande talento, c’è Valerio
Berruti. Valerio Berruti non ha bisogno di
presentazioni: l'altissima qualità del suo
lavoro, il costante impegno e la sua
continua ricerca stilistica, l'applauso dei
critici e i tanti premi nazionali ed
internazionali parlano da soli. Il successo
riscosso alla Biennale di Venezia ha fatto
da traino a questo artista, che crea
immagini essenziali, che ripensano i temi
degli affetti, della quotidianità e dei
legami familiari. I lavori di Berruti – e
degli altri artisti inseriti nel report di
Arte Fiera, tra i quali Matteo Basilè,
Roberto Cuoghi, The Masbedos – si sono
guadagnati, secondo gli organizzatori, una
posizione importante nel sistema dell’arte,
rappresentando un ottimo investimento per i
compratori.
Niente di nuovo per noi di Not, che avevamo
ingaggiato Berruti per la copertina nel
numero 32, nell’ottobre de 2008. A volte
può essere piacevole poter dire “noi ve
l’avevamo detto”...
Artista digitale di formazione, videoartista
e performer.
Nel 2000 conosce l’artista americana Kristin
Jones e inizia a collaborare al progetto “Tevereterno”,
realizzando installazioni multimediali per
la città di Roma. Opere come "Solstizio
d'Estate" (2003), con le sue monumentali
gigantografie della Lupa, ricavate togliendo
via lo smog dai muraglioni del Tevere tra
Ponte Sisto e Ponte Mazzini e "Trilogy", per
il Natale di Roma 2009, con installazioni
urbane e una grande mostra ai Musei
Capitolini. Ancora per Tevereterno, nel 2008
partecipa, insieme a Kristin Jones, Kiki
Smith e altri, al "River to River" Festival
a New York. Oggi partecipa come videoartista,
live media performer e body artist a
numerosissimi happening in gallerie d'arte,
musei e ambiti underground, prendendo parte
a festival internazionali come Videoholica
(Bulgaria), Biennale Baltica (Russia),
LowLives (NY), Moves (Uk) e Contravision
Film Festival (Berlino). La sua opera
spazia dalla videoarte alla pittura
digitale, dalla tecnoperformance alla body
art.
Nel 2010 è tra i vincitori del Magmart
Videoart Festival (Video Under Volcano), con
la videoperformance CRY ME, e del voto
on-line del Celeste Prize nella sezione
"Live Media & Performance". Viene
selezionata dal Premio Termoli 2010 con le
sue opere di pittura digitale, dall'Art
Shake Festival (Roma e Berlino) e viene
invitata dalla Fondazione RomaEuropa a
presentare il suo lavoro al Teatro Palladium
di Roma. Dirige inoltre il Festival di
performance Art "TEN", una maratona di
performance art al Lanificio di Roma.
Ad aprile sarà ospite dell’Università di
Lisbona, per un evento di performance art
insieme ad altri artisti provenienti da
tutto il mondo.
The Alphabet è uno short film
ideato da Alessandro Novelli e reperibile
online che ha colpito la nostra
attenzione. Definito dallo stesso autore uno
“spelling video”, perché ogni lettera
dell’alfabeto è lo spunto per giocare con i
nomi e lo stile dei font tipografici. Un
esperimento divertente e altamente creativo,
che unisce cell-animation, motion, sfx. Con
una musica da film muto che completa
l’opera!
I
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digitale sono frutto di rielaborazione da
parte della redazione di NOT. Di ogni
immagine viene citata la fonte. Ci
riserviamo di accogliere qualsiasi ulteriore
segnalazione. Dove la fonte non è indicata,
la paternità dell’immagine è da attribuirsi
alla redazione. Le foto sono prese dal sito
sxc.hu