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Punti di vista

Non posso nascondermi dietro a un dito. Una manciata... Leggi tutto »

Brio per Rio

Filmmaster Group vince la produzione esecutiva... Leggi tutto »

Behind the scene

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Paris VS New York

 

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Design Social

 

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C'è un app per i ricordi

 

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Potere alla massa

 

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La faccia della crisi

 

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Novità in strada

 

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Andras Calamandrei

 

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Un ago da calza

Il nuovo spot Calzedonia firmato Ago Panini... Leggi tutto »

Cosa non si fa per Campari

Joel Schumacher firma l’Attesa per il brand italiano... Leggi tutto »

Talento Giovane .5

L’argentino Daniel Rosenfeld arriva in Filmmaster... Leggi tutto »

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Non posso nascondermi dietro a un dito.

 

Una manciata di giorni fa ho sollevato un vero casino, dando vita a una delle notizie più cliccate e condivise su social e web in Italia.

Tutto è partito da una “Lettera Aperta ai Creativi e ai Lavoratori della Mente” nata per ribadire un semplice concetto: la creatività, in tutte le sue forme e linguaggi, deve tornare al centro della politica e dell’agenda di questo Paese (e di tutti i Paesi).

Questo vuol dire, di conseguenza, più diritti e nuove forme di tutela per un pubblico di talenti troppo spesso anonimi e invisibili. Ma anche una nuova legislazione su protezione dell’idea e diritto d’autore. Con il dovere, da parte degli stessi creativi, ad impegnarsi per cambiare le cose e incidere sempre di più su scelte e  decisioni. Per valorizzare la “cultura del bello”, ponendola come strumento e come fine. In una stretta connessione con ricerca tecnologica e istanze del mondo giovanile.   

     
Un percorso che potrebbe sembrare utopico.

Ma a noi creativi, si sa, piacciono le utopie.

Per questo vi chiedo, oltre che di leggere la lettera da cui tutto è scaturito, di segnalare sul sito le vostre informazione su come la creatività è tutelata oggi in Europa (nei paesi dove vivono e lavorano i lettori di NOT), negli Stati Uniti, nel Mea, nei mercati asiatici. E suggerire temi e azioni.
Un redazionale, come vedete, diverso da tutti gli altri. Nel bene e nel male.

Ma i creativi, si sa, sono tipi veramente imprevedibili. O almeno, dovrebbero provarci.

 

 

Alfredo Accatino

www.creativi.eu

 

 

 

 

 

 

 

 

 


BEHIND

THE SCENES

L’ultimo spot per L’Oréal

 

Un video che sta facendo il giro della Rete. Titolo della campagna realizzata per il brand L’Oréal è Go beyond the Cover. La produzione è frutto dell’interessante collaborazione tra Rico Genest (aka Zombie Boy) e Demablend Professional, i professionisti dei laboratori Vichy specializzati in coperture estreme realizzate attraverso il trucco.

Zombie Boy è uno degli uomini più tatuati al mondo e, per celebrare il brand di cosmesi francese, si è sottoposto ad una copertura quasi totale del proprio corpo con una polvere efficacemente coprente. L’impatto visivo è straordinario, l’evoluzione del video racconta di come un uomo tatuato per la maggior parte del proprio corpo “rinasce bambino” con un’epidermide candida e pura. Lo spot sta facendo il giro del mondo e noi non potevamo inserirlo come nostro Nota Bene.

Geniale lo spunto contenuto all’interno mirante ad esaltare le proprietà coprenti della crema attraverso l’utilizzo di un “manichino” umano. Eccezionale il confronto before and after!

 

gobeyondthecover.com 


PARIS VS

NEW YORK

Icone e cliches da una parte all’altra dell’Oceano

 

Magari il nome non vi dirà molto, ma Vahram Muratyan è un illustratore/graphic designer che si è divertito a creare un “friendly visual match” tra due love-cities: Parigi e New York.  Parigino di nascita, ma amante della grande mela,  si è divertito a confrontare le sue città attraverso luoghi comuni, icone, usanze ma anche cliches: una sfida eterna che passa tra la 5th Avenue e gli Champs Elysèes, tra la Tour Eiffel e la Statua della Libertà.

Un confronto divertente nato inizialmente come blog e diventato prima un’esposizione di poster all’interno di Colette, cool destination parigina, poi un teatable book richiestissimo dalle librerie di design. Un contenuto multitasking che sembra non esaurirsi e non esaurire mai la sua originalità, essendo tantissimi i simboli e le icone legate all’identità urbana delle due città da cui prendere spunto. Lasiamo la parola alle immagini!

 

parisvsnyc.blogspot.com


DESIGN SOCIAL
Vi presentiamo Fab.com
 

Chi ha detto che il “design per tutti” è un modello di marketing valido soltanto per Ikea?
L’evoluzione dell’e-commerce ha fatto emergere realtà sempre più interessanti, capaci di coniugare prezzi convenienti con la vendita on-line di oggetti esclusivi.
Fab.com è una di queste realtà. E ha scelto di puntare sul social.
Mentre il gigante svedese si è da sempre imposto con la produzione di massa di articoli a basso prezzo, spesso “ispirandosi” ad idee originali altrui, Fab.com propone una selezione di prodotti firmati da designer e aziende in start-up, che offrono all’asta i propri oggetti.
A volte, occorre affrettarsi perché sono pochissimi i pezzi a disposizione per ciascun articolo.
Il sito consente di acquistare solo se si è invitati da qualcuno che è già membro. E prevede un meccanismo di incentivi per la promozione “virale” attraverso i social network.
Se uno degli amici che ho invitato acquista, io guadagno un credito da spendere sul sito.
Originale, no?

 
fab.com

 


C’E’ UN APP

PER I RICORDI

L’ultima applicazione di casa Apple

 

Il celeberrimo spot recitava: C’è un App per tutto.

Nella storia racchiuso in questo pezzo noi di Not decidiamo di rimarcare questo valore aggiunto fortissimo, peculiarità indiscussa dello smartphone della mela.

Chi di voi non ha, almeno una scatola delle scarpe dove ripone le vecchie foto in  bianco  e nero, o quelle a colori che il tempo ha ingiallito un pò? Almeno una scatola di foto e vecchi ricordi allegati è presente in ogni casa ed è proprio da questo assunto che è nata l‘ennesima, stravagante applicazione Apple: Shoebox.

Un’applicazione che va a sostituire l’ormai passata scatola delle scarpe che può esser finalmente distrutta. Fai una foto con il tuo iPhone e la Shoebox applicazion te la fa archiviare esattamente come se stessi inserendo la foto nella scatola dei ricordi da riporre in soffitta solo che, in questo caso, la riponi nel tuo cell.

I vecchi ricordi tornano in auge perché più facilmente fruibili, riviviamo le memorie quando vogliamo e le condividiamo con i nostri amici in pochissimi secondi senza bisogno di andare nel ripostiglio a prendere la scatola impolverata.

I nostri antenati, in posa nelle foto ingiallite, tornano a nuova vita grazie alla Shoebox.

 

apple.com


POTERE

ALLA MASSA

Il crowdsourcing per scrivere la Costituzione

L’Islanda è un paese che si fonda sulla democrazia. E la democrazia, in Islanda, si fonda su Facebook, Twitter, YouTube…Dei 320 mila cittadini islandesi, i due terzi hanno un profilo su Facebook. La nuova carta costituzionale dell'Islanda si sta infatti scrivendo su Internet, in particolare grazie ai social network: è su Facebook che il lavoro della Commissione Costituzionale viene vagliato, discusso, integrato, modificato.
La crisi ha messo l’Islanda in ginocchio: ha azzerato le banche e le istituzioni. Da questo crollo, il Governo ha deciso di ripartire da zero, dotandosi di una nuova Costituzione che andrà a sostituire quella del 1944, anno dell’indipendenza dalla Danimarca.
"Credo che questa sia la prima volta che una Costituzione viene stilata praticamente attraverso Internet", ha detto al Guardian Thorvaldur Gylfason, membro della Commissione Costituzionale e Professore di Economia all’Universitò di Reikiavik. "L'opinione pubblica può così assistere alla nascita del nuovo documento”, diversamente da quanto sempre successo per le commissioni costituenti, quando i padri costituenti preferivano rinchiudersi in un luogo fuori mano, privo d'influssi esterni".
L'idea di base è rivoluzionaria: coinvolgere i cittadini all'inizio e non alla fine, con il referendum confermativo. 950 cittadini sono stati quindi scelti a caso, tramite il crowdsourcing, per partecipare a una giornata di dibattito sulla futura Costituzione. Le riunioni del Consiglio sono aperte al pubblico e trasmesse in diretta sul sito web e sulla pagina Facebook della Commissione, che ha anche un account Twitter, una pagina su YouTube e un account Flickr con le foto dei venticinque consiglieri.

guardian.co.uk
 


LA FACCIA

DELLA CRISI

I brokers con le mani sulla faccia

Un’idea che poteva nascere solo in tempi di crisi economica, di crisi nera: creare un blog che racconti lo sfacelo della Borsa attraverso la fisiognomica di chi la crisi la crea, la legge, la divulga, la combatte: i brokers. Il blog non è nuovo (il primo post risale al 2008), ma oggi è diventato “cinicamente” di moda, tra pubblicitari, giornalisti ed economisti.
Scorrendo le foto, ci rendiamo conto che non esistono distinzioni di paese, razza, genere, preferenze sessuali; un vero e proprio termometro non solo dell’andamento del mercato ma anche degli umori-malumori della società intera. Terribile, ma anche divertente, avrà pensato Matthew R. Robinson, fondatore del blog. La chiave del blog è la sua estrema semplicità: nessuna parola, solo date e immagini. Lecito chiedersi cosa ci sia di tanto divertente in tanta disperazione.

L'unica giustificazione si può trovare nella disoccupazione del blogger, che ha affermato: “Ora non trovo più la cosa divertente. Il blog? Lo terrò in vita almeno finchè non troverò un lavoro: forse anche per questo spero che diventi obsoleto in fretta…”.

brokershandsontheirfacesblog.tumblr.com
 


NOVITÀ IN STRADA
Bodies in Urban Spaces

È di queste ultime ore la diffusione virale di una nuova forma di arte urbana che sta facendo il giro del mondo. Dopo il parkour è giunto il momento dei Bodies in Urban Spaces, direttamente dalla patria di Mozart: l’Austria.
Proprio dallo stato middle europeo che è stata lanciata questa nuova tendenza nel mirabolante mondo della street art grazie a due artisti viennesi Cie. e Willi Dorner. Il progetto si colloca a metà tra arte e performance con un chiaro richiamo alla scultura utilizzando gli spazi urbani con i corpi delle persone, vestiti con delle felpe coloratissime che vanno in cromatica contrapposizione col grigio del cemento urbano, che si infilano negli spazi della architetture cittadine con il volto coperto.

Un bisogno, affermato ancora una volta, di riappropriarsi degli spazi della città in una maniera quasi carnale. Willi Dorner ha girato il mondo in tournée utilizzando “corpi” diversi in ogni angolo di mondo, per la gran parte artisti locali e ballerini dal fisico flessibile, forte ma leggero.
Appropriarsi degli spazi urbani “di persona” è il nuovo trend nel mondo della urban art.

designboom.com


 


 
     

 

BRIO PER RIO

Filmmaster Group vince la produzione esecutiva dei maggiori eventi delle Olimpiadi di Rio 2016

 

Il primo oro italiano per le Olimpiadi di Rio del 2016 è stato già assegnato anche se le competizioni non sono ancora iniziate. Filmmaster Group si aggiudica le cerimonie olimpiche a Rio de Janeiro per l’evento olimpico del 2016 che segnerà un’epoca per tutto il paese sudamericano. Il comitato Olimpico di Rio 2016, dopo una gara internazionale, ha emesso la fumata bianca affidando l’incarico della creazione e produzione delle Cerimonie Olimpiche e Paralimpiche al Consorzio Cerimonias Cariocas nato dalla partnership italo-brasiliana formata da Filmmaster Group e da SRCOM. 

Ben 5 mesi di gara alla quale hanno partecipato 12 tra le aziende internazionali tra i player più accreditati a livello mondiale per la creazione delle grandi cerimonie.
Il consorzio Cermonias Cariocas 2016 ha ottenuto il punteggio più alto su tutti gli aspetti del processo di selezione del Comitato; come la comprovata esperienza, l’approccio suggerito per cerimonie e i grandi eventi live correlati alle Olimpiadi e la metodologia di gestione.

La prima medaglia per il nostro paese è stata assegnata ed il team di Marco Balich è già al lavoro per preparare il campo agli atleti olimpionici del futuro assieme ad Abel Gomes, uno degli attori principali dell’intrattenimento carioca, a Flavio Machado partner di SRCOM e Ric Birch, consulente di mega eventi e professionista di fama internazionale.

Emblematica l’affermazione del Presidente del Comitato Carlos Arthur Nuzman: “Questa scelta mette insieme il talento brasiliano nella produzione di eventi e l’esperienza internazionale nell’organizzazione di cerimonie olimpiche. La sinergia dimostrata dalle due aziende è la perfetta combinazione che esprime la vera essenza di Rio 2016”.

E allora: Brio per Rio!

 

filmmaster.com


E VISTO CHE OGGI PARLIAMO 
DI BRASILE E DI RIO...
 

Wilser Nigliaty -KEEP WALKING, BRAZIL, Johnnie Walker


UN AGO DA CALZA

Il nuovo spot Calzedonia firmato Ago Panini

 

Girato in Spagna con il supporto della nuova sede Filmmaster di Madrid, il nuovo spot di Calzedonia è stato realizzato per celebrare i primi 25 anni dell’azienda di calze e abbigliamento underwear.

Per questa importante occasione è stato coinvolto nel progetto un regista di grande livello e di grande fama: Ago Panini che da subito si è mostrato felice di collaborare insieme alla cdp, di cui Giorgio Marino è presidente.  Già in passato importanti collaborazioni erano state realizzate tra Filmmaster ed il grande regista italiano, collaborazioni che rimarrano per sempre nella storia della pubblicità.

Giorgio Marino entusiasta di questa collaborazione afferma: “Abbiamo collaudato il potenziale della sede di Filmmaster Madrid. Un “colossal” ma gestito con agilità produttive e infinite risorse di location originali e puntuali con l’esigenze del cliente. Abbiamo girato di notte in uno degli aeroporti più grandi d’Europa, ottenuto i permessi nonostante fossero ancora vivi gli spettri degli attentati che la città ha subito da parte degli estremisti. Inoltre, la ricchezza e i vantaggi che il paese iberico è stato in grado di offrirci sono tali che, insieme al cliente e all’agenzia, siamo riusciti a dare vita ad una produzione di grande qualità..”

Da 25 anni insieme è il nome del nuovo spot per Calzedonia e l’augurio che la più importante casa di produzione pubblicitaria italiana si fa per una collaborazione il più possibile duratura con Ago Panini.

 

filmmaster.com


COSA NON SI FA PER CAMPARI

Joel Schumacher firma l’Attesa per il brand italiano

 

Batman Forever, Batman & Robin, Il fantasma dell’opera, Il Cliente, In linea con l'assassino, Un giorno di ordinaria follia. Ed ora, l’Attesa. Non contento dei tanti successi inanellati nella sua carriera stellata, Joel Schumacher ha accettato l’ennesima sfida creativa, firmando la nuova campagna comunicazione di Campari, on air dal 21 novembre 2011. Il film, prodotto da Filmmaster e ideato da BCube, racconta il tema dell’attesa come essenza del piacere: la preparazione del Campari, prima ancora dell’occasione per gustarlo, è essa stessa un piacere. Un mix di barocco e moderno, Versailles e Laboutin nello scenario creato da Schumacher: attraverso una serie di immagini suggestive e una scenografia ricchissima di dettagli e sovrapposizioni di stile, ci trasporta in uno  stato di meravigliosa euforia, vissuta e condivisa, accompagnata dal rito dell’aperitivo con Campari. Il Director’s Cut di Schumacher è stato presentato al Roma Festival Internazionale del Film di Roma, svelando dettagli inediti e una melodia appositamente composta. Una selezione di immagini che hanno reso il corto una vera chicca per tutti i presenti al Festival.

 

filmmaster.com

facebook.it/CampariItalia

campari.com


 

TALENTO GIOVANE.5

L’argentino Daniel Rosenfeld arriva in Filmmaster

 

La ricerca per i giovani talenti non si ferma in casa Filmmaster. Il talento n°5 in esclusiva per la casa di produzione italiana (dopo Marco Gentile, Jason Harighnton, Tony Kaye, Alessandro Pacciani) è l’argentino Daniel Rosenfeld, affermato regista di film, documentari e campagne pubblicitarie. Un ingresso importante, sancito con Le cose più belle si fanno in due, la nuova campagna multisoggetto di Vodafone in onda in questi giorni. “Con Daniel c’è stato un feeling immediato”, spiega Lorenzo Cefis, partner ed executive producer di Filmmaster. “Mi ha colpito, oltre che per le capacità registiche, anche e soprattutto per le sue doti umane, ovvero per la fiducia che riesce a trasmettere, per l’impegno e la tenacia nel portare a termine le sue idee, per lo spirito di collaborazione e per il sorriso costante e il buon umore che è in gradi di infondere a tutto il team.” Classe 1973, Daniel comincia la sua carriera come assistente regista per Alejandro Agresti; successivamente dirige Saluzzi, il suo primo film documentario su Dino Saluzzi, compositore dei brani per film di Godard e Almodovar, presentato al Festival Internazionale del Cinema di Berlino; arriva dunque “The Chimera of heroes”, film per il quale riceve il Premio per la Miglior Regia e il Premio Speciale della Giuria al Festival del Cinema di  Venezia. In più, numerosi spot per Pepsi, Continental, Close up.

 

facebook.com

filmmaster.com


ANDRAS CALAMANDREI

Il protagonista di questa copertina

 

Andras Calamandrei, nato a Zofingen (CH) il 4 Agosto 1975, si diploma presso la scuola di fotografia “Fondazione Studio Marangoni” a Firenze. Nel 2001 viene invitato al “Artworkshop 01” (Centro d’Arte Contemporaneo Casino Luxenbourg) curato da Paul Di Felice, Christian Gattinoni y Wim Delvoye. Tra il 2003 e il 2004 viene selezionato in differenti workshop tenuti da Arno Minkknen, Katarzina Kozira e il collettivo Stalker. Nel 2009 viene invitato a partecipare a un workshop con Kevin Power e al “LIPAC-Laboratory of Investigation into Contemporary Art Practice” con Atelier Van Lieshout, Raimond Chaves, Lara Almarcegui, and Marta Minujin.
Tra le sue principali mostre collettive e personali: Back to 04.04.99, curata da Nicoletta Leonardi, Archivio Fotografico Toscano, Prato, e Rencontres d’Arles, 2002; Contested Space, curata da Marco Scotini, Spazio Alcatraz, Firenze, 2003; Networking – The cities of the people, curata da Marco Scotini, Ex Macelli, Prato, 2003; Available Space - Desautorazione, Palazzo Santa Margherita, Modena e presso il centro Kunsthaus Tacheles Cultural Center, Berlin, 2003-2004; Empowerment, curata da Marco Scotini, Villa Croce Contemporary Art Museum, Genova, 2004; Rotte metropolitane: The Visible City, curata da Daria Filardo, Ex Carcere le Murate, Firenze, 2004; Empresas Recuperadas, Casa della Cultura di Buenos Aires e al Ministero del Lavoro, Buenos Aires, 2005 e 2007; Hermes 1999-2006, Festival de la Luz, Buenos Aires, 2006; Hermes 1999-2007 curata da Marta Casati, Photoshow, Milano, 2007; Seek Refuge, curata da Marta Casati, Venezia 2008; You don’t have to be sure, curata da a.titolo, CESAC Centre for Contemporary Arts, Cuneo, 2010.

Attualmente in mostra a Magazzino 1b di Prato con sometimes I wish I could swallow up all the esiste words. e a Novembre a New York per Producing Censorship del Premio Celeste.


Losers from Everynone

 

 

Produced by Epoch Films epochfilms.com

Original Score by Keith Kenniff unseen-music.com

Producers
Jon Messner
Alexandra Brown
Brielle Murray


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