NOT - News On Trend è la newsletter mensile di informazione su innovazione e tendenze in campi quali eventi, marketing alternativo, pubblicità, media, entertainment, fenomeni sociali powered by Filmmaster Group
999 giorni fa, quando l’iPad
ancora non esisteva e i siti di tanti
quotidiani internazionali non erano poi
così navigabili, sognavo il giorno nel
quale avrei potuto condividere news e
opinioni da casa o in viaggio, senza
scendere dal giornalaio. Senza
frontiere, senza freni, divenendo parte
di una notizia globale, social e
ipertestuale.
999 giorni dopo, in
treno, scorro i siti di Repubblica,
Corriere della Sera, e poi di quotidiani
internazionali, dal NYT a Le Monde.
Cosa scopro?
Notizie-Titolo di poche righe accanto a
un sacco di foto e a video zeppi di adv
fastidiose come zecche.
E soprattutto, migliaia
di inutili “fattoidi” (termine coniato
da Norman Mailer nel 1973 per definire
eventi minimi o inverosimili che
esistono solo perché pubblicati su un
media). Impietosamente miscelati alle
news sugli eventi chiave, in modo tale
da non poter più distinguere.
Pitoni trovati in bagno,
il "topless" di Demi Moore, scoiattoli
che danzano, le ginocchia rugose delle
vip, l’albergo a forma di scarpa, il gol
da centrocampo di un oscuro calciatore
cileno, Michelle Obama che gioca a
tennis, l’opossum con gli occhi storti.
Uhmmm. Forse non è questo
il progresso che sognavo. E il modo per
guidare, anche le generazioni che
seguiranno, a crearsi una coscienza.
Perché, per cambiare il mondo, devi
prima imparare a capirlo. E un opossum
con gli occhi storti, non aiuterà mai a
vederlo dal lato giusto.
Sparare a raffica su candidi
capi di abbigliamento. Chi, tra di voi,
almeno una volta non ha sognato di farlo?
Qualche settimana fa, nelle
rigorose terre scandinave, si è dato libero
sfogo a quell’istinto quasi primordiale
d’imbrattamento libero del bianco e del
pulito attraverso un’operazione davvero
interessante firmata, non a caso, dal brand
di sapone Ariel.
È così che all’interno della
stazione centrale di Stoccolma è stata
costruita una stanza in plexiglass al cui
interno sono state collocate delle maglie e
delle camicie pulite. Un robot, azionato
tramite la pagina ufficiale Facebook di
Ariel, ha permesso una straordinaria live
game experience a tutti gli users che si
sono messi alla prova. Obiettivo del gioco?
Macchiare le maglie e le camicie che
scorrevano lungo il binario installato
all’interno della stanza costruita nella
stazione. Un doppio messaggio promozionale
che ha unito l’installazione dall’alta
visibilità, alla live game experience
attraverso il social network più famoso del
mondo. Come dire una promozione a 360° dalla
portata enorme: ben 22.000 persone si sono
sfidate a colpi di Ariel Shoot.
La manìa principale del
turista è di fotografare. Scatti compulsivi
ad immortalare un monumento, una persona, un
piatto, un particolare. Fotografi
improvvisati e fuori controllo che vogliono
conservare la loro esperienza di viaggio
racchiudendola dentro una macchinetta
fotografica.
Tra i leaders indiscussi
delle fotografie a qualunque costo e in
qualunque ci sono i celeberrimi giapponesi
che hanno un posto d’onore in un
interessante libro fotografico. L’assunto di
partenza si basa su una domanda: e se
facessimo le foto a chi fa le foto?
E, se poi, le raccogliessimo
in un libro?
Peter Otto si è posto la
domanda e si è dato una risposta
raccogliendo le foto di tutti quei turisti
che amano immortalare il momento della loro
vacanza. Una raccolta interessante di foto
dal titolo Tourist Place. Era ora che
qualcuno desse risalto a chi fa le foto. Che
è poi è sempre quello che figura
tendenzialmente di meno nelle foto delle
proprie vacanze.
In principio fu un’istallazione del giovane
artista tedesco Aram Bartholl, a New York,
nel 2010. L’idea si è rivelata così geniale
da diventare subito una nuova abitudine,
andando a colmare un buco, è proprio il caso
di dirlo.
Nasce così il Dead Drop, da poco arrivato
anche in Italia, un nuovo modo di
condividere le informazioni attraverso la
città e i suoi muri.
Dead Drop è un concetto semplicissimo:
chiavette USB sparse in vari punti della
città, posizionate nelle intercapedini dei
muri (utilizzate le crepe già esistenti, mi
raccomando!), nelle cabine telefoniche
inutilizzate e in ogni intercapedine che
l’arredo urbano può offrire. Chiunque può
passare, agganciare il proprio portatile,
lap top, cellulare, e prelevare o lasciare
ciò che vuole: appunti universitari, poesie,
immagini, video, musica…
Un vero e proprio network peer to peer
anonimo in luoghi pubblici. Dotato di mappe
precise dei luoghi dove trovare le USB e
aggiornamenti continui sui nuovi spot che
vengono creati.
Settembre, mese di Fashion Week in tutto il
mondo. E mentre Milano si prepara, New York
e Londra hanno già calato il sipario e
dispensato le loro novità per l’inverno
prossimo. Se sulle passerelle si è notato un
ritorno alla sobrietà, “smorzato” soltanto
dall’utilizzo, ovunque, dell’intero spettro
dei colori fluo, le novità più originali
hanno interessato il concetto stesso di
“passerella” e “défilé”. Iniziamo con New
York, con l’incredibile mostra – evento
fashion di Andrew Buckler. Per presentare la
sua collezione AW 2011 ispirata ai colori e
i ritmi della vita metropolitana, il
designer ha bloccato l’intera Grand Street,
davanti al suo negozio, mescolando ai
passanti increduli e stupiti, modelli e
modelle in abiti grigi e neri. Un intenso
momento di spettacolo e moda anche quello
proposto da Thom Browne. Una vera e propria
“mise-en-scene”, con gli ospiti seduti in
platea: la riproduzione delle atmosfere dei
party degli anni ’20 e ’30, mobilio
raffinato, diversi ambienti ricreati e le
modelle che chiacchierano e si muovono sulla
scena come attrici, consapevoli dei tempi
teatrali. Ancora New York, dove Prism ha
scelto il rooftop dello Standard Hotel e il
formato del pool party per presentare la
collezione di lunettes firmata Anna Laub: le
modelle si son godute il sole e gli ospiti
l’immancabile champagne. Infine, Londra,
dove Christopher Raeburn ha scelto il
sofisticato Museum of London per mettere in
scena la sua istallazione S/S 2012: modelle
immobili, alla maniera di Vanessa Beecroft
ma vestite, davanti a campiture di colore,
abiti appesi e ospiti con il naso all’insù
come all’interno di una pinacoteca.
I drogati di caffeina adoreranno questo
nuovo trend nato a Berlino. I tedeschi lo
chiamano “fliegender kaffee”, che tradotto
dagli inglesi suona come “flying coffeee”,
ma comunemente decodificato in “free
coffee”. Avete capito bene, caffè gratiis.
Il “Fliegender Kaffee” è una forma di
promozione che interessa 12 bar di Berlino
(riconoscibili da un divertente sticker
posto sull’insegna), tra i quali alcuni dei
più originali e cool: il Café Nährreich a
Prenzlauer Berg e l’Heroes Café a Neukölln.
Ordini un caffè e ne “vinci” un altro da
consumare in seguito. Ma partiamo
dall’inizio. I bar sono stati scelti nelle
aree della città dove maggiormente vivono e
lavorano i giovani professionisti, che hanno
l’abitudine di occupare per ore tavolini e
poltrone dei caffè, lavorando con i loro
laptop. Il promotore dell’iniziativa, il
pubblicitario Maik Eimertenbrink, spiega
così l’operazione: “questi ragazzi si
riconoscono perché un mese sono senza soldi
e non possono permettersi nemmeno un caffè;
il mese dopo, magari, hanno più soldi del
solito e possono consumare tutti i caffè che
vogliono”. In questo modo, alle giovani
menti viene sempre assicurata una tazza
della loro fonte di ispirazione preferita.
Sulla
scia del successo crescente
che il fenomeno Nouveau
Cirque ha riscosso in tutto
il mondo (chapeau al Cirque
du Soleil), dopo le scuole
di Mosca e Montreal, dopo le
accademie australiane,
francesi e belghe, anche
l'Italia è lieta di
presentare la scuola di
circo. Dove? A Roma, grazie
a Circoart,
un corso professionale
gratuito rivolto ad attori,
danzatori, mimi, animatori,
musicisti, clown,
cabarettisti, artisti di
strada, giocolieri,
acrobati, ginnasti e
sportivi di qualsiasi
disciplina gestito da alcuni
dei migliori professionisti
del settore.
Quindi,
se vuoi diventare un
performer da circo, ecco il
corso che fa per te.
800 ore
di cui ben 160 di stage in
aziende del settore e
workshop con i maggiori
artisti del genere. E poi,
il debutto con il pubblico
vero.
Un
corso gratuito, per lavorare
nel circo, capirne tecniche
e suggestioni, e viverne h24
le emozioni. Per reinventare
una tecnica antica, almeno
quanto Roma.
Insomma, è stato da sempre
il vostro sogno? Allora
correte a scaricare il
modulo per presentare la
domanda sul sito www.studionetsrl.it E
dite che vi manda NOT...
L’idea di costruire uno
stadio dedicato nasce nel 1996. Oggi, l’idea
è diventata realtà ed è stata sugellata da
una cerimonia di altissimo livello, ideata
da Marco Balich, Presidente
K-events/Filmmaster Group. Stiamo parlando
del nuovo Juventus Stadium, primo impianto
in Italia di proprietà di un club sportivo:
41.000 posti, ottima visibilità (la fila più
vicina dista appena 7,5 metri dal campo),
alti standard qualitativi a livello di
sicurezza e di servizi. Ed un Premium Club
da 4000 posti che offre servizi esclusivi di
altissimo livello anche per le aziende.
«Sono molto fiero – ha dichiarato Marco
Balich - di aver avuto dalla Juventus
l’incarico di realizzare un evento così
importante per la storia del calcio e di
essere tornato nella città di Torino dove ho
curato le cerimonie olimpiche del 2006 ».
Uno show reso possibile grazie al lavoro di
numerosi volontari, diretti da uno dei
massimi esperti mondiali di coreografie di
massa, Bryn Walters. Tifosi e campioni
bianconeri di tutti i tempi protagonisti
dello show, che ha scelto di far leva sui
valori del club (tradizione, innovazione e
stile). Particolarmente emozionante la
coreografia finale, con oltre 420 performer
illuminati da costumi a led che hanno
composto la frase “Welcome Home”.
K-events
celebra le Giornate Mondiali della casa
motoristica Guzzi
Oltre 20.000
partecipanti provenienti da ogni angolo
d’Italia, d’Europa e del mondo, si sono
radunati a Mandello del Lario sul Lago di
Como il 16, 17 e 18 settembre scorso quando,
per festeggiare la veneranda età di 90 della
casa motoristica, Guzzi ha realizzato le
Giornate Mondiali Guzzi.
K-events ha
curato il concept, l’organizzazione e gli
allestimenti dello storico evento: dalla
conferenza stampa ai test ride, dal tour
nell’affascinante e storica sede
all’animazione serale con musica e
spettacoli fino alla premiazioni finali.
Proprio per festeggiare l’importante
ricorrenza, tutti i visitatori presenti
hanno potuto vedere dal vivo il grandioso
universo Moto Guzzi grazie ad un giro
speciale realizzato ad hoc all’interno della
storica factory: un viaggio suggestivo nei
luoghi simbolo della Guzzi come la galleria
del vento risalente agli anni ’50, l’area di
assemblaggio motori, l’area creativa con i
disegnatori del centro stile Guzzi, là dove
trova origine lo stile inconfondibiel. Il
suggestivo percorso ha raggiunto il suo
apice nell’area experience, una sorta di
scatola magica multimediale rivestita
all’interno con speciali pareti di
proiezione che hanno raccontato la storia e
il futuro di una delle aziende vanto del
made in Italy. Protagonista
delle giornate Guzzi, oltre i 20,000
motociclisti, è stato anche il direttore
artistico e Dj di Virgin Radio Ringo. La
direzione creativa di tutta la straordinaria
esperienza offerta ha portato la firma del
maestro Alfredo Accatino.
Filmmaster Mea (Middle East&Africa) ha
fimato la produzione di due nuovi spot per
Adib, AbuDhabi Islamic Banck e QNB, gruppi
bancari internazionali molto importanti.
Lo spot di QNB, lanciato in occasione delle
festività che segnano la fine del Ramadan,
racchiude al suo interno un ulteriore
aspetto straordinario legato alla direzione
dello spot stesso che porta la firma di
Nayla Al Khaja, la prima donna regista negli
Emirati Arabi.
6 filmati che si focalizzano sulla simpatia
e sulla tenerezza di un gruppo di bambini
questo il cuore dello spot che è andato on
air nei maggiori network televisivi del
Qatar.
Lo spot per Adib è stato invece seguito dal
regista di fama internazionale Jorge Rubia,
che ha realizzato uno stupendo filmato
emozionale che ha esploso l’importanza che
il nono mese del calendario musulmano ha per
la realizzazione della vita dei fedeli.
A chiudere il cerchio di questa
straordinaria produzione l’agenzia Rasas che
ha firmato la creatività e Zubin Mistry che
ha, invece, seguito la fotografia.
Un premio a
stelle e strisce per il regista di
Filmmaster
Un sodalizio nato ad inizio anno, quello tra
Filmmaster e Tony Kaye, che ha già dato
risultati sorprendenti. Dopo il successo
della campagna di Nastro Azzurro,
all’insegna dell’italianità, il regista
della famiglia Filmmaster torna a far
parlare di sé grazie al premio della critica
e della rivelazione Cartier al 37° Festival
del Cinema Americano Deauville. Kaye ha
ottenuto il premio ottenuto per Detachment,
capolavoro cinematografico sul sistema
scolastico americano con Adrien Brody, Lucy
Liu e James Caan, presentato già all’inizio
di giugno, in anteprima in Italia, da
Filmmaster. La pellicola, presentata al
Tribeca Film Festival di New York, è stata
accolta con una lunga standing ovation da
parte del pubblico presente in sala ed è
stata scelta da una giuria internazionale,
tra 14 film in competizione.
Nella carriera di del regista Marco Gentile
c’è Carrera. Marchio internazionale e icona
di stile nel fashion eyewear, Carrera ha
affidato al giovane regista di Filmmaster il
nuovo progetto di comunicazione mondiale del
marchio.
On air dal mese di settembre, la nuova
campagna di comunicazione After all No
Regrets ha come cuore pulsante lo
straordinario lavoro di Gentile che ha
realizzato un filmato che sta facendo
parlare di sé: uno stile inconfondibilmente
unico che ha messo il proprio talento al
servizio del concept creativo della
campagna. È sufficiente andare sul sito
carreraworld.com per godere dell’emozione
scaturita da una serie di immagini altamente
evocative che traducono una wish list di
cose da fare almeno una volta nella vita:
sposarsi a Las Vegas? Fare da bersaglio ad
un lanciatore di coltelli?
Filmmaster, che ha prodotto lo spot, ha reso
omaggio all’agenzia D’Adda Lorenzini
Vigorelli BBDO che ha firmato la creatività
della campagna con una presenza d’eccezione
con il cameo di un regista di fama
internazionale come Tony Kaye.
After all No Regrets!
Max Papeschi arriva alla
digital-art dopo l’esperienza da autore e
regista in ambito teatrale, televisivo e
cinematografico. Come artista figurativo il
suo approccio con l’Art-World è stato
d’immediato successo sia di pubblico che di
critica. Il suo lavoro Politically-Scorrect,
mostra una società globalizzata e consumista
rivelandone i suoi orrori in maniera
ironicamente realistica. Dal Topolino
Nazista al Ronald McDonald Macellaio le
icone cult perdono il loro effetto
tranquillizzante per trasformarsi in un
incubo collettivo. Ha esposto i suoi lavori
in molte gallerie in giro per il mondo.
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