NOT - News On Trend è la newsletter mensile di informazione su innovazione e tendenze in campi quali eventi, marketing alternativo, pubblicità, media, entertainment, fenomeni sociali powered by Filmmaster Group
Una manciata di giorni fa ho sollevato
un vero casino, dando vita a una delle
notizie più cliccate e condivise su
social e web in Italia.
Tutto è partito da una “Lettera
Aperta ai Creativi e ai Lavoratori della
Mente” nata per ribadire un semplice
concetto: la creatività, in tutte le
sue forme e linguaggi, deve tornare al
centro della politica e dell’agenda di
questo Paese (e di tutti i Paesi).
Questo vuol dire, di conseguenza, più
diritti e nuove forme di tutela per un
pubblico di talenti troppo spesso anonimi e
invisibili. Ma anche una nuova
legislazione su protezione dell’idea e
diritto d’autore. Con il dovere, da
parte degli stessi creativi, ad
impegnarsi per cambiare le cose e
incidere sempre di più su scelte e decisioni.
Per valorizzare la “cultura del bello”,
ponendola come strumento e come fine. In
una stretta connessione con ricerca
tecnologica e istanze del mondo
giovanile.
Un percorso che potrebbe sembrare
utopico.
Ma a noi creativi, si sa,
piacciono le utopie.
Per questo vi
chiedo, oltre che di leggere la lettera
da cui tutto è scaturito, di segnalare
sul sito le vostre informazione su come
la creatività è tutelata oggi in Europa
(nei paesi dove vivono e lavorano i
lettori di NOT), negli Stati Uniti, nel
Mea, nei mercati asiatici. E
suggerire temi e azioni.
Un redazionale, come vedete, diverso da
tutti gli altri. Nel bene e nel male.
Ma i creativi, si sa, sono tipi
veramente imprevedibili. O almeno,
dovrebbero provarci.
Un video che sta facendo il giro della Rete.
Titolo della campagna realizzata per il
brand L’Oréal è Go beyond the Cover. La
produzione è frutto dell’interessante
collaborazione tra Rico Genest (aka Zombie
Boy) e Demablend Professional, i
professionisti dei laboratori Vichy
specializzati in coperture estreme
realizzate attraverso il trucco.
Zombie Boy è uno degli uomini più tatuati al
mondo e, per celebrare il brand di cosmesi
francese, si è sottoposto ad una copertura
quasi totale del proprio corpo con una
polvere efficacemente coprente. L’impatto
visivo è straordinario, l’evoluzione del
video racconta di come un uomo tatuato per
la maggior parte del proprio corpo “rinasce
bambino” con un’epidermide candida e pura.
Lo spot sta facendo il giro del mondo e noi
non potevamo inserirlo come nostro Nota
Bene.
Geniale lo spunto contenuto
all’interno mirante ad esaltare le proprietà
coprenti della crema attraverso l’utilizzo
di un “manichino” umano. Eccezionale il
confronto before and after!
Icone e cliches da una parte
all’altra dell’Oceano
Magari il nome non vi dirà molto, ma Vahram
Muratyan è un illustratore/graphic designer
che si è divertito a creare un “friendly
visual match” tra due love-cities: Parigi e
New York. Parigino di nascita, ma amante
della grande mela, si è divertito a
confrontare le sue città attraverso luoghi
comuni, icone, usanze ma anche cliches: una
sfida eterna che passa tra la 5th Avenue e
gli Champs Elysèes, tra la Tour Eiffel e la
Statua della Libertà.
Un confronto
divertente nato inizialmente come blog e
diventato prima un’esposizione di poster
all’interno di Colette, cool destination
parigina, poi un teatable book
richiestissimo dalle librerie di design. Un
contenuto multitasking che sembra non
esaurirsi e non esaurire mai la sua
originalità, essendo tantissimi i simboli e
le icone legate all’identità urbana delle
due città da cui prendere spunto. Lasiamo la
parola alle immagini!
Chi ha detto che il “design per tutti” è un
modello di marketing valido soltanto per
Ikea?
L’evoluzione dell’e-commerce ha fatto
emergere realtà sempre più interessanti,
capaci di coniugare prezzi convenienti con
la vendita on-line di oggetti esclusivi.
Fab.com è una di queste realtà. E ha scelto
di puntare sul social.
Mentre il gigante svedese si è da sempre
imposto con la produzione di massa di
articoli a basso prezzo, spesso
“ispirandosi” ad idee originali altrui,
Fab.com propone una selezione di prodotti
firmati da designer e aziende in start-up,
che offrono all’asta i propri oggetti.
A volte, occorre affrettarsi perché sono
pochissimi i pezzi a disposizione per
ciascun articolo.
Il sito consente di acquistare solo se si è
invitati da qualcuno che è già membro. E
prevede un meccanismo di incentivi per la
promozione “virale” attraverso i social
network.
Se uno degli amici che ho invitato acquista,
io guadagno un credito da spendere sul sito.
Originale, no?
Il celeberrimo spot recitava: C’è un App per
tutto.
Nella storia racchiuso in questo pezzo noi
di Not decidiamo di rimarcare questo valore
aggiunto fortissimo, peculiarità indiscussa
dello smartphone della mela.
Chi di voi non ha, almeno una scatola delle
scarpe dove ripone le vecchie foto in
bianco e nero, o quelle a colori che il
tempo ha ingiallito un pò? Almeno una
scatola di foto e vecchi ricordi allegati è
presente in ogni casa ed è proprio da questo
assunto che è nata l‘ennesima, stravagante
applicazione Apple: Shoebox.
Un’applicazione che va a sostituire l’ormai
passata scatola delle scarpe che può esser
finalmente distrutta. Fai una foto con il
tuo iPhone e la Shoebox applicazion te la fa
archiviare esattamente come se stessi
inserendo la foto nella scatola dei ricordi
da riporre in soffitta solo che, in questo
caso, la riponi nel tuo cell.
I vecchi ricordi tornano in auge perché più
facilmente fruibili, riviviamo le memorie
quando vogliamo e le condividiamo con i
nostri amici in pochissimi secondi senza
bisogno di andare nel ripostiglio a prendere
la scatola impolverata.
I nostri antenati, in posa nelle foto
ingiallite, tornano a nuova vita grazie alla
Shoebox.
L’Islanda è un paese che si fonda sulla
democrazia. E la democrazia, in Islanda, si
fonda su Facebook, Twitter, YouTube…Dei 320
mila cittadini islandesi, i due terzi hanno un
profilo su Facebook. La nuova carta
costituzionale dell'Islanda si sta infatti
scrivendo su Internet, in particolare grazie
ai social network: è su Facebook che il
lavoro della Commissione Costituzionale
viene vagliato, discusso, integrato,
modificato.
La crisi ha messo l’Islanda in ginocchio: ha
azzerato le banche e le istituzioni. Da
questo crollo, il Governo ha deciso di
ripartire da zero, dotandosi di una nuova
Costituzione che andrà a sostituire quella
del 1944, anno dell’indipendenza dalla
Danimarca.
"Credo che questa sia la prima volta che una
Costituzione viene stilata praticamente
attraverso Internet", ha detto al Guardian
Thorvaldur Gylfason, membro della
Commissione Costituzionale e Professore di
Economia all’Universitò di Reikiavik.
"L'opinione pubblica può così assistere alla
nascita del nuovo documento”, diversamente
da quanto sempre successo per le commissioni
costituenti, quando i padri costituenti
preferivano rinchiudersi in un luogo fuori
mano, privo d'influssi esterni".
L'idea di base è rivoluzionaria: coinvolgere
i cittadini all'inizio e non alla fine, con
il referendum confermativo. 950 cittadini
sono stati quindi scelti a caso, tramite il
crowdsourcing, per partecipare a una
giornata di dibattito sulla futura
Costituzione. Le riunioni del Consiglio sono
aperte al pubblico e trasmesse in diretta
sul sito web e sulla pagina Facebook della
Commissione, che ha anche un account
Twitter, una pagina su YouTube e un account
Flickr con le foto dei venticinque
consiglieri.
Un’idea che poteva nascere solo in tempi di
crisi economica, di crisi nera: creare un
blog che racconti lo sfacelo della Borsa
attraverso la fisiognomica di chi la crisi
la crea, la legge, la divulga, la combatte:
i brokers. Il blog non è nuovo (il primo
post risale al 2008), ma oggi è diventato
“cinicamente” di moda, tra pubblicitari,
giornalisti ed economisti.
Scorrendo le foto, ci rendiamo conto che non
esistono distinzioni di paese, razza,
genere, preferenze sessuali; un vero e
proprio termometro non solo dell’andamento
del mercato ma anche degli umori-malumori
della società intera. Terribile, ma anche
divertente, avrà pensato Matthew R.
Robinson, fondatore del blog. La chiave del
blog è la sua estrema semplicità: nessuna
parola, solo date e immagini. Lecito
chiedersi cosa ci sia di tanto divertente in
tanta disperazione.
L'unica giustificazione
si può trovare nella disoccupazione del
blogger, che ha affermato: “Ora non trovo
più la cosa divertente. Il blog? Lo terrò in
vita almeno finchè non troverò un lavoro:
forse anche per questo spero che diventi
obsoleto in fretta…”.
È di queste ultime ore la diffusione virale
di una nuova forma di arte urbana che sta
facendo il giro del mondo. Dopo il parkour è
giunto il momento dei Bodies in Urban
Spaces, direttamente dalla patria di Mozart:
l’Austria.
Proprio dallo stato middle europeo che è
stata lanciata questa nuova tendenza nel
mirabolante mondo della street art grazie a
due artisti viennesi Cie. e Willi Dorner. Il
progetto si colloca a metà tra arte e
performance con un chiaro richiamo alla
scultura utilizzando gli spazi urbani con i
corpi delle persone, vestiti con delle felpe
coloratissime che vanno in cromatica
contrapposizione col grigio del cemento
urbano, che si infilano negli spazi della
architetture cittadine con il volto coperto.
Un bisogno, affermato ancora una volta, di
riappropriarsi degli spazi della città in
una maniera quasi carnale. Willi Dorner ha
girato il mondo in tournée utilizzando
“corpi” diversi in ogni angolo di mondo, per
la gran parte artisti locali e ballerini dal
fisico flessibile, forte ma leggero.
Appropriarsi degli spazi urbani “di persona”
è il nuovo trend nel mondo della urban art.
Filmmaster
Group vince la
produzione esecutiva dei maggiori
eventi delle Olimpiadi di Rio
2016
Il primo oro italiano per le
Olimpiadi di Rio del 2016 è stato
già assegnato anche se le
competizioni non sono ancora
iniziate. Filmmaster Group si
aggiudica le cerimonie olimpiche a
Rio de Janeiro per l’evento olimpico
del 2016 che segnerà un’epoca per
tutto il paese sudamericano. Il
comitato Olimpico di Rio 2016, dopo
una gara internazionale, ha emesso
la fumata bianca affidando
l’incarico della creazione e
produzione delle Cerimonie Olimpiche
e Paralimpiche al Consorzio
Cerimonias Cariocas nato dalla
partnership italo-brasiliana formata
da Filmmaster Group e da SRCOM.
Ben 5 mesi di gara alla quale hanno
partecipato 12 tra le aziende
internazionali tra i player più
accreditati a livello mondiale per
la creazione delle grandi cerimonie.
Il consorzio Cermonias Cariocas 2016
ha ottenuto il punteggio più alto su
tutti gli aspetti del processo di
selezione del Comitato; come la
comprovata esperienza, l’approccio
suggerito per cerimonie e i grandi
eventi live correlati alle Olimpiadi
e la metodologia di gestione.
La prima medaglia per il nostro
paese è stata assegnata ed il team
di Marco Balich è già al lavoro per
preparare il campo agli atleti
olimpionici del futuro assieme ad
Abel Gomes, uno degli attori
principali dell’intrattenimento
carioca, a Flavio Machado partner di
SRCOM e Ric Birch, consulente di
mega eventi e professionista di fama
internazionale.
Emblematica l’affermazione del
Presidente del Comitato Carlos
Arthur Nuzman: “Questa scelta mette
insieme il talento brasiliano nella
produzione di eventi e l’esperienza
internazionale nell’organizzazione
di cerimonie olimpiche. La sinergia
dimostrata dalle due aziende è la
perfetta combinazione che esprime la
vera essenza di Rio 2016”.
Girato in Spagna con il
supporto della nuova sede Filmmaster di
Madrid, il nuovo spot di Calzedonia è stato
realizzato per celebrare i primi 25 anni
dell’azienda di calze e abbigliamento
underwear.
Per questa importante
occasione è stato coinvolto nel progetto un
regista di grande livello e di grande fama:
Ago Panini che da subito si è mostrato
felice di collaborare insieme alla cdp, di
cui Giorgio Marino è presidente. Già in
passato importanti collaborazioni erano
state realizzate tra Filmmaster ed il grande
regista italiano, collaborazioni che
rimarrano per sempre nella storia della
pubblicità.
Giorgio Marino entusiasta di
questa collaborazione afferma: “Abbiamo
collaudato il potenziale della sede di
Filmmaster Madrid. Un “colossal” ma gestito
con agilità produttive e infinite risorse di
location originali e puntuali con l’esigenze
del cliente. Abbiamo girato di notte in uno
degli aeroporti più grandi d’Europa,
ottenuto i permessi nonostante fossero
ancora vivi gli spettri degli attentati che
la città ha subito da parte degli
estremisti. Inoltre, la ricchezza e i
vantaggi che il paese iberico è stato in
grado di offrirci sono tali che, insieme al
cliente e all’agenzia, siamo riusciti a dare
vita ad una produzione di grande qualità..”
Da 25 anni insieme è il nome
del nuovo spot per Calzedonia e l’augurio
che la più importante casa di produzione
pubblicitaria italiana si fa per una
collaborazione il più possibile duratura con
Ago Panini.
Joel Schumacher firma
l’Attesa per il brand italiano
Batman Forever, Batman & Robin,
Il fantasma dell’opera, Il
Cliente, In linea con l'assassino, Un giorno
di ordinaria follia. Ed ora,
l’Attesa. Non contento dei tanti
successi inanellati nella sua carriera
stellata, Joel Schumacher ha accettato
l’ennesima sfida creativa, firmando la nuova
campagna comunicazione di Campari, on air
dal 21 novembre 2011. Il film, prodotto da
Filmmaster e ideato da BCube, racconta il
tema dell’attesa come essenza del piacere:
la preparazione del Campari, prima ancora
dell’occasione per gustarlo, è essa stessa
un piacere. Un mix di barocco e moderno,
Versailles e Laboutin nello scenario creato
da Schumacher: attraverso una serie di
immagini suggestive e una scenografia
ricchissima di dettagli e sovrapposizioni di
stile, ci trasporta in uno stato di
meravigliosa euforia, vissuta e condivisa,
accompagnata dal rito dell’aperitivo con
Campari. Il Director’s Cut di Schumacher è
stato presentato al Roma Festival
Internazionale del Film di Roma, svelando
dettagli inediti e una melodia appositamente
composta. Una selezione di immagini che
hanno reso il corto una vera chicca per
tutti i presenti al Festival.
La ricerca per i giovani talenti non si
ferma in casa Filmmaster. Il talento n°5 in
esclusiva per la casa di produzione italiana
(dopo Marco Gentile, Jason Harighnton, Tony
Kaye, Alessandro Pacciani) è l’argentino
Daniel Rosenfeld, affermato regista di film,
documentari e campagne pubblicitarie. Un
ingresso importante, sancito con Le cose
più belle si fanno in due, la nuova
campagnamultisoggetto di Vodafone in
onda in questi giorni.“Con Daniel
c’è stato un feeling immediato”, spiega
Lorenzo Cefis, partner ed executive producer
di Filmmaster. “Mi ha colpito, oltre che per
le capacità registiche, anche e soprattutto
per le sue doti umane, ovvero per la fiducia
che riesce a trasmettere, per l’impegno e la
tenacia nel portare a termine le sue idee,
per lo spirito di collaborazione e per il
sorriso costante e il buon umore che è in
gradi di infondere a tutto il team.” Classe
1973, Daniel comincia la sua carriera come
assistente regista per Alejandro Agresti;
successivamente dirige Saluzzi, il
suo primo film documentario su Dino Saluzzi,
compositore dei brani per film di Godard e
Almodovar, presentato al Festival
Internazionale del Cinema di Berlino; arriva
dunque “The Chimera of heroes”, film
per il quale riceve il Premio per la Miglior
Regia e il Premio Speciale della Giuria al
Festival del Cinema di Venezia. In più,
numerosi spot per Pepsi, Continental, Close
up.
Andras Calamandrei, nato a Zofingen (CH) il
4 Agosto 1975, si diploma presso la scuola
di fotografia “Fondazione Studio Marangoni”
a Firenze. Nel 2001 viene invitato al
“Artworkshop 01” (Centro d’Arte
Contemporaneo Casino Luxenbourg) curato da
Paul Di Felice, Christian Gattinoni y Wim
Delvoye. Tra il 2003 e il 2004 viene
selezionato in differenti workshop tenuti da
Arno Minkknen, Katarzina Kozira e il
collettivo Stalker. Nel 2009 viene invitato
a partecipare a un workshop con Kevin Power
e al “LIPAC-Laboratory of Investigation into
Contemporary Art Practice” con Atelier Van
Lieshout, Raimond Chaves, Lara Almarcegui,
and Marta Minujin.
Tra le sue principali mostre collettive e
personali: Back to 04.04.99, curata da
Nicoletta Leonardi, Archivio Fotografico
Toscano, Prato, e Rencontres d’Arles, 2002;
Contested Space, curata da Marco Scotini,
Spazio Alcatraz, Firenze, 2003; Networking –
The cities of the people, curata da Marco
Scotini, Ex Macelli, Prato, 2003; Available
Space - Desautorazione, Palazzo Santa
Margherita, Modena e presso il centro
Kunsthaus Tacheles Cultural Center, Berlin,
2003-2004; Empowerment, curata da Marco
Scotini, Villa Croce Contemporary Art
Museum, Genova, 2004; Rotte metropolitane:
The Visible City, curata da Daria Filardo,
Ex Carcere le Murate, Firenze, 2004;
Empresas Recuperadas, Casa della Cultura di
Buenos Aires e al Ministero del Lavoro,
Buenos Aires, 2005 e 2007; Hermes 1999-2006,
Festival de la Luz, Buenos Aires, 2006;
Hermes 1999-2007 curata da Marta Casati,
Photoshow, Milano, 2007; Seek Refuge, curata
da Marta Casati, Venezia 2008; You don’t
have to be sure, curata da a.titolo, CESAC
Centre for Contemporary Arts, Cuneo, 2010.
Attualmente in mostra a Magazzino 1b di
Prato con sometimes I wish I could swallow
up all the esiste words. e a Novembre a New
York per Producing Censorship del Premio
Celeste.
I
contenuti e gli articoli di questo magazine
digitale sono frutto di rielaborazione da
parte della redazione di NOT. Di ogni
immagine viene citata la fonte. Ci
riserviamo di accogliere qualsiasi ulteriore
segnalazione. Dove la fonte non è indicata,
la paternità dell’immagine è da attribuirsi
alla redazione. Le foto sono prese dal sito
sxc.hu