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Punti di vista

Due notizie. La prima è che esistono siti interamente dedicati  ... Leggi tutto »

Un gruppo Mobile
Filmmaster in tempo reale e a portata di mano
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It's crush hour!

Genialità rude firmata Europcar...
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I'd rather stay in the jungle

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Un promo diverso

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Ritorno al disegno

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Transgender style

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Notti di Jeans

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Si sono ristretti i ragazzi

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Noi l'avevamo detto

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Francesca Fini

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Il Carnevale più bello

Venezia vince lo Special Event Awards... Leggi tutto »

Me Gusta

Una nuova sede Filmmaster in Spagna... Leggi tutto »

Talenti in esclusiva

Due  nuovi ingressi in Filmmaster... Leggi tutto »

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Due notizie. La prima è che esistono siti interamente dedicati ai documentari, da vedere on line/on demand, gratuitamente. Prodotti sino a pochi anni fa negletti, di difficile distribuzione, tornati a essere, giustamente, la parte migliore e più libera della programmazione televisiva. Merito del web, di Current, dei canali tematici di Sky e di tecnologie di ripresa e montaggio capaci di ridurre i costi all’osso.
 

La seconda notizia è che in uno di questi portali, ricco di centinaia di racconti segreti, un amico di NOT ci ha segnalato lo straniante e inquietante film di Nick Holt “Guys and dolls”. Viaggio nelle vite e negli amori di uomini che vivono con le loro bambole sessuali, le costosissime real dolls (v. realdoll.com), che loro trasformano in perfette compagne di vita. Amiche disponibili e pazienti, con le quali cenare, ascoltare musica, vedere un film, prima di fare all’amore. Un doc che sarebbe piaciuto a Breton e ai surrealisti. Che avrebbe fatto impazzire i DADA, Fellini e Topor. Con un finale triste, quanto un’armonica che si allontana nella nebbia. Con una certezza. Che esistono, nel mondo, milioni di storie da vedere. Che oggi aspettano solo di essere raccontate.
 

Alfredo Accatino

 

topdocumentaryfilms.com/guys-and-dolls

 


IT’S CRUSH HOUR!
Genialità rude firmata Europcar


Un po’ candid camera per coronarie forti, un po’ geniale strategia di marketing messa in campo dalla società di noleggio automobili Europcar.
Parigi non è solo la romantica Ville Lumière. Nelle ultime settimane è assurta alle cronache nazionali anche come la città europea con maggior numero di traffico.
È così che uno dei leader mondiali nel noleggio auto a medio e lungo termine, ha deciso di mettere in campo una task force di demotivatori “very strong” dell’automobile.
La dinamica è tremendamente semplice: tu parcheggi e quando torni trovi la vettura completamente distrutta e compressa in un cubo sul quale viene lasciato un foglio con un numero telefonico. Componi il numero e ti risponde un call center che si difende ribadendo che “l’iniziativa” rientra nel piano di riduzione dell’automobile, un piano statale che mira a scoraggiare l’utilizzo dell’auto, che invita “cortesemente” a noleggiarla piuttosto che acquistarla e, più in generale, visto i numeri elevati del traffico, a riflettere sulla necessità vera e reale del possesso di una vettura: in fondo sei sicuro di aver bisogno di un’auto?
Questa la domanda dell’operatore agli urlanti possessori di auto che, fuori di senno, non sanno (per altro) di essere in presa diretta con una famosa emittente radiofonica francese.
Solo dopo un po’ lo scherzo viene svelato e il guidatore capiva che il cubo compresso non era la propria auto.
Questa strategia nella sua drammaticità ha avuto un enorme successo: 2.5 milioni di visualizzazioni su Youtube, migliaia di tweets, post e web articles. Crush!

europcar.com


I’D RATHER STAY IN THE JUNGLE

La fondazione che difende le tribù ancora esistenti

 

Spesso stressati dalla vita di tutti i giorni sognate di fuggire in un angolo nascosto del pianeta ma siete convinti che l’uomo sia arrivato ovunque e che, dunque, non esistano più paradisi incontaminati e parti del mondo sconosciute?

Sbagliato! Esistono eccome e vengono pure protetti perché, ed è questa la notizia, sono abitati dalle tribù che sono riuscite a sopravvivere fino ad oggi in alcune zone del nostro pianeta.

Chi è questo difensore dei diritti tribali? Una fondazione inglese che ha diverse sedi sparse in tutto il mondo. Il suo nome è Survival, fondazione che ci ha incuriosito proprio per la straordinarietà del suo compito: tutelare e proteggere quelle tribù che ancora sopravvivono sulla Terra e che lo fanno esattamente allo stesso modo e con le stesse abitudini dei loro antenati. Nessun comfort dunque, ma una vita basata sulla sopravvivenza assicurata dalla caccia, dalla pesca e dalla difesa dalle intromissioni esterne che Survival gli fornisce. Nessuno può avvicinarsi a loro, la fondazione non richiede né vuole finanziamenti governativi perché i governi, afferma, sono i principali violatori dei diritti degli appartenenti alle tribù né, tantomeno, accetta soldi da aziende che potrebbero abusare delle tribù stesse.

Vuoi difendere anche tu le tribù ancora esistenti al mondo? Survival ha una sede anche in Italia, a Milano. E prima di andare da loro fai una piccola ricognizione aerea nelle aree dove vivono: il primo incontro con i loro volti stupiti e rivolti verso l’alto deve essere un’emozione indescrivibile.

 

survivalinternational.org 


UN PROMO DIVERSO

Le Prime Big Series

 

In Italia, tendenzialmente, un promo è un montaggio in successione che mira a raccontare una storia ben precisa. In questi giorni in Belgio, invece, si dà spazio alla sperimentazione attraverso un’eccellente iniziativa dell’emittente televisiva nazionale Prime.

Per promuovere l’arrivo della quarta stagione della serie di successo Mad Men, si è costruito un promo sfruttando l’universo simbolico di tutte le serie televisive di maggior successo del Canale. Da Californication a Weeds, da Spartacus a Lost, da Deadwood a Dirty Sexy Money, da The Pacific a 4400, a Six Feet Under, solo per citarne alcune. Da ogni immaginario sono stati rubati simboli, di ogni serie televisiva è stata ricreata una scena con dei modellini di plastica dalle sembianze umane ripresi in una determinata azione tipica della propria sceneggiatura.

Legata da un concetto creativo ben definitivo, la successione è piacevole e densa di stimoli visivi: un bicchiere di wisky, un conflitto a fuoco tra cow boys, un dollaro statunitense, due naufraghi in spiaggia, delle fiches da gioco. Tutto il breve filmato promozionale ci racconta piccoli estratti di tutte le serie di successo ma con una chiara finalità, svelata negli ultimi secondi del video: la partenza della nuovissima 4° serie di Mad Men, serie drammatica che racconta le vite dei pubblicitari newyorkesi degli anni ’60.

Una versione pubblicitaria del “tutti per uno, uno per tutti”?


prime.be/nl/


RITORNO AL DISEGNO

L’illustrazione, forma d’arte del momento

La moda, l’advertising, i magazine non sono fatti solo di fotografie. Sempre più spazio viene dato all’arte grafica e, in particolare negli ultimi tempi, all’illustrazione. Non è un caso che Prada – maison sempre molto attenta alle più disparate forme d’arte contemporanee, di cui sa farsi interprete – si sia affidata a Phil Meech e ad OMA/AMO per il lookbook della collezione autunno/inverno 2010-2011. Il primo è l’autore delle foto; la seconda, OMA/AMO, è la società che si è occupata delle illustrazioni e di tutta la parte grafica, forte della sua posizione di leader a livello internazionale per quanto riguarda l’arte, il design, l’architettura contemporanea, l’urbanistica e l’analisi culturale. Convinta della bontà del mezzo, la maison toscana ha reso chiare ancora di più le sue intenzioni utilizzando l’illustrazione anche per la campagna pubblicitaria degli accessori, lanciata insieme ad un contest finalizzata a premiare i tre migliori illustratori che avessero creato un personaggio perfetto per indossare i nuovi occhiali del marchio. Ivo Bisignano, Marcela Gutierrez e Andrea Tarella sono i tre vincitori che hanno firmato le illustrazioni della campagna, i cui scatti sono invece di Steven Meisel. Per avere una panoramica completa del mondo dell’illustrazione di moda, vi segnaliamo l’Amelia’s Compendium of Fashion Illustration, il compendio pubblicato dal britannico Amelia’s Magazine e lanciato a Londra il 28 gennaio scorso.

 

ameliasmagazine.com

glamkiller.com

 


TRANSGENDER STYLE
Nella moda, vince il mix

Se avete, come noi di Not, l’abitudine di divorare qualsiasi tipo di rivista di qualsiasi paese del mondo, vi sarete sicuramente accorti di una tendenza, comune tanto al mondo dell’advertising che della fotografia di moda, che interessa il gioco dei ruoli e dei generi. I magazine di tendenza, sempre più spesso, si divertono a scardinare l’atavica visione che vede la donna come un oggetto – che sia sessuale, artistico, ispirazionale – dando, al contrario, l’immagine di una donna consapevole del proprio potere e in grado di gestire uomini e donne a suo piacimento. Inrockuptibles, Interview, Tetu sono solo alcuni esempi in cui è ben evidente la trasformazione degli uomini in oggetti sessuali nelle mani di donne famose, giovani e non giovani (come nel caso di Catherine Deneuve). L’ultimo, in ordine di tempo, è il britannico Love, che ha fatto un ulteriore passo avanti mettendo in copertina un’androgina Kate Moss che bacia Lea T, l’ultima rivelazione del mondo della moda. Lea T nasce, infatti, con il nome di Leandro Cerezo da un padre affatto qualunque: la stella del calcio brasiliano Toninho Cerezo. Oggi, a 28 anni e in attesa di un cambiamento di sesso definitivo, Lea è la più richiesta in passerella ed è volto e musa di Givenchy. Ultima, in ordine di tempo e popolarità, Kayo Satoh, modella ventiduenne giapponese, che ha da poco dichiarato, in diretta televisiva, di essere un uomo: nessun cambio di sesso, solo un po’ di trucco ad esaltare la sua femminea e “naturale” bellezza. La moda non ha limiti, soprattutto di genere.

guardian.co.uk
dailymail.co.uk


NOTTI DI JEANS
A Francoforte, un hotel a marchio Levi’s


Il gioco tra beni di consumo, sistema dei consumi e consumatore è arrivato ad un livello tale di sofisticazione che i brand non si accontentano più di vendere prodotti: vendono mondi, esperienze, atmosfere, ambienti. In questo caso, ambienti di jeans. I jeans sono da tutti ritenuti il capo più democratico e versatile in assoluto: comodi ed eleganti per uscire con gli amici, diventano impeccabili con giacca e cravatta per una giornata in ufficio. Da oggi nei jeans si può anche dormire. È infatti nato a Francoforte, in Germania, il 25hour Hotel di Levi’s. Un’esposizione di jeans del famosissimo marchio americano accolgono gli ospiti nella lobby; da lì in poi è tutta un’esplosione di denim: la tappezzeria, le poltrone, le coperte. Pensato, ovviamente, per un pubblico giovane, cosmopolita e rock’n’roll, l’hotel è situato in prossimità del nuovo quartier generale tedesco del marchio ed è stato progettato dall’architetto Karl Dudler, mentre gli interni portano la firma di Delphine Buhro e Michael Dreher. Il tutto è all’insegna del minimalismo, linee semplici e pulite, con qualche accento cromatico e una serie di rimandi alla cultura popolare americana: ogni piano è infatti un omaggio alla moda, la cultura e lo stile di una diversa decade, dagli anni ’30 agli ’80, con la palette di colori più appropriata, le rifiniture, le forme e anche la musica, diversa da piano a piano. Levi's makes your "dreams come true"!

25hours-hotels.com


SI SONO RISTRETTI I RAGAZZI
The Little People Project


Little People in the City: The Street Art of Slinkachu.
Questo il titolo di un interessante libro fotografico che racconta, frame by frame, il piccolo ma grande progetto di street art e fotografia contenuto in The Little People Project.
Uno stravolgimento delle prospettive, anzi quasi un ribaltamento del modo di vivere la città. Non più grandi gesta o grandi opere o grandi utilizzi. Esaltiamo le nostre città nel nostro piccolo, viviamo gli spazi che frequentiamo ogni giorno attraverso l’ausilio di piccoli protagonisti di plastica dalle sembianze umane che interagiscono con architetture urbane in scala pensate esclusivamente per loro.
Da diversi anni vengono così abbandonate “little people” in giro per il mondo.
Il nostro paese è stato scelto tra gli scenari delle piccole persone abbandonate per strada, una città fra tutte Le Grottaglie, in Puglia, dove è stato realizzato uno degli scatti fotografici più belli che se vorrete potete gustare all’interno del libro che vi consigliamo di acquistare… dopo averlo visto, pagina dopo pagina, siamo certi imparerete a vedere la vostra città da un’altra prospettiva. Più piccola e magari proprio per questo più bella.
Zoom!

amazon.co.uk/.../N=0752226649


UN GRUPPO MOBILE

Filmmaster in tempo reale e a portata di mano

Aria di novità per il sito Internet di Filmmaster Group, che si presenta oggi in una nuova veste, studiata e realizzata appositamente per la fruizione attraverso la piattaforma “Mobile”. Sempre al passo con i tempi, Filmmaster si dimostra ancora una volta vicino ai gusti e alle esigenze del pubblico moderno e, soprattutto, di quanti vivono e lavorano utilizzando le nuove modalità che la comunicazione ci fornisce. I contenuti prodotti dal gruppo saranno, in questo modo, sempre accessibili a chiunque e in qualsiasi momento, in tempo reale: i filmati di registi quali Paolo Genovese, Luca Lucini, Ramses, Jason Harrington; le location più suggestive; i reel dei grandi live show prodotti dal gruppo come le celebrazioni del Bicentenario del Messico o la cerimonia di apertura e chiusura delle Olimpiadi di Torino 2006. Filmmaster Group “Mobile” è un progetto realizzato da Gag Web Agency, la divisione del gruppo specializzata nella comunicazione digitale. Un debutto che sarà presto seguito da altre novità: il prossimo passo, infatti, sarà l’ingresso nelle community e nei social network.

 

filmmaster.com
 


IL CARNEVALE PIù BELLO

Venezia vince lo Special Event Awards

 

Lo Special Event Award dal 1986 è il premio americano che giudica i migliori eventi del mondo. Per l’edizione di quest’anno sono stati selezionati 300 eventi divisi in 34 categorie e provenienti da diversi paesi del mondo. La notizia è però un’altra: quest’anno al Galà di Cerimonia dello Special Event Awards 2011, tenutosi a Phoenix in USA, il Carnevale di Venezia del 2010 è stato eletto Most Outstanding Spectacle.

Il Carnevale di Venezia torna così ad essere il più famoso carnevale del mondo grazie al format “Sensation: 6 sensi per 6 sestrieri”, ideato da Marco Balich e realizzato da Venezia Marketing & Eventi e prodotto da K-events con l’obiettivo, grandemente riuscito, di rilanciare la manifestazione.

Grazie al nuovo format il carnevale è diventato infatti una straordinaria esperienza multi sensoriale grazie al mix di arte, musica, magia e colori sospesi nel tempo e nello spazio con ben 340 eventi in 11 giorni.

Bravi!

 

kevents.it

 


ME GUSTA
Una nuova sede Filmmaster in Spagna

 

Dopo Filmmaster MEA (Middle East&Africa), il gruppo mira a consolidare ancora una volta il proprio ruolo internazionale con l’apertura di una nuova sede.

Visti gli ottimi risultati ottenuti da Filmmaster nel 2010, la casa di produzione italiana ha deciso di aprire una nuova sede in Spagna, a Madrid.

Roberto Serna assume la direzione generale della nuova sede mentre Lorenzo Cefis, Partner ed Executive Producer Filmmaster, assume il ruolo guida con la carica di Chief Executive Officer Filmmaster Madrid.

Alla notizia di questa nuova apertura registi affermati del calibro di Luca Lucini, Jason Harrington, John Immesoete, Mehdi Norowzian, solo per citarne alcuni, hanno già firmato l’esclusiva con Filmmaster Madrid.

“Crediamo nella ricchezza di creatività, talenti e risorse che il mercato spagnolo è in grado di offrire e in particolare alla creazione di un ponte tra i due paesi. È significativo – aggiunge Cefis – l’ingresso del regista britannico Tony Kaye nella scuderia dei registi in esclusiva Filmmaster sia per l’Italia che per la Spagna”.

Alle parole di Lorenzo Cefis si aggiungono quelle del presidente Filmmaster Giorgio Marino che spiega le motivazioni di questa nuova sfida: ”L’apertura in Spagna è determinata dagli ottimi risultati raggiunti dalla casa madre. Nel 2010 la società italiana ha registrato un incremento del 30% di fatturato. Nel 2011 miriamo ad una crescita di fatturato ulteriore, proseguendo la nostra strategia di investimento in nuovi talenti, nuovi progetti e nuovi mercati”.

filmmaster.com
 


 

TALENTI IN ESCLUSIVA

Due nuovi ingressi in Filmmaster
 
L’offerta qualitativa di Filmmaster si arricchisce grazie all’ingresso, nella già ricca scuderia di registi del gruppo, di due nomi importanti della regia internazionale: Marco Gentile e Jason Harrington. Il primo, che giovanissimo inizia a muoversi tra cinema e musica a Milano, aveva già lavorato con Filmmaster Clip girando vari video musicali per artisti quali Tiziano Ferro, Verdena, Negramaro, Subsonica, Elisa. Regista di spot,  videoclip e documentari, lavora oggi tra Milano, Londra e Parigi, forte della vittoria del Leone d’argento al Cannes Lions International Film Festival del 2010 per lo spot “Life and Roll” realizzato per Rolling Stone Magazine. Jason Harrington ha invece mosso i primi passi come designer grafico della BBC, per poi trasferirsi a New York dove ha maturato la sua esperienza come regista. Il suo lavoro ha ricevuto riconoscimenti dai  più importanti festival di pubblicità internazionali, tra cui British D& D, BDA Awards, Chicago International Television and Film Festival, the Mobius Advertising Awards, the International Monitor Awards. Due personalità, dunque, diverse ma di enorme valore, come ha affermato anche Ada Bonvini, CEO di Filmmaster: “Queste nuove esclusive sono per noi un punto di partenza; Filmmaster è infatti da sempre fucina di grandi talenti e, oggi più che mai, il nostro obiettivo è continuare su questa strada”.

 

filmmaster.com


NOI L’AVEVAMO DETTO

Nel passato di Not, il futuro dell’Arte
 
Arte Fiera 2011 si è appena conclusa a Bologna, tra pezzi storici e giovani promesse. Come consuetudine, la manifestazione ha reso noto l’annuale report sulle tendenze del mercato dell’arte, con i nomi su cui puntare per il biennio 2011 – 2012. Tra questi, con nostra grande gioia ma non certo a sorpresa, dal momento che siamo convinti del suo grande talento, c’è Valerio Berruti. Valerio Berruti non ha bisogno di presentazioni: l'altissima qualità del suo lavoro, il costante impegno e la sua continua ricerca stilistica, l'applauso dei critici e i tanti premi nazionali ed internazionali parlano da soli. Il successo riscosso alla Biennale di Venezia ha fatto da traino a questo artista, che crea immagini essenziali, che ripensano i temi degli affetti, della quotidianità e dei legami familiari. I lavori di Berruti – e degli altri artisti inseriti nel report di Arte Fiera, tra i quali Matteo Basilè, Roberto Cuoghi, The Masbedos – si sono guadagnati, secondo gli organizzatori, una posizione importante nel sistema dell’arte, rappresentando un ottimo investimento per i compratori.
Niente di nuovo per noi di Not, che avevamo ingaggiato Berruti per la copertina nel numero 32, nell’ottobre de 2008.  A volte può essere piacevole poter dire “noi ve l’avevamo detto”...

 

valerioberruti.com

 


 

FRANCESCA FINI

La protagonista di questa copertina

 

Artista digitale di formazione, videoartista e performer.

Nel 2000 conosce l’artista americana Kristin Jones e inizia a collaborare al progetto “Tevereterno”, realizzando installazioni multimediali per la città di Roma. Opere come "Solstizio d'Estate" (2003), con le sue monumentali gigantografie della Lupa, ricavate togliendo via lo smog dai muraglioni del Tevere tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini e "Trilogy", per il Natale di Roma 2009, con installazioni urbane e una grande mostra ai Musei Capitolini. Ancora per Tevereterno, nel 2008 partecipa, insieme a Kristin Jones, Kiki Smith e altri, al "River to River" Festival a New York. Oggi partecipa come videoartista, live media performer e body artist a numerosissimi happening in gallerie d'arte, musei e ambiti underground, prendendo parte a festival internazionali come Videoholica (Bulgaria), Biennale Baltica (Russia), LowLives (NY), Moves (Uk) e Contravision  Film Festival (Berlino). La sua opera spazia dalla videoarte alla pittura digitale, dalla tecnoperformance alla body art.
Nel 2010 è tra i vincitori del Magmart Videoart Festival (Video Under Volcano), con la videoperformance CRY ME, e del voto on-line del Celeste Prize nella sezione "Live Media & Performance". Viene selezionata dal Premio Termoli 2010 con le sue opere di pittura digitale, dall'Art Shake Festival (Roma e Berlino) e viene invitata dalla Fondazione RomaEuropa a presentare il suo lavoro al Teatro Palladium di Roma. Dirige inoltre il Festival di performance Art "TEN", una maratona di performance art al Lanificio di Roma.
Ad aprile sarà ospite dell’Università di Lisbona, per un evento di performance art insieme ad altri artisti provenienti da tutto il mondo.

 

francescafini.com


L

The Alphabet from n9ve

 

The Alphabet è uno short film ideato da Alessandro Novelli e reperibile online che ha colpito la nostra attenzione. Definito dallo stesso autore uno “spelling video”, perché ogni lettera dell’alfabeto è lo spunto per giocare con i nomi e lo stile dei font tipografici. Un esperimento divertente e altamente creativo, che unisce cell-animation, motion, sfx. Con una musica da film muto che completa l’opera!


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